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Da Pentothal a Zanardi, Roma racconta i fumetti di Andrea Pazienza

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MOSTRA A 30 ANNI DALLA SCOMPARSA

Da Pentothal a Zanardi, Roma racconta i fumetti di Andrea Pazienza

Andrea Pazienza nel 1981 sul lungomare di San Menaio, fotografato dall'amico Vanni Natola
Andrea Pazienza nel 1981 sul lungomare di San Menaio, fotografato dall'amico Vanni Natola

Una mostra a Roma racconta quello che in molti considerano il più talentuoso tra i disegnatori italiani: Andrea Pazienza, voce e matita del Movimento del ’77 e della disperazione dei favolosi anni Ottanta. Un inventore di storie, sviluppate attraverso i suoi personaggi senza tempo: Pentothal, Zanardi, Pompeo.

L’esposizione romana a 30 anni dalla scomparsa del fumettista
«Andrea Pazienza, trent’anni senza» ricorda questo artista. E lo fa nell’anno che segna il trentennale della sua tragica scomparsa, avvenuta a Montepulciano il 16 giugno del 1988 all’età di 32 anni appena. Paz è morto nella notte del 16 giugno 1988, ucciso, si dice, ma la causa della morte non è mai stata resa pubblica, da un’overdose di eroina.

Il fumettista raccontato a una nuova generazione di lettori
Negli spazi del Mattatoio di Roma sono esposte opere originali di questo artista. È una mostra di carattere antologico, che si propone di raccontare soprattutto il fumettista - con una particolare attenzione a un’intera nuova generazione di lettori che forse l’ha conosciuto poco - attraverso una ricca selezione della sua opera: da Aficionados e Le straordinarie avventure di Penthotal dei primissimi anni ’80 al suo personaggio più celebre, Zanardi (con le tavole di Giallo scolastico, Verde matematico, Pacco, La prima delle tre, Notte di Carnevale, Cuore di mamma, Cenerentola 1987, Lupi e alcune delle straordinarie pagine di La vecchiezza è una Roma e di Zanardi medievale), passando per Tormenta e le caricature disneyane di Perché Pippo sembra uno sballato e La leggenda di Italiano Liberatore, lo spassoso Pertini, le meravigliose tavole a colori di Campofame, o ancora Francesco Stella, le Sturiellet, Una estate, la pura poesia dell’incompiuta Storia di Astarte o di Il perché della anatre, fino a quello che probabilmente è il più importante, esorcizzante e traumatizzante graphic novel italiano del XX Secolo, quel Gli ultimi giorni di Pompeo che lo ha consacrato nell'empireo della letteratura disegnata.

Non mancano scritti, sketch e bozzetti
A integrazione della narrazione a fumetti, brevi escursioni nel “Paz” vignettista e illustratore, con alcune delle sue opere più iconiche, così come qualche rarità (prove di layout, scritti, sketch e bozzetti) ritrovate tra le cartelle del suo immenso archivio artistico.

«Andrea Pazienza, trent'anni senza», dal 25 maggio al 15 luglio, Mattatoio di Roma (ex MACRO Testaccio), prodotta da ARF! Festival e Napoli Comicon

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