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F1: Vettel domina il Bahrein, ma la festa è a metà per un…

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il successo della ferrari

F1: Vettel domina il Bahrein, ma la festa è a metà per un incidente ai box

Con una rossa sul gradino più alto del podio e un finale appassionante, il Gran Premio del Bahrain sarebbe stato una gara memorabile in assenza del dramma al giro 36. L'ordine di arrivo sembrava sino ad allora lo stesso di Melbourne: 1 e 3. Primo e terzo, con in mezzo ancora una volta una Mercedes. Non il massimo possibile, considerando che entrambe le Ferrari oggi scattavano dalla prima fila.

Ma neanche qualcosa di cui lamentarsi: una competitività del genere confermata alla seconda gara era una cosa nuova, pensando alle ultime annate.

Ma al giro 36 un ordine di ripartenza sbagliato a Raikkonen fa ripartire il finlandese senza che il suo posteriore sinistro sia pronto. E così, dalle immagini di un incidente che farà discutere a lungo sulle procedure interne di uno dei momenti più delicati di tutta la gara, si è visto un meccanico cadere malamente, con Raikkonen necessariamente fermato dopo pochi metri. Una frattura alla tibia e al perone che hanno intristito la famiglia Ferrari, che non può alzare i calici a cuor leggero nel rivivere questa domenica: le persone a Maranello si vogliono bene davvero e un incidente così spiace, specie se si è uno dei team che da sempre prova e riesce meglio di tanti altri proprio in queste delicate operazioni.

Un episodio raro, che non dovrebbe succedere, a macchiare una giornata che altrimenti sarebbe stata quasi perfetta. Vettel era partito benissimo e a fronte di una diversa scelta di gomme, ha cavalcato fino in fondo in testa, anche se sul finale ha sofferto molto il degrado delle sue Soft, trovandosi letteralmente negli scarichi Bottas proprio nei due giri finali, quando il gap conquistato dal ferrarista si era esaurito e il rischio Drs temuto solo teoricamente era diventato una vera minaccia.

Meno male insomma che la parte finale non ha ripetuto ciò che è successo a Roubaix, per la grande classica del ciclismo che oggi ha visto incoronare un grande campione come Sagan, rimasto “nascosto” in seconda posizione fino agli ultimi metri all’interno del velodromo più antico del mondo.

Ma un Vettel in grande forma e capace di mantenere un ottimo passo senza strafare o commettere errori ha sottolineato il valore del pilota e della macchina in questo inizio di stagione, dove ora lui guarda dall'alto la classifica con il bottino pieno di 50 punti.

Gli episodi degni di nota oggi comunque non si fermano qui: è stata bella pure la rimonta del campione in carica, quarto ieri al cronometro della Q3 ma penalizzato di cinque posizioni per una sostituzione del cambio irrinunciabile. Ma Hamilton non è certo la prima volta che abitua il suo pubblico a grandi risalite. Specie in una giornata come oggi dove, oltre a Raikkonen, sono mancati altri protagonisti attesi e scontati.

Le due Red Bull fuori entrambe a causa di problemi al secondo giro per motivazioni differenti, contatto per Verstappen e un problema elettrico per Ricciardo: esclusi due nomi che erano attesi immediatamente a ridosso dei rossi e degli argentati.

Dopo tutto questo trambusto, c'è ancora una grande notizia. Una piazza numero quattro che non deve assolutamente passare inosservata. Il pilota si chiama Pierre Gasly, è francese e guida una Toro Rosso: una monoposto pensata e concepita in Italia, nella stessa regione dove fabbricano la maggior parte dei mezzi stradali di cui gli italiani si vantano nel mondo: Ferrari, Lamborghini, Ducati e (alcune) Maserati e Alfa Romeo. Anche lui avvantaggiato dalla dipartita delle Red Bull, l'ultimo campione della Gp2 nel 2016, con zero punti all'attivo nelle cinque gare disputate lo scorso anno con la STR12 e un ritiro nella prima gara del 2018, fa stappare tanto champagne ai giapponesi della Honda, che dopo tre anni oscuri con un quinto posto come miglior risultato, portano a casa al secondo Gp con gli uomini di Faenza un risultato mai raggiunto nell'ultima collaborazione con Woking. Segno che i cambiamenti interni e il buon lavoro dei tecnici italiani può dare ancora grandi soddisfazioni al prestigioso motorista giapponese.

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