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FI-Lega: divisi sul governo , ma insieme al potere in 6 regioni e…

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FI-Lega: divisi sul governo , ma insieme al potere in 6 regioni e 18 capoluoghi

Il neogovernatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga festeggia la vittoria con i sostenitori
Il neogovernatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga festeggia la vittoria con i sostenitori

I destini di Lega e Forza Italia sembrano orientati a separarsi, con il Carroccio pronto a sottoscrivere il patto di governo insieme ai 5 stelle, e il partito di Silvio Berlusconi avviato verso l’opposizione (da definire se con l’astensione o con il voto contrario alla fiducia all’esecutivo giallo-verde). Tuttavia, come già avvenuto con il governo Monti nel 2011 (quando Fi votò la fiducia e la Lega votò contro), l’alleanza è destinata a durare, cementata dal governo comune in sei giunte regionali e in 18 città capoluogo di provincia.

Le 6 giunte regionali di centrodestra
Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Molise e Sicilia. Sono sei le regioni italiane governate dal centrodestra in base a un’alleanza Lega-Forza Italia. Lombardia, Veneto e Friuli sono a trazione leghista con il Carroccio che esprime il presidente (rispettivamente Attilio Fontana, Luca Zaia, Massimiliano Fedriga). La Liguria è l’unica regione guidata da un presidente azzurro, Giovanni Toti, considerato uomo di cerniera tra Forza Italia e Lega. Anche se il governatore del Molise Donato Toma è ritenuto un moderato vicino a Forza Italia. In Sicilia il governatore Nello Musumeci è invece espressione di Fratelli d’Italia, che si è presentata in un’unica lista con “Noi con Salvini”, la versione sudista del Carroccio.

Le vittorie del Carroccio in Lombardia e Friuli
Le elezioni regionali lombarde (tenutesi il 4 marzo 2018, in concomitanza con le politiche) sono state stravinte dal leghista Attilio Fontana con il 49,8% dei voti. La Lega, primo partito, ha preso il doppio di voti (29,7% contro 14,3%), consiglieri (28 seggi contro 14) e assessori (8 contro 4) di Forza Italia. Le recenti elezioni regionali in Friuli Venezia Giulia (29 aprile 2018) si sono concluse con il trionfo del leghista Massimiliano Fedriga, sostenuto dal centrodestra, che ha ottenuto oltre il 57% delle preferenze. In Friuli il dominio leghista sugli azzurri è ancora più marcato (34,9% e 17 consiglieri contro 12,1% e 5 consiglieri di Forza Italia).

Veneto feudo leghista
Anche il Veneto è da sempre un feudo della Lega, con un consenso personale altissimo per il governatore Luca Zaia, al suo secondo mandato. Nelle ultime regionali del 2015, ha vinto con il 50,1% di preferenze. E la sua lista personale Zaia presidente, con il 23,1% è risultata la più votata all’interno del centrodestra, più della Lega (17,8%). Quasi irrilevante la forza degli azzurri in Veneto, che raccolsero solo il 6%.

Liguria e Molise a Forza Italia
La Liguria è l’unica regione italiana governata da un esponente politico di vertice di Forza Italia, Giovanni Toti, considerato comunque vicino alla Lega. Se si guarda ai voti di lista, anche in Liguria il Carroccio ha preso più voti (20,2%) di Forza Italia (12,7%). Discorso diverso in Molise, dove il vincente governatore del centrodestra Donato Toma, è considerato vicino a Forza Italia. Qui però gli azzurri, pur calati dal 16% delle politiche attorno al 10%, sono rimasti primo partito del centrodestra perché la Lega, che sperava nel sorpasso, ha in sostanza confermato i voti delle politiche (intorno all’8%).

Il caso Sicilia
In Sicilia le regionali del 2017 hanno visto la vittoria di Nello Musumeci (Fratelli d’Italia) sostenuto dalla coalizione di centro-destra mentre la prima forza politica della regione è stata il Movimento 5 Stelle. Neppure in Sicilia Berlusconi è riuscito a imporre il suo candidato, Gaetano Armao, che alla fine si è dovuto accontentare della vicepresidenza e di un posto da assessore all’economia, anche se in Sicilia Forza Italia è stata la più votata nel centrodestra con il 16,3% e la lista Fratelli d’Italia-Noi con Salvini si è fermata al 5,6%.

Successo storico a Genova
L’alleanza Lega-Fi è cementata nel governo di 18 città capoluogo di provincia (poco più del 16% del totale). A partire da quelle conquistate nella primavera dell’anno scorso. Emblematico il caso di Genova, città storicamente amministrata dal centrosinistra, dove si è affermato come sindaco il manager Marco Bucci. Forte del 12,9% conquistato al primo turno, il Carroccio ha portato a casa 9 consiglieri contro i 5 di Forza Italia e i 3 di FdI.

La conquista dell’Aquila
Strappato sempre al centrosinistra anche il capoluogo dell’Abruzzo: all’Aquila la lista Noi con Salvini è riuscita a conquistare 4 seggi in consiglio comunale, gli stessi di FdI, ma dietro a Forza Italia (7 seggi). Candidato sindaco vincente l’esponente di FdI Pierluigi Biondi. È invece di Fi il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, eletto nel 2016 con Fi che ha conquistato 9 seggi contro i 6 della Lega.

La vittoria nelle medie città al Centro-Nord
Le amministrative dell’anno scorso hanno visto l’alleanza Lega-Fi espugnare una serie di capoluoghi al Nord: Piacenza, Gorizia, La Spezia, Como, Lodi, Monza, Alessandria, Asti e Verona. Tutte città strappate al centrosinistra (tranne Verona e Gorizia). Ma l’intesa tra azzurri e Carroccio si è estesa anche al centro: oltre l’Aquila, è stata conquistata la rossa Pistoia: qui a vincere è stato un esponente di FdI, Alessandro Tomasi. Il partito di Giorgia Meloni ha ottenuto 8 seggi, contro i 4 di Lega e i 4 di Forza Italia. La città va ad aggiungersi a Grosseto e Arezzo, già vinte dall’intesa Lega-Fi nel 2015 e nel 2016.

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