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Carceri, meno reati ma più detenuti: oltre 58 mila. In 506…

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Carceri, meno reati ma più detenuti: oltre 58 mila. In 506 osservati per radicalizzazione

Il numero dei reati denunciati nel 2016 è il più basso degli ultimi 10 anni, eppure il numero di detenuti nelle carceri italiane, che era sceso al minimo di 52 mila a fine 2015, è di nuovo in aumento: 58.223 al 31 marzo, una cifra cresciuta al ritmo di 600 persone negli ultimi tre mesi. A segnalarlo, nel rapporto sulle condizioni di detenzione, è l’associazione Antigone che da vent’anni, con i suoi osservatori, visita le carceri e accende un faro sulle disfunzioni del sistema. A fine 2012, pochi giorni prima della sentenza Torreggiani della Corte Europea per i diritti dell'uomo, che ha imposto provvedimenti strutturali per affrontare il sovraffollamento, i detenuti erano 65.701. Le misure adottate hanno portato quel numero fino a un minimo di 52.164 presenza a fine 2015. Dopodiché c'è stata un'inversione di tendenza e le carceri hanno ripreso a riempirsi.

Antigone: approvare riforma penitenziaria
Di qui l’appello lanciato da Antigone a «non perdere l’occasione» e approvare la riforma dell’ordinamento penitenziario che, tra l’altro, allarga il ricorso alle misure alternative alla detenzione «di gran lunga meno costose del carcere e più capaci di ridurre la recidiva e garantire la sicurezza della società». Il decreto approvato dal Cdm a metà marzo in secondo esame preliminare ha bisogno di un parere (non vincolante) prima del via libero definitivo da parte del governo. Ma non è entrato tra le materie di competenze delle commissioni speciali istituite in Parlamento in attesa della nascita del governo, a causa dell’ostilità di centrodestra e M5s.

Le irregolarità riscontrate
Antigone ha visitato 86 carceri (su 189), 36 nel nord, 20 in centro Italia e 30 tra il sud e le isole. Dal più grande, Poggioreale, che ospita 2.200 detenuti, in cui lavorano più di 1.000 persone, al più piccolo, Arezzo, dove ci sono non più di 30 persone. In 10 istituti tra quelli visitati hanno trovato celle in cui i detenuti non avevano a disposizione la soglia minima di 3mq calpestabili, in 50 celle senza doccia ed in quattro celle in cui il wc non era in un ambiente separato. Le carceri più affollate sono in Lombardia: Como, con un tasso del 200% (462 detenuti per 231 posti, con 56 donne e 242 stranieri), e Brescia Canton Mombello, 363 detenuti su una capienza di 189, oltre la metà sono stranieri.

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Diminuita percentuale stranieri detenuti
Nel suo rapporto Antigone definisce un «bluff populista» la correlazione tra migranti e reati. «Non c'è un'emergenza stranieri, non c'è correlazione tra i flussi di migranti in arrivo in Italia e i flussi di migranti che fanno ingresso in carcere» si legge nel rapporto che spiega come negli ultimi quindici anni, a partire dal 2003, gli stranieri residenti in Italia sono più che triplicati mentre il tasso di detenzione degli stranieri è diminuito di tre volte, osserva Antigone. Se, infatti, nel 2003 su ogni cento stranieri residenti in Italia (erano circa 1 milione e mezzo) l’1,16% finiva in carcere, oggi (che sono circa 5 milioni) è lo 0,39%. Rispetto al 2008 «ci sono 2 mila detenuti stranieri in meno». I più numerosi sono i tunisini 2.153 e i marocchini 3.676.

506 osservati per radicalizzazione
Va rilevato però che nel 2017 i detenuti sotto osservazione per radicalizzazione sono molto aumentati rispetto al 2016: 506 contro 365. Questi detenuti sono monitorati dal Dap con tre livelli di allerta: alto, medio e basso. E tra i 242 oggetto di un alto livello di attenzione, 180 sono in carcere per reati comuni e 62 perché sospettati o condannati per reati connessi al terrorismo islamico. I detenuti che si dichiarano di fede musulmana sono 7.194, ma sono autorizzati ad entrare in carcere solo 17 imam.

Recidiva, il 39% detenuti torna dentro entro 10 anni
Quanto al fenomeno della recidiva, Antigone segnala che il 39% delle persone uscite dal carcere nel 2007 vi ha fatto rientro, una o più volte, negli ultimi 10 anni. Non solo. Il 37% dei circa 58 mila detenuti attualmente in carcere non ha alle spalle precedenti carcerazioni, oltre 7 mila sono, invece, detenuti abituali, già stati in carcere più di 5 volte. Dati commentati così: «troppo spesso il carcere non aiuta la sicurezza dei cittadini». Antigone rileva, invece, con soddisfazione, che sono in aumento le persone che usufruiscono della messa alla prova, una
delle riforme sperimentate per evitare il sovraffollamento: sono attualmente 12.278. «Ci vorrebbe ora - osserva l'associazione nel suo rapporto, presentato oggi - un grande investimento in risorse umane e sociali per far sì che i progetti vadano a buon fine».

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