Italia

Salvini: giusto allargare Industria 4.0, non tutto il Jobs act va…

  • Abbonati
  • Accedi
intervista

Salvini: giusto allargare Industria 4.0, non tutto il Jobs act va cancellato

  • –di
Matteo Salvini - Ansa
Matteo Salvini - Ansa

«Io gli imprenditori li ascolto. Quando dico che rivoluzioneremo questo Paese non significa che tutto quanto è stato fatto lo cancelleremo. Ad esempio ci sono riforme come il Jobs act che vanno riviste, non azzerate: l’abolizione dei vaucher è stata un errore che ha prodotto moltissimi danni a imprese e lavoratori, soprattutto nel turismo e in agricoltura, e fatto crescere il lavoro nero».

Matteo Salvini si prende una breve sosta nel suo estenuante tour elettorale, per una lettura del piano di rilancio per l’Italia presentato da Confindustria a Verona. «Anche Industria 4.0 è in parte condivisibile. Anzi, secondo noi va ampliato, coinvolgendo di più anche le piccole e medie imprese». Salvini conferma misure come il superammortamento e il sostegno per il risparmio energetico «ma per rilanciare la crescita, per consentire alle imprese di puntare sullo sviluppo ci sono due fattori decisivi: meno tasse e meno vincoli burocratici».Il leader della Lega ritiene invece che vada «cancellato» il nuovo codice degli appalti «bello a parole» ma che invece «di semplificare ha creato enormi problemi: su 10 imprese che incontro, 9 mi chiedono di stracciarlo».

Salvini è convinto che «tra 15 giorni» la vittoria del centrodestra sarà una certezza e che la Lega sarà il primo partito della coalizione. «Confindustria chiede di di mantenere la Fornero? Non se ne parla. La cancelleremo: è un impegno prima etico che politico. E poi saranno contenti anche gli imprenditori, visto che certo la produttività non aumenta mantenendo al lavoro anziani poco motivati!». Anche sul rapporto con l’Europa le posizioni del leader della Lega e di viale dell’Astronomia sono distanti: «Nel documento si prospetta la nascita di un ministro delle Finanze europeo, ipotesi che noi avversiamo e che contrasteremo in ogni sede e in ogni modo. Abbiamo già delegato all’Europa le politiche commerciali, a partire da banche e agricoltura, legandoci le mani, se gli lasciamo pure la scelta sulla politica economica mi dice Confindustria che votiamo a fare il 4 marzo?».

Salvini conferma poi la linea sul debito pubblico: «Ovvio che vogliamo ridurlo, ma facendo esattamente l’opposto di quanto hanno fatto in questi ultimi 15 anni tanto i governi di centrosinistra che quello di centrodestra». Insomma, «basta con la politica del rigore e dei tagli». Del resto, sottolinea , «che sia stata una scelta perdente lo conferma proprio l’aumento del debito avvenuto nonostante tutti i sacrifici fatti dagli italiani. Con la Lega al governo si cambia registro: il debito lo ridurremo facendo crescere il Pil».

Un obbiettivo che per Salvini si realizza grazie anzitutto alla leva fiscale e quindi alla flat tax made in Lega al 15% . «Solo così le imprese potranno crescere e investire e quindi creare occupazione», aggiunge, sottolineando che invece concorda con Confindustria sul freno imposto dalla burocrazia. «Che pesa forse persino più del Fisco, perchè si tratta di una tassa occulta», dice Salvini raccontando del suo tour tra le aziene in questa campagna elettorale: «Un imprenditore di Cuneo mi ha raccontato che da oltre 400 giorni sta aspettando le risposte per le autorizzazioni necessarie a raddoppiare il suo stabilimento e quindi anche l’occupazione». Insomma,«nonserve incentivare gli investimenti se poi la burocrazia li impedisce!». Salvini ovviamente si vede già a Palazzo Chigi: «Mi piacerebbe partecipare alle prossime assise, naturalmente da premier, per ricevere dagli industriali l’applauso di quanto fatto dal governo guidato dalla Lega....».

© Riproduzione riservata