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agenda internazionale e crisi italiana

Dal G7 al consiglio Nato, il rischio «sedie vuote» per l’Italia

L’attualità internazionale è fatta di scadenze che non possono certo rispettare i tempi della politica italiana, meno che mai le incertezze della fase attuale. Il rischio che in molte riunioni o vertici internazionali a scadenza ravvicinata l’Italia si presenti con una “sedia vuota” o con una presenza sottodimensionata rispetto al formato richiesto è più che reale.

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Le fibrillazioni maggiori sono quelle che, in queste ore, stanno vivendo i funzionari del ministero dell'Economia che devono garantire una presenza alla riunione dei ministri finanziari e dei Governatori delle banche centrali del G7 che comincerà proprio questa sera a Whistler, in Canada e durerà fino a sabato. Le 15 ore di aereo necessarie a raggiungere la località montana sono un tempo abbastanza lungo durante il quale nei palazzi della politica romana può accadere di tutto. Eppure il ministro uscente dell'Economia, Piercarlo Padoan (nonostante abbia già fatto gli scatoloni e li abbia, come lui stesso ha sottolineato, “portati a casa”) è comunque pronto, in assenza di un suo successore nella pienezza dei poteri, a salire oggi sull’aereo per il Canada insieme al Governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco. Nel caso in cui durante il G7 subentrasse un altro ministro Padoan farebbe un passo indietro lasciando il posto alla responsabile della direzione Rapporti finanziari internazionali, Gelsomina Vigliotti che si trova già a Whistler.

Sempre in Canada, a Charlevoix l’8 e il 9 giugno si riuniranno i capi di Stato e di Governo del G7. C’è da sperare che per quella data vi sia un successore di Paolo Gentiloni a Palazzo Chigi. Nel qual caso sarebbe, quello, il primo impegno internazionale del nuovo responsabile dell’esecutivo forse anche prima di presentarsi alle Camere. Un po’ quello che accadde nel giugno del 2001 a Silvio Berlusconi che partecipò al Consiglio europeo di Goteborg e al Consiglio Nato di Bruxelles prima di presentare il suo programma in Parlamento. Il G7 canadese presieduto dal premier Trudeau è molto atteso per capire se tra il presidente americano Donald Trump e i leader europei sia possibile un riavvicinamento soprattutto nella vicenda dei dazi su acciaio e alluminio (l’Italia ha un suo specifico interesse essendo il nono esportatore mondiale nel settore).

C’è anche, è bene ricordarlo, chi sta cercando di sfruttare il vuoto della politica italiana: è, questo, il caso della Conferenza di pace sulla Libia tenutasi martedì scorso a Parigi con il presidente francese Emmanuel Macron che ha messo allo stesso tavolo il presidente riconosciuto di Tripoli Al Sarraj, il capo di Bengasi, generale Haftar e il presidente del Parlamento di Tobruk, Salah. Niente comunicato congiunto ma un’intesa per votare entro l’anno. A rappresentare l’Italia (attualmente il Paese che ha sul terreno in Libia il maggior numero di personale militare a Misurata) c’era solo l’ambasciatore a Parigi, Teresa Castaldo.

Il nuovo ministro degli Esteri che sostituirà Angelino Alfano avrà come primi impegni il Consiglio Affari generali a Lussemburgo il 24 giugno e il Forum sulla Somalia il giorno successivo a Bruxelles. Sarà invece il nuovo premier italiano a dovere partecipare al Consiglio europeo del 28 giugno a Bruxelles. In quella sede si dovrebbe discutere di proroga delle sanzioni alla Russia ma il presidente francese potrebbe rilanciare l’idea di un bilancio comune per tutta l’Eurozona mentre la cancelliera tedesca Angela Merkel potrebbe chiedere di discutere il completamento dell’unione bancaria e le garanzie comuni sui depositi. Un premier “giallo-verde” potrebbe anche, attraverso l’ambasciatore Maurizio Massari al Coreper 2 chiedere di affrontare la questione del superamento del regolamento di Dublino sui richiedenti asilo ma si tratta di un capitolo tutto in salita come hanno dovuto verificare i precedenti premier Renzi e Gentiloni.

In luglio l’11 e 12, a Bruxelles è atteso il presidente americano Donald Trump per il Consiglio Nato. Tra i temi lotta al terrorismo, rapporti Ue-Nato ma soprattutto come affrontare il capitolo Russia e il suo nuovo protagonismo sui teatri mediorientali. Sempre in luglio in Argentina si terrà il G20 dei ministri finanziari mentre il G20 dei capi di Stato e di Governo è calendarizzato per il 30 novembre a Buenos Aires.

Anche l’Italia può vantare nel 2018 una presidenza internazionale: è quella dell’Osce ma c’è un po’ di tempo per prepararla. La riunione ministeriale è prevista infatti per il 6 e 7 dicembre a Milano sui temi della sicurezza e della difesa oltre al rispetto degli accordi di Minsk per l’Ucraina. Alla fine di settembre il Parlamento dovrà comunque decidere se prorogare le missioni internazionali che finanziano la presenza di oltre 6mila miltari italiani all’estero.

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