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Arrestato l’ex presidente di Finpiemonte, Fabrizio Gatti

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la finanziaria della regione

Arrestato l’ex presidente di Finpiemonte, Fabrizio Gatti

(Imagoeconomica)
(Imagoeconomica)

Arrestato questa mattina Fabrizio Gatti, ex presidente di Finpiemonte, la finanziaria della Regione, e altri due amministratori di società private, Pio Piccini e Massimo Pichetti, legati a Gatti da interessi in altre operazioni finite sotto la lente degli inquirenti. La Guardia di Finanza di Torino ha eseguito le ordinanze di custodia cautelare in carcere e ha portato a termine anche una serie di perquisizioni nell'ambito dell'inchiesta che aveva rivelato, qualche mese fa, operazioni considerate illecite dalla Procura.

Le misure cautelari, come confermato dal procuratore capo di Torino Armando Spataro, sono collegate al reato di concorso in peculato continuato ed aggravato dal danno patrimoniale di rilevante gravità.
«L'attività investigativa ed il provvedimento cautelare, in particolare, hanno ad oggetto l'appropriazione da parte dell'ex Presidente di Finpiemonte S.p.A. della somma di circa 6 milioni di euro di denaro pubblico», chiarisce la nota della Procura.
La somma è stata trasferita, attraverso tre bonifici bancari, da un conto corrente intestato a Finpiemonte e acceso presso una banca svizzera, in favore di due società amministrate da soggetti privati, strettamente legati allo stesso Gatti da rapporti di affari ed il cui contributo, scrive Spataro, «è stato determinante per portare a termine il programma criminoso».

Nella ricostruzione fatta qualche settimana fa in Consiglio regionale, il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino aveva fatto riferimento non soltanto ai sei milioni trasferiti dal conto in Svizzera di Finpiemonte, ma anche a un'altra somma, pari a 5 milioni, investita in operazioni ad alto rischio con una perdita per la finanziaria. Una circostanza che porterebbe a 11 milioni di euro l'ammanco totale in qualche modo riconducibile all'ex presidente Gatti.
Fatti da subito considerati molto gravi dall'amministrazione regionale, tanto che il 13 novembre scorso, ricostruisce Chiamparino, «abbiamo presentato una querela alla procura di Torino che ci ha chiesto il massimo riserbo sulla vicenda. Abbiamo anche informato Bankitalia e la Corte dei Conti».

Contestualmente alle misure cautelari di questa mattina è stato disposto il sequestro preventivo di tutti i beni, mobili e immobili, intestati agli indagati e alle società coinvolte nel peculato, per un importo complessivo corrispondente alla somma sottratta a Finpiemonte.
Le indagini per accertare eventuali responsabilità penali di altri soggetti nella vicenda in esame sono in corso, conclude la nota di questa mattina.

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