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Federer torna in vetta a 36 anni: un altro record per il re del tennis

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NUMERO UNO ATP DOPO 5 ANNI

Federer torna in vetta a 36 anni: un altro record per il re del tennis

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Roger Federer dopo la vittoria che lo ha riportato in vetta alla classifica Atp (Reuters)
Roger Federer dopo la vittoria che lo ha riportato in vetta alla classifica Atp (Reuters)

Numero uno del tennis a 36 anni e mezzo. Roger Federer si regala l’ennesimo record di una carriera esaltante che, anno dopo anno, sta polverizzando i primati di uno sport ultracentenario. Battendo Robin Haase nei quarti di finale del torneo Atp di Rotterdam, la leggenda svizzera si è assicurato i punti che gli bastano per scavalcare l’amico-rivale Rafael Nadal - fermo per infortunio - e tornare sul trono del miglior tennista del circuito Atp.

Il precedente primato di anzianità era di André Agassi, numero uno a 33 anni. Per non farsi mancare nulla Federer ha anche battuto il record del più lungo intervallo tra una leadership e l’altra: sono passati 5 anni e 106 giorni. L’ultima volta che aveva impugnato lo scettro di miglior tennista del mondo era stato nel novembre 2012, all’apice della carriera. Federer è già stato al vertice del ranking globale per 302 settimane, anche questo un record. La prima volta accadde nel 2004, quando era un già talentuosissimo ventiduenne.

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La partita di oggi non era iniziata nel modo migliore per Roger, sconfitto nel primo set (4-6) da un avversario con la mente sgombra, a differenza della sua. Ma l’olandese è durato poco: il secondo e terzo set sono stati un monologo dello svizzero, salito in cattedra con tutto il suo repertorio prima di chiudere con un doppio 6-1.

Che cosa chiedere ancora a un campione che detiene 20 titoli del Grande Slam (l’ultimo conquistato poche settimane fa agli Australian Open), ha trovato una seconda giovinezza e gioca un tennis perfetto, quello che tutti i bambini sognano quando prendono in mano una racchetta per la prima volta? Di non ritirarsi. Per ora Federer - anche oggi commosso a fine match, quasi incredulo - non ha nessuna intenzione di farlo: parteciperà agli Atp 1000 di Indian Wells e Miami, i due «classici» americani di inizio stagione, e poi si concentrerà sugli altri Slam, a partire dal quel Wimbledon che resta il suo torneo preferito, tanto che lo ha vinto otto volte. Quello che accadrà a fine anno nessuno lo può prevedere, nemmeno lui. Nel frattempo, il pubblico potrà godersi altri spettacoli fatti di volées, veroniche, colpi da biliardo, traiettorie che sfidano le leggi della fisica, con quel piacere intenso e un po’ malinconico che prelude all’ultimo atto.

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