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Roberto Fico cicerone a Montecitorio

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il presidente guida i visitatori

Roberto Fico cicerone a Montecitorio

Roberto Fico, presidente della Camera, a Montecitorio a porte aperte  (Ansa)
Roberto Fico, presidente della Camera, a Montecitorio a porte aperte (Ansa)

Un’insolita sorpresa per i visitatori della manifestazione “Montecitorio a Porte aperte”, che hanno trovato il neo presidente della Camera Roberto Fico a fargli da cicerone. Un invito a palazzo che Fico ha lanciato ieri dal suo profilo Facebook con un video ad hoc. «Il senso della mia Presidenza è aprire a 360 gradi questo Palazzo di Montecitorio e renderlo la casa degli italiani», ha subito chiarito il neo presidente che, fra selfie, applausi e strette di mano, ha accolto - mano nella mano con la signora - i tanti cittadini in visita al palazzo della Camera.

I tweet in aula con i visitatori
«Vedere seduti i cittadini all'interno di quest'Aula è per me un'emozione indescrivibile. La distanza che si è creata negli ultimi decenni tra le persone e le Istituzioni è un ferita per il Paese, è tempo di curarla», ha detto Fico ai visitatori accomodati in aula al posto del parlamentari. Le foto nei tweet di @Montecitorio, «In passato - ha detto Fico - s'è aperta una ferita profonda tra i cittadini e lo Stato. Ora il mio lavoro qui alla Camera è sanare quella ferita, far fare a tutti pace con questo Palazzo».

«Palazzo chiuso e arcigno diventi casa degli italiani»
«La bella giornata di oggi - ha detto - ha il significato di riavvicinare le istituzioni ai cittadini: oggi dobbiamo riunire la Repubblica per proteggerla e andare avanti tutti assieme. Provo una emozione enorme: ricordo ancora quando tanti anni fa passavo da questo Palazzo e non comprendevo quanto fosse chiuso e arcigno. Ma ora deve essere la casa di tutti gli italiani». Questa mattina il presidnete della Camera ha ascoltato in piazza la Banda della Marina Militare che ha suonato l’inno di Mameli e musica d'opera, poi è entrato nel Palazzo dove, fino alle 16,30, le porte sono aperti per i cittadini.

Le richieste in aula: ridurre le disuguaglianze
Tanti hanno chiesto che il paese abbia un governo autorevole, capace di ridurre le diseguaglianze. «C'è gente che fa la fame, pensioni di invalidità a 290 euro e qua si spendono migliaia di euro per il ristorante», ha ricordato una visitatrice. «Io come prima decisione ho rinunciato alla mia indennità», ha detto Fico fra gli applausi. «Sono 4mila euro lordi. È una poca cosa per le casse dello Stato, non bilancia il conto economico ma quello morale, è un modo, un segnale per cercare di sanare una ferita del passato, quella enorme distanza tra palazzo e cittadini comuni».

Sulla formazione del governo si smarca: sono terzo rispetto ai partiti
Io assente ad Ivrea? «C'era tanto lavoro da fare. Ora rappresento tutti gli italiani, come terza carica dello stato sono 'terzo' rispetto alle forze politiche e va bene così», ha detto ai gironalisti parlamentari che gli chiedevano della sua assenza alla kermesse pentastellata di Ivrea.

Vitalizi, promessi entro aprile 76 milioni di tagli

Via al taglio dei vitalizi degli ex onorevoli
E sui tagli Fico accelera. Questa settimana il presidente della Camera darà l’incarico ai questori Riccardo Fraccaro (M5S), Gregorio Fontana (Forza Italia) e d Edmondo Cirielli (Fdi) per la delibera che opererà il taglio dei vitalizi degli ex onorevoli e loro vedove (2.600 i trattamenti fra i 2mila e i 10 mila euro).

La delibera prevede il ricalcolo contributivo di tutti gli assegni pensionistici. In realtà nel 2012 i vitalizi ai parlamentari in carica sono stati aboliti e trasformati in pensioni che vengono calcolate con metodo contributivo. Attualmente l’assegno pensionistico scatta ai 65 anni di età se con una sola legislatura, a 60 anni con due. Secondo l’Inps gli attuali assegni costano circa 193 milioni di euro ogni anno. Il ricalcolo contributivo porterebbe a un risparmio di 76 milioni (380 milioni in una legislatura).

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