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Anniversario strage Capaci, Mattarella: la mafia sarà…

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a 26 anni dalla strage di capaci

Anniversario strage Capaci, Mattarella: la mafia sarà sconfitta. Nave della legalità a Palermo

È arrivata al porto di Palermo la nave della legalità. A bordo i mille ragazzi che hanno viaggiato tutta la notte partendo da Civitavecchia dopo il saluto del capo dello Stato Sergio Mattarella. Ad accoglierli il presidente della Camera Roberto Fico, la presidente della Fondazione Falcone, Maria Falcone, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, il vicepresidente del Csm Giuseppe Legnini. Gli insegnanti, ha sottolineato Maria Falcone, «ci permettono di far camminare le idee di Giovanni sulle gambe di tanti giovani e ci danno la speranza che ce la possiamo fare. Non abbiamo ancora vinto le mafie. E le notizie degli ultimi giorni ci danno la consapevolezza che esiste una mafia silente. Vogliamo continuare a coltivare la speranza».

La commemorazione all’Ucciardone
Nell'aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo si svolge oggi la commemorazione di Giovanni Falcone e della sua scorta. Giovanni Falcone è stato assassinato nella strage di Capaci da Cosa nostra, insieme alla moglie Francesca Morvillo e ai tre uomini della scorta: Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani.

Mattarella: la forza della legalità non si fermerà, la mafia verrà sconfitta
«La forza della legalità non si fermerà davanti alle nuove strategie mafiose. La mafia verrà sconfitta», ha dichiarato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a 26 anni dalla strage di Capaci, ricordando il sacrificio dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. «Il testimone che i due magistrati ci hanno consegnato camminerà “sulle gambe di altri uomini”, come ebbe a dire lo stesso Giovanni Falcone. Con questo spirito desidero esprimere la mia vicinanza e la mia solidarietà ai familiari dei caduti e a tutti i cittadini che oggi si riuniranno per consolidare, nel ricordo, il proprio impegno civile», ha aggiunto il capo dello Stato».

Fico: sconfiggerla la mafia priorità per governo e parlamento
«Questa mattina - ha sottolineato il presidente della Camera Roberto Fico - la sensazione è incredibile. Mi ricordo quel pomeriggio di tanti anni fa, avevo quasi 18 anni. Ero a casa e mi arrivò la notizia dell'uccisione di Falcone di tutta la scorta. Fu un momento che scosse l'Italia e mi ricordo che rimasi molto colpito. Il fatto che io sia in politica come terza carica dello Stato deriva anche da quella sensazione. Ogni Governo e ogni Parlamento devono avere come priorità la lotta alla mafia».

Orlando: dovere istituzionale ricordare chi è caduto per il Paese
«Il nostro impianto normativo sulla mafia - ha detto il ministro della Giustizia Andrea Orlando - è tra i più avanzati d'Europa. Non c'è più il negazionismo, nessuno nega l'esistenza della mafia e della sua pericolosità. Vedo forse un rischio oggi che è quello della sottovalutazione del fenomeno se guardo alla discussione politica, alla campagna elettorale che ha preceduto le ultime elezioni, ma anche alla discussione tra le forze politiche che si accingono a governare. Tema presente ma non con la giusta rilevanza». Se esiste «un'antimafia di facciata - ha detto Orlando - comunque non dobbiamo confondere i piani. Continua ad esserci un'antimafia di grande valore e di imprescindibile funzione, poi ci sono quelli che nel corso degli anni hanno utilizzato lo stendardo dell'antimafia per rafforzare le proprie posizioni». E ha sottolineato che «l’antimafia di facciata non può cancellare quella vera».

La lettera di Grasso a Falcone
«Caro Giovanni, il tempo passa, passa eccome. Me ne accorgo guardando questa foto: eravamo a Roma, nei primissimi mesi del '90, lavoravamo assiduamente a una strategia complessiva per combattere la mafia e le sue ramificazioni nella società, nella politica, nell'imprenditoria. Il tempo passa, è vero. 26 lunghissimi anni nei quali ci sei mancato tantissimo come uomo, come amico, come collega. Molte volte ci siamo sentiti persi senza di te». L’ex presidente del Senato ed esponente di Leu, Pietro Grasso, ha scritto su Facebook una lettera a Falcone, in occasione dell'anniversario della strage di Capaci. «Una cosa però - aggiunge Grasso - ha sconfitto i 500kg di tritolo che usarono per uccidere te, Francesca, Vito, Rocco, Antonio: brilla negli occhi delle migliaia di cittadini, soprattutto giovani, che oggi ti ricordano, che hanno appreso da te cosa significhi credere nella legalità, impegnarsi per essa sempre e comunque, anche quando tutto sembra impossibile. Molti non erano neanche nati nel 1992, eppure sono qui. Loro hanno capito, Giovanni. Sono loro gli uomini e le donne sulle quali camminano ogni giorno le tue idee».

Confesercenti Palermo, bisogna ribellarsi al pizzo
«Per i commercianti e gli imprenditori palermitani è arrivato il momento di ribellarsi definitivamente al pizzo. Ha ragione il questore Renato Cortese nel dire che oggi non è più tollerabile piegarsi al racket mafioso, un messaggio che diventa ancor più significativo in un giorno come il 23 maggio che ci ricorda il sacrificio di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e degli agenti della scorta
nella lotta alla mafia», ha detto il presidente di Confesercenti Palermo, Mario Attinasi, in merito all'appello lanciato dal questore dopo l'ultima operazione antimafia della polizia.

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