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Lorenzin, spesa sanitaria al 7% del Pil. Liste d'attesa e…

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Lorenzin, spesa sanitaria al 7% del Pil. Liste d'attesa e farmaci, ecco le priorità del Ssn

(Ansa)
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La spesa sanitaria al 7% del Pil, il fondo sanitario da rimpolpare tanto da portare a casa, finalmente, i «non più rinviabili» contratti per medici e infermieri. Poi, l'annientamento del male storico liste d'attesa, la scommessa cronicità, farmaci innovativi alla portata di tutti i pazienti e le terapie geniche. Non è un libro dei sogni, ma un'indicazione di rotta per il futuro inquilino di Lungotevere Ripa, quella che, agli sgoccioli del suo mandato, Beatrice Lorenzin - la ministra della Sanità più longeva della Repubblica - consegna al prossimo Governo.

Ammettendo implicitamente che ai tanti "successi" si affiancano scommesse ancora tutte o in buona parte da giocare. Del resto, la congiuntura economico-sociale era, ed è tutt'ora - se si guarda al welfare nel suo complesso - tra le peggiori mai vissute dal Paese. E gli effetti più "dark" del federalismo sanitario hanno pesato. Tanto che la sanità "rischiava il default" e si è stati costretti ad interventi con l'accetta, a suon di piani di rientro. «Mentre oggi – dice Lorenzin – sarebbero opportuni interventi chirurgici con commissariamenti azienda per azienda».

A caratterizzare il suo mandato è stata anche la deriva anti-scientifica che ha prodotto i casi Stamina e che continua in parte ad alimentare il dibattito sui vaccini. Unico tema sanitario, fino ad oggi, nei battibecchi partitici che caratterizzano una campagna elettorale senza luce. Paladina di successo dell'anti-scienza, Lorenzin non l'ha spuntata su partite cruciali per il mondo della sanità ma anche per i cittadini. Il braccio di ferro con il Mef ha pesato: le risorse per i contratti nell'ultima legge di Bilancio alla fine non sono arrivate, mentre il superticket ha subito non più di un ritocco.

Eppure, afferma Lorenzin, che al voto del 4 marzo si presenterà con la sua lista Civica Popolare, «il personale è una priorità non più rinviabile» e «credo sia arrivato il momento di lavorare per togliere definitivamente il superticket». E sull'altra grande partita, quella della governance, su cui l'ultima manovra ha lasciato a bocca asciutta il mondo del Pharma? «Forse è arrivato il momento di rivedere i mezzi a disposizione per garantire la sostenibilità della spesa farmaceutica, a partire dal payback, per arrivare a nuovi strumenti di negoziazione del prezzo dei farmaci. Fermo restando i principi che devono essere rispettati: responsabilità sociale ed etica».

L'intervista integrale su Sanità24.

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