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Dossier Le scatole nere «attive» protagoniste nelle flotte

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    Dossier | N. 18 articoliAuto business & flotte commerciali

    Le scatole nere «attive» protagoniste nelle flotte

    In Italia circolano oltre 8 milioni di veicoli dotati di dispositivi telematici, compresi quelli delle company car. È il Paese europeo con il più alto tasso di penetrazione di black box. A spingere, in questi ultimi anni, sono state le assicurazioni che, a fronte di uno sconto sostanzioso al cliente sulla polizza Rc e anche su quella furto, installano scatole nere sulle vetture dei propri assicurati al fine di limitare le false frodi, di mitigare le perdite derivanti da furti e nel futuro allo scopo di prevedere delle polizze pay as you drive, cioè basate sullo stile di guida del driver. Nel segmento flotte non ci sono ancora numeri ufficiali che quantifichino la presenza di dispositivi telematici sui veicoli, ma è facilmente intuibile che stiamo parlando di un’alta penetrazione, in quanto le più grandi società di noleggio a lungo termine (Nlt), oramai per default, installano i dispositivi telematici sulle vetture che consegnano ai clienti.

    Penetrazione alta sì, ma ancora bassa percentuale di utilizzo, da parte delle flotte, delle potenzialità che le black box possono fornire. Siamo ancora agli albori. Le scatole nere sono utilizzate soprattutto come strumento di geolocalizzazione per la protezione dell’asset contro il furto o come strumento di migliore tracciabilità dell’incidente.

    Anche se aumenta sempre di più, nelle società di noleggio a lungo termine, il bisogno di attivare anche le funzionalità di diagnostica della telematica al fine di ottimizzare l’efficienza dello stato dei veicoli, ma anche per una accurata gestione della relazione con il cliente.

    Dall’altra parte, gli operatori della telematica sono pronti ad implementare soluzioni tecnologiche con un elevato impatto di valore per la società di noleggio, per il fleet manager e per il driver. Un livello tecnologico che si deve, però, innestare all’interno dei complessi ingranaggi delle società di Nlt.

    Secondo Massimiliano Balbo di Vinadio VP Targa telematics, «abbiamo portato valore sia ai noleggiatori, in qualità di possessori del mezzo, sia ai loro clienti, attraverso moduli di servizio studiati con i reparti marketing delle società di noleggio; l’enorme quantità di informazioni (big data) immagazzinate in questo lungo periodo e la nostra capacità di renderle fruibili con semplicità attraverso le nostre competenze applicative ci consentono di studiare e proporre soluzioni di reale valore ai noleggiatori, supportandoli nella loro digital transformation, che sarà uno dei temi fondamentali dei prossimi anni nel loro contesto competitivo».

    Fino ad oggi la telematica si è limitata a gestire il post evento dell’incidente. Valerio Gridelli, amministratore delegato di Viasat, sostiene di voler mettere la telematica al centro della sicurezza della persona. «Stiamo sperimentando un prodotto che prevenga i sinistri - dice -. Grazie ai big data dei nostri circa 650mila dispositivi, in combinazione con diverse banche dati tra cui quella dell’Ania, siamo in grado di comunicare in tempo reale al driver che quel tratto di strada che percorrerà tra un chilometro, non solo è statisticamente denso di incidenti, ma presenta elevate criticità desunte dall’elaborazione dei comportamenti di guida analizzati».

    Gli aspetti dominati della telematica, da qui in avanti, possono essere sintetizzati, secondo Andrea Algeri, direttore di Telemobility, nei concetti di safety e security. «Safety - spiega - ricomprende gli strumenti e le soluzioni rivolti alla sicurezza e alla salvaguardia del veicolo e della persona, cioè i servizi relativi al furto, alla diagnostica e manutenzione del veicolo che mirano a mantenerne l’efficienza dello stesso e, di conseguenza, a salvaguardare il driver; security è intesa come l’insieme degli interventi legati alla cybersecurity e alla sicurezza del trattamento dei dati».

    Secondo Maurizio Iperti, vicepresidente Europa di Lojack, il punto chiave è permettere il collegamento in tempo reale tra il driver e la società di noleggio. «Le informazioni raccolte dalla box e l’utilizzo in abbinamento di una app del noleggiatore nello smartphone del driver permetteranno questo link e di conseguenza l’erogazione di servizi di personal assistance - racconta -. Soluzioni come CrashBoxx consentono alla società di noleggio di comunicare con il cliente nel momento del reale bisogno, assistendolo in caso di incidente con l’invio del carro attrezzi e fornendogli indicazioni sull’officina presso cui sarà ricoverata l’auto e sulle tempistiche di riparazione».

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