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verso il nuovo esecutivo

Governo: da Chiamparino a Sala: governatori e sindaci Pd in campo per «confronto» con M5s

Il partito “governista” all’interno del Pd non conta solo su pezzi di classe dirigente dem, a cominciare dal reggente Maurizio Martina e dal ministro Franceschini. La necessità di un “confronto” con il M5s è sostenuta anche da presidenti di regione e sindaci dem: da Nicola Zingaretti a Sergio Chiamparino, passando per Beppe Sala e Leoluca Orlando. Senza citare il presidente della Puglia Michele Emiliano, vero e proprio “pasdaran” di un governo Pd-M5S già ai tempi della campagna elettorale. L’idea sostanzialmente condivisa è avviare un dialogo a partire dai programmi (citando a volte, come nel caso del Lazio, anche le esperienze locali) per verificare se ci siano margini per un accordo di governo.

Zingaretti: dialogo a partire dai temi concreti
Il governatore del Lazio Zingaretti, privo di maggioranza in consiglio regionale (il centrosinistra occupa 25 seggi su 51) ha presentato alle forze politiche un’agenda di dieci punti (dal piano rifiuti, al Testo unico del commercio) su cui cercare convergenze e maggioranze variabili in consiglio. Una agenda di lavoro, rispetto alla quale è stata soprattutto la capogruppo M5s in Regione Roberta Lombardi a manifestare disponibilità, a partire da rifiuti e infrastrutture. E lo schema, quello delle prove di intesa «a partire i temi concreti», per Zingaretti, da sempre critico nei confronti di Renzi, va verificato anche sul piano nazionale. Da ricordare che il governatore del Lazio ha annunciato la sua candidatura alle primarie per la segreteria dem.

Chiamparino: sfidare M5S con proposta programmatica
Anche il governatore del Piemonte Sergio Chiamparino (tra i primi seguaci dell’ex Rottamatore) che in regione è chiamato spesso a confrontarsi (e a scontrarsi, come nel caso Olimpiadi invernali) con la sindaca di Torino M5s Chiara Appendino, ha lanciato segnali di fumo: «Finito il tempo dell'arrocco, è necessaria una mossa del cavallo. Dobbiamo definire una proposta programmatica che sfidi il M5S a presentarsi in Parlamento assumendo questa nostra proposta come possibile punto di riferimento» ha detto commentando le consultazioni governative in atto».

Sala: tentativo di governo M5s-Pd è doveroso
Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala (voluto all’epoca da Renzi) ha definito «assolutamente doveroso» il tentativo di governo M5s-Pd. E ha chiarito così la sua posizione: «Anche se si è usciti sconfitti dalle urne non si può fare gli offesi. Io credo che si debba dialogare con tutti. Non sarà per niente facile che si faccia un governo e che il Pd possa entrarvi. Ma la cosa più sbagliata è che il Pd si metta in un angolo e non voglia dialogare con nessuno».

Orlando: prima i programmi, poi le persone
Sulla stessa lunghezza d’onde il sindaco di Palermo Leoluca Orlando (da sempre battitore libero ma che in passato ha sostenuto la spinta “rinnovatrice” di Renzi) per il quale «di fronte al pericolo di «una destra in assoluta sintonia politica e culturale con i movimenti dell'estremismo xenofobo e nazionalista di altri paesi europei» il Pd «ha paradossalmente una opportunità: tornare al buon vecchio “prima i programmi e poi le persone”» Una possibilità da verificare «accettando un confronto aperto con il Movimento 5 Stelle. A patto che al centro ci sia « il confronto sui contenuti e sulla soluzione dei problemi».


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