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Governo, braccio di ferro su Savona. Conte al Colle ma senza…

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m5s e lega insistono

Governo, braccio di ferro su Savona. Conte al Colle ma senza lista. Salvini: sono arrabbiato

Esterni del Palazzo Quirinale (Agf)
Esterni del Palazzo Quirinale (Agf)

Matteo Salvini e Luigi Di Maio insistono: Paolo Savona deve essere il prossimo ministro dell’Economia. È questa la conclusione del vertice tenutosi stamane tra i due leader di Lega e M5s con il premier incaricato Giuseppe Conte, che è poi salito al Quirinale per riferire in via informale. Una riunione, quella tra il probabile presidente del Consiglio e i numeri uno giallo-verdi, nella quale è stata stilata la lista dei ministri che verrà presentata da Conte al Capo dello Stato. Nel corso dell’incontro del pomeriggio, tuttavia, Conte non ha fornito al presidente della Repubblica indicazioni sui tempi per la presentazione della lista.

Il forcing sul Quirinale
La lista comunque non verrà proposta oggi a Sergio Mattarella. Uno slittamento che dipende anzitutto dal forcing sul Quirinale per Savona. Salvini lasciando Roma ha spiegato che a decidere «sarà Conte» (per poi dirsi in tarda serata «davvero arrabbiato», sui suoi profili social, senza precisare la ragione del suo stato d’animo). Un’affermazione che non va però interpretata come disponibilità a valutare nomi alternativi. Piuttosto come un avvertimento reiterato: se salta Savona, salta tutto. Il puzzle della squadra di governo è pronto. Per la cronaca, il post polemico di Salvini ha immediatamente raccolto il «like» dell’account di Di Maio.

Salvini e Di Maio non saranno vicepremier
Tramontata definitivamente l’ipotesi dei vicepremier anche per evitare di indebolire il futuro inquilino di Palazzo Chigi: per Salvini è pronto il Viminale mentre Di Maio sarà ministro dello Sviluppo e del Welfare (non è chiaro se attraverso l’accorpamento dei due dicasteri o con l’interim) .

Giorgetti e Crimi a Palazzo Chigi
Ad assistere il premier da sottosegretari alla Presidenza del Consiglio ci saranno l’attuale capogruppo della Lega Giancarlo Giorgetti con delega allo Sport, Vito Crimi che avrà invece il dossier sui servizi e forse anche Vincenzo Spadafora, fedelissimo del leader pentastellato che però potrebbe essere dirotttato alla Cultura.

Difesa, Esteri, Sanità e Istruzione ai 5Stelle
Altra poltrona ambita gli Esteri, con l’ambasciatore del Qatar Pasquale Salzano, vecchia conoscenza di Spadafora e conterraneo di Di Maio. Sempre al M5s la Giustizia con Alfonso Bonafede, la Difesa affidata a Elisabetta Trenta, la Sanità alla attuale capogruppo di Montecitorio, Giulia Grillo, e l’Istruzione con Salvatore Giuliano, preside di un istituto di Brindisi.

Alla Lega il nuovo ministero del Made in Italy e le infrastrutture
La Lega invece si prende le Infrastrutture e i trasporti con Giuseppe Bonomi (ex presidente della società aeroportuale Sea e attuale Ceo di Arexpo), che avrà anche uno o due vicemnistri sempre del Carroccio (si fa il nome di Armando Siri per le Telecomunicazioni). Per il capogruppo al Senato Gian Marco Centinaio un super ministero del Made in Italy, nel quale verranno accorpate le competenze di Turismo e Agricoltura, mentre agli Affari Regionali andrà Lorenzo Fontana, braccio destro di Salvini. Al momento unica presenza femminile nella squadra del Carroccio la veneta Arianna Lazzarini che siederebbe al ministero della Famiglia e delle Disabilità.

Il caso Castelli
A rischio l’ingresso nella squadra di governo di Laura Castelli. Le rivelazioni pubblicate oggi su Repubblica di alcune posizioni molto critiche nei confronti di Di Maio nella scorsa legislatura fanno pesantemente traballare il suo atterraggio al ministero della Pubblica amministrazione, nonostante dal M5s si faccia sapere che la vicenda era già nota.

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