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Srm (Intesa Sanpaolo): l’economia illegale vale il…

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ostacoli allo sviluppo

Srm (Intesa Sanpaolo): l’economia illegale vale il 23% del Pil, quasi il 30% al Sud

L’economia sommersa e illegale, “Non observed economy” in Italia è pari al 22,9% del Pil, dato che sale al 29,8% nel Mezzogiorno. Nonostante il recupero di quattro posizioni nella classifica del Rule of Law Index (indicatore internazionale dalla World Bank), passando dal 35° al 31° posto su 113 Paesi per il 2017-2018, su questo fronte l’Italia ha ancora molto cammino da fare, come emerge dall’ultimo numero della «Rassegna Economica» del Banco di Napoli curata da Srm, centro studi collegato a Intesa Sanpaolo, e presentato a Napoli.

Lo studio, intitolato «Il valore economico della legalità e gli effetti sull'impresa e sul credito», poggia sull'assunto, e lo dimostra con dati alla mano, che esiste un rapporto molto stretto tra legalità, sicurezza e crescita economica. Che se la legalità si afferma, cresce l'economia e viceversa.

Minniti: «No alla sindrome dell'anno zero»
«Che ci sia un nesso tra legalità e crescita non è scontato», ha sottolineato il ministro dell'Interno, Marco Minniti, intervenendo nella sede del Banco di Napoli. «Oggi quello che deve essere evitato è la cosiddetta sindrome dell'anno zero che porta sempre a ricominciare daccapo». Poi aggiunge: «Naturalmente tutto si può cambiare, si può migliorare, si può mettere in campo quello che l'altro non ha fatto, ma quello che non bisogna fare è ripartire daccapo». Se ciò avvenisse, ha ammonito Minniti: «Sarebbe drammatico per l'Italia, sarebbe ancor di più drammatico per il Mezzogiorno». Minniti difende il lavoro svolto parlando di un Paese che ricomincia a crescere dopo una lunga crisi, della lotta al terrorismo internazionale e contemporaneamente alle mafie, dell'arrivo di turisti da record a riprova proprio del nesso tra la sicurezza che l'Italia ha assicurato e l'economia. Snocciola dati sui comuni sciolti per mafia: 21 nel 2017 contro gli 8 dell'anno precedente. E pone in risalto le nuove norme sull'Agenzia per i Beni confiscati alla mafia. «Non deve succedere – ha aggiunto il ministro – che l'azienda confiscata e riportata nella legalità fallisca: i simboli in questo caso sono fondamentali». Il ministro dell'Interno parla anche di lotta alla corruzione e dice: «Una società corrotta è più debole anche nella lotta alla mafia. Ma per combattere la corruzione non bastano leggi valide, ci vuole una risposta civica: la corruzione deve pagare un alto prezzo sociale».

Economia sommersa da circa 320 miliardi
Per Srm il valore dell'economia non tracciata e sommersa in Italia è pari al 19,5% del Pil, pari in termini assoluti a più di 320 miliardi di euro. Nel Mezzogiorno tale valore raggiunge il 24,8% del Pil. Se a questo dato si aggiunge anche l'economia criminale e illegale, in Italia pari al 3,4% del Pil (circa 56 miliardi ) e nel Mezzogiorno pari al 5% del Pil, ri raggiungono le percentuali da brivido 22,9% del Pil italiano e del 29,8% di quello meridionale. «Scopo dello studio di Srm – precisa il direttore, Massimo Deandreis – è stimare quanto potrebbe svilupparsi il nostro Paese se abbattesse il tasso di illegalità». «Una strada obbligata - per Paolo Scudieri, presidente di Srm e di Adler group – in un mondo globale la strada della legalità è anche quella della crescita. L'Italia deve poter attrarre investimenti esteri». Alla tavola rotonda per la presentazione della storica Rassegna Economica hanno partecipato il presidente di Banco di Napoli, Maurizio Barracco, il presidente del Tribunale di Napoli, Ettore Ferrara. Federica Brancaccio, presidente di Associazione costruttori di Napoli e di Federcostruzioni, Cesare Imbriani dell'Università La Sapienza e Michele Vietti, presidente di Finlombarda, Ida Mercanti di Banca d'Italia.

Il Paese potrebbe recuperare 30 miliardi di Pil
Se la componente dell'economia “legale” e “trasparente” in Italia si posizionasse ai livelli medi dei Paesi dell'area euro – si legge nello studio di Srm – sarebbe possibile recuperare il 2% del Pil, una cifra pari a circa 30 miliardi di euro, e si genererebbero maggiori investimenti dall'estero tra gli 11 ed i 14 miliardi annui. Nel Mezzogiorno, poi, migliorare i livelli di legalità e la contestuale riduzione del peso dell'economia sommersa, permetterebbe di recuperare circa 10 miliardi di euro pari al 3% del Pil locale. E potrebbe produrre una crescita del 20% del fatturato aziendale.
Come attuare un'inversione? Ruolo fondamentale è quello di una giustizia più rapida e perciò efficace. Si stima che un solo anno di riduzione dei tempi di recupero crediti porterebbe ad una riduzione di circa 20 miliardi di euro dello stock di sofferenze nel triennio successivo. «Tutto ciò che si spende nel campo della giustizia e delle forze dell'ordine – ha aggiunto Minniti – si deve considerare investimento per lo sviluppo». Srm calcola che potrebbero nascere 200mila nuove imprese all'anno con una crescita anche dimensionale, con almeno un addetto in più per ogni impresa manifatturiera. Sull'occupazione, se l'Italia si allineasse alle migliori performance europee in tema di legalità, si potrebbero avere ricadute stimabili in almeno 130mila posti di lavoro e mille euro l'anno in più di reddito pro capite.

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