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Addio a Folco Quilici, il re dei «documentari» italiani

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AVEVA 87 ANNI

Addio a Folco Quilici, il re dei «documentari» italiani

Folco Quilici (Ansa)
Folco Quilici (Ansa)

È morto all'ospedale di Orvieto Folco Quilici, uno dei più importanti documentaristi italiani. Aveva 87 anni ed era originario di Ferrara. La notizia della morte di Quilici è stata confermata anche dal sindaco di Orvieto Giuseppe Germani. «Con Folco Quilici se ne va una delle figure più importanti del giornalismo, del documentarismo e della cultura italiana. Un pioniere in tutti i progetti che ha avviato, sempre anni avanti rispetto agli altri, un italiano innamorato del proprio paese e un ferrarese innamorato della propria terra in cui era l'erede della grande tradizione giornalistica del padre Nello». Così il ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini,
ricorda il documentarista e scrittore morto oggi. «Ci mancherà - sottolinea Franceschini - ma i suoi lavori resteranno per sempre come guida e insegnamento per le giovani generazioni».

Dalla candidatura all’Oscar alla Tv

Figlio del giornalista Nello Quilici e della pittrice Emma Buzzacchi, dopo gli esordi nell’attività cineamatoriale si specializza in riprese sottomarine, raggiungendo la popolarità anche fuori dai confini nazionali. Subito dopo il diploma al Centro Sperimentale di Cinematografia, nel 1951, il ventunenne Quilici avviò la realizzazione di «Sesto Continente», un film che segnerà il percorso letterario e cinematografico fino alle pellicole più recenti come «I cacciatori di navi», passando per le grandi serie televisive prodotte negli anni '70 insieme a storici ed antropologi come Fernand Braudel, Levi Strass, Leroy-Gouran, Colin Renfrew, D'Ayal

All’attività di documentarista, pluripremiata, si affianca quella di scrittore e divulgatore. Nel 1971 è arrivato alla candidatura all’Oscar con un documentario sulla Toscana, vincendo nello stesso anno il David di Donatello con il film Oceano. Era noto al grande pubblico anche come curatore e autore di programmi televisivi, ad esempio Geo su Rai3, di cui era stato ideato e primo conduttore. Nel 1983 è stato insignito della medaglia d’oro per meriti dall’allora presidente della Repubblica Sandro Pertini, nel 2006 la rivista americana Forbes lo ha incluso tra le «100 firme più autorevoli al mondo»,

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