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Viceministri sottosegretari: per le nomine in pole Castelli, Siri e…

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il risiko delle poltrone

Viceministri sottosegretari: per le nomine in pole Castelli, Siri e Pittoni

Un risiko complesso ma già con delle caselle ipotecate. È quello delle poltrone di sottogoverno (viceministri e sottosegretari, in molti casi strategiche oltre che ambite) da assegnare già nei prossimi giorni e delle presidenze delle commissioni parlamentari che dovranno essere assegnate dopo il via alla squadra di governo. Anche se alcune caselle sono già ipotecate.

È il caso della pentastellata Laura Castelli destinata al ministero dell’Economia (con il ruolo di sottosegretario o di viceministro) con le pesanti deleghe in materia di finanza pubblica, fino a ieri attribuite a Enrico Morando. Praticamente sicuro anche l’incarico di sottosegretario al ministero dell’Istruzione del leghista Mario Pittoni. Certi di entrare nella compagine di governo gli esponenti della Lega Armando Siri, ai Trasporti o, in alternativa, allo Sviluppo economico oppure all’Economia, e Nicola Molteni. Per i Cinquestelle molto probabile un coinvolgimento nella compagine di governo di Vito Crimi (anche come sottosegretario alla Presidenza) e di Emilio Carelli, che però potrebbe essere destinato anche alla presidenza di una commissione. Sul fronte del M5S c’è anche da sciogliere il nodo della collocazione di Vincenzo Spadafora. Per il Carroccio in corsa per un incarico di governo (così come per la presidenza di una Commissione) anche Massimo Garavaglia e Alberto Bagnai. Le presidenze dei gruppi della Lega dovrebbero essere affidate alla Camera a Guido Guidesi e al Senato a Stefano Candiani.

Altrettanto complessa appare la definizione della nuova “compagine burocratica” (segretari generali, capi di gabinetto e uffici legislativi) che dovrà coadiuvare l’esecutivo. E che sembra destinata a cambiare fisionomia rispetto al recente passato, caratterizzato da una massiccia presenza di ex funzionari parlamentari. Che saranno ora sostituiti pescando dal serbatoio dei consiglieri di Stato più vicini al nuovo premier. A palazzo Chigi si parla di un ritorno sulla scena di Vincenzo Fortunato (già capo di gabinetto al Mef dell’ex ministro Giulio Tremonti) come segretario generale. Vito Cozzoli, ora responsabile della sicurezza della Camera, sembra destinato a rientrare allo Sviluppo economico, mentre in via XX Settembre alla conferma dell’attuale capo di gabinetto Roberto Garofoli si contrappone il possibile arrivo di Carlo Deodato già al fianco dell’ex ministro della Pa Renato Brunetta e vicino al nuovo ministro dell’Economia Giovanni Tria.

Sembra già definita la squadra che dovrà supportare il nuovo ministro della Giustizia, il pentastellato Alfonso Bonafede. Alessandro Pepe, segretario della nuova area del Csm che fa riferimento a Piercamillo Davigo, sarebbe pronto a lasciare il suo ruolo per diventare il capo di gabinetto del neo guardasigilli. Michele Ruggiero, ex procuratore di Trani, sarebbe pronto a prendere le redini dell’ufficio legislativo della Giustizia, mentre Nino Di Matteo, il procuratore sulla trattativa Stato-Mafia appena sfociata nella sentenza di primo grado con la condanna a 12 anni di Mori e Dell’Utri, è dato in arrivo a Via Arenula per mettersi a capo del dipartimento per l’amministrazione della giustizia.

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