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Il Governo Conte ottiene la prima fiducia con 171 «sì».…

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il via libera al senato

Il Governo Conte ottiene la prima fiducia con 171 «sì». Salvini: «No aumento Iva»

Salario minimo, reddito e pensioni di cittadinanza. Flat tax e carcere per i grandi evasori. Aiuti alle imprese che innovano. Giù debito con la crescita, senza misure di austerità. Stop al business dei migranti. Contro corrotti Daspo e agente sotto copertura. Potenziamento della legittima difesa. Alleati con Nato e Usa, ma via sanzioni alla Russia. Taglio alle pensioni d’oro e stop ai vitalizi. Rafforzamento delle norme contro conflitto d’interessi. Slancio agli appalti pubblici a fronte di alcune rigidità del codice degli appalti. Recupero del dialogo con le parti sociali. Sono i punti essenziali delineati dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel discorso per la fiducia in Senato (qui la diretta Facebook), durato circa 75 minuti (contrassegnato da sessanta applausi e standing ovation finale di M5s e Lega) e concluso con un riferimento ai terremotati («la mia prima uscita pubblica in Italia sarà dedicata a loro»). Tutti elementi contenuti per la gran parte nel contratto di governo stipulato da Lega e M5s.

Fiducia per Conte con 171 sì
Nel tardo pomeriggio, concluse le dichiarazioni di voto, in Aula a Palazzo Madama è cominciata la votazione palese e per chiamata nominale sulla fiducia al nuovo Governo. Terminata la sfilata con le dichiarazioni di voto dei senatori davanti al banco della presidenza, la richiesta di fiducia è passata senza particolari problemi per il nuovo Governo con 171 voti a favore (due in più di quelli che presero sia Gentiloni sia Renzi per i loro governi), 117 contrari e 25 astenuti. I 171 sì di stasera sono esattamente i voti che la nuova maggioranza si attendeva, somma dei 109 senatori grillini e dei 58 della Lega, ai quali si sono aggiunti due espulsi dal M5s e due eletti all'estero del Maie. I contrari: Pd, Forza Italia, Leu. Un lungo applauso dei senatori della maggioranza ha salutato la proclamazione del risultato da parte della presidente Alberti Casellati. La maggioranza richiesta era di 145 voti. Ad astenersi, i senatori di Fratelli d'Italia e il Gruppo per le Autonomie e i senatori a vita (i tre presenti, mentre Napolitano Rubbia e Piano erano assenti). Domani pomeriggio la replica alla Camera dei deputati.

«L’uscita dall’euro non è una priorità»
Di rilevo - oltre a quanto illustrato nel discorso programmatico a inizio seduta - anche alcuni temi su cui Conte è tornato a metà pomeriggio, in sede di replica, al termine del dibattito. «L’uscita dall’Euro non è in discussione, e non è un obiettivo che vogliamo perseguire» ha ribadito il premier sottolineando ancora una volta la distanza del suo governo dai timori dei mercati, emersi anche oggi dall’andamento dello spread. «Il tema - ha chiarito - è un altro: è legittimo o no per un Governo, un Paese, rinegoziare le politiche economiche? Dobbiamo rinunciare a discutere le politiche economiche? Di questo stiamo parlando. Se ci sarà margine o no lo scopriremo. Siamo determinati a farlo».

Salvini rassicura: «L’Iva non aumenterà»
Rientrano tra le precisazioni di rilevo nelle prime ore di vita del nuovo governo anche le parole del vicepremier e leader dela Lega, Matteo Salvini, il quale, parlando con i cronisti al Senato, ha ricordato che «non siamo stati eletti per aumentare l'Iva e sicuramente non aumenterà». Il primo provvedimento in cantiere - ha quindi annunciato - «sarà quello sulla pace fiscale per restituire vita e possibilità di pagare le tasse agli italiani ostaggio di Equitalia. Con i soldi incassati cominceremo da subito a dare risposte a partite Iva, commercianti, artigiani e piccole imprese. E nei prossimi mesi anche alle famiglie».

«Lo spread non diventi il vessillo di nessuno»
Il differenziale tra titoli italiani e Btp, ha proseguito Conte rivolgendosi all’Assemblea, «non deve diventare il vessillo» di nessuno, perchè lo spread «nasconde la speculazione finanziaria». Respinta al mittente anche l’accusa di non aver previsto misure specifiche per il Meridione d’Italia. «Scarsa attenzione per il Sud? Detta a un pugliese è una cosa pesante», ha ironizzato il premier, sostenendo che nel programma di Governo «il Sud è dappertutto», e si conferma una priorità dell’esecutivo che si rispecchia nella scelta di avere un ministro per il Sud «per quanto senza portafoglio».

«Poco spazio all’industria? C’è economia circolare e riforma fallimento»
Sempre in sede di replica, Conte si è difeso dall’accusa di non aver dato spazio alle istanze delle imprese e del mondo produttivo. «I temi immanenti spesso sfuggono all’attenzione», ha spiegato il premier, sostenendo che «l'attività delle imprese è ovunque nel programma» di Governo, e si esprime attraverso obiettivi concreti comne l’impulso all’economia circolare o la riforma delle crisi d’impresa - al capitolo Giustizia - per «prevenire lo spauracchio di un dissesto che porta al fallimento con la gogna morale» dell’ettichetta di «fallito».

Reddito di cittadinza: «O è politica attiva o non funziona»
«Mi dispiace che il reddito di cittadinanza sia stato rappresentato come misura di assistenzialismo. Se leggete con attenzione il contratto si vede che è una misura orientata all'inserimento lavorativo. Parliamo di politiche attive del lavoro altrimenti, lo riconosciamo noi stessi, non funzionerà», ha sottolineato ancora Conte, difendendoil programma di Governo sulle misure relative al reddito di cittadinanza.

Dal discorso mancano parole “Fornero” e “Euro”
Conte nel suo discorso programmatico non ha mai citato la legge Fornero, pur parlando di pensioni. Tra le parole chiave del contratto di governo, che non compaiono nel discorso d'esordio, si nota anche l'assenza di “pace fiscale”, “Euro”, “Tav”, anche se ai diversi temi, dal fisco all'Europa, agli appalti e opere pubbliche, ha dedicato specifici passaggi.

Conte: fiducia non solo per Governo ma progetto cambiamento
«Oggi ci presentiamo a voi per chiedere la fiducia a favore non solo di una squadra di governo ma di un progetto per il cambiamento dell’Italia, formalizzato sotto forma di contratto dalle due forze politiche che formano la maggioranza parlamentare» ha detto Conte in quella che è stata la prima vera prova da premier, autodefinitosi «avvocato difensore del popolo italiano». A tal proposito Conte si è lanciato in una sorta di arringa del populismo, affermando che le forze politiche che compongono la maggioranza di governo sono state accusate di essere populiste e antisistema. Ma «se populismo è attitudine ad ascoltare i bisogni della gente, allora lo rivendichiamo».

«Rivoluzione fisco, flat tax sarà progressiva»
Nell’enunciazione della linea programmatica del nuovo esecutivo, Conte non ha stabilito una tempistica nei provvedimenti da adottare. Ma ha ribadito la priorità della flat tax. «Ci ripromettiamo una integrale revisione del sistema impositivo dei redditi delle persone fisiche e delle imprese», ha detto Conte ribadendo che «l’obiettivo è la “flat tax”, ovvero una riforma fiscale caratterizzata dall'introduzione di aliquote fisse, con un sistema di deduzioni che possa garantire la progressività dell’imposta, in piena armonia con i principi costituzionali». Con un corallario di non poco conto: «Occorre inasprire l’esistente quadro sanzionatorio amministrativo e penale, al fine di assicurare il carcere vero per i grandi evasori».

Tagliare le pensioni d’oro sopra i 5mila euro
Conte è partito dalla necessità di «offrire risposte concrete ai bisogni dei cittadini», sottolineando come «la crescente disattenzione verso le istituzioni e la perdita di prestigio devono spingere a tutti a un supplemento di responsabilità». Di qui l’intenzione di «agire con risolutezza sui privilegi della politica e i suoi sprechi». Non solo taglio ai vitalizi dei parlamentari, però. Un altro esempio: «le cosiddette pensioni d’oro sono un esempio di ingiustificato privilegio che va contrastato. Interverremo sugli assegni superiori ai 5mila euro netti mensili nella parte non coperta dai contributi versati», ha promesso il premier.

Salario minimo orario e reddito cittadinanza
Prima preoccupazione del governo «saranno i diritti sociali che sono stati progressivamente smantellati». Di qui il diritto «a un salario minimo orario affinché nessuno venga più sfruttato», «a un reddito di cittadinanza e a un reinserimento al lavoro qualora i cittadini si ritrovino disoccupati», oltre che «a una pensione dignitosa». Con una puntualizzazione nota: prima la revisione dei Centri per l’impiego e solo successivamente l’erogazione degli assegni. «Ci proponiamo - ha spiegato Conte - in una prima fase di rafforzare i centri per l'impiego per sollecitare l'incontro tra domanda e offerta di lavoro con la massima efficienza e celerità possibili. Nella seconda fase, verrà erogato il sostegno economico vero e proprio».

Tasse eque e giù debito con la crescita
Conte ha sottolineato che i cittadini «hanno diritto a pagare in maniera semplice tasse eque. E ha rivendicato la volontà di ridurre il debito pubblico, ma «con la crescita della nostra ricchezza, non con le misure di austerità che, negli ultimi anni, hanno contribuito a farlo lievitare». L'eliminazione del divario di
crescita tra l'Italia e l'Unione Europea «è un nostro obiettivo - ha rassicurato il premier - che dovrà essere perseguito in un quadro di stabilità finanziaria e di fiducia dei mercati».

Alleati Nato e Usa, via sanzioni alla Russia
Conte ha voluto mostrarsi determinato a rafforzare l’immagine dell’Italia in Europa. Non a caso ieri si è intrattenuto a lungo a Palazzo Chigi con il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi, più volte alla guida degli Affari europei in questi anni, per concordare la strategia. «Intendiamo ribadire la convinta appartenenza del nostro Paese all'Alleanza atlantica, con gli Stati Uniti d'America quale alleato privilegiato» ha detto nel suo discorso, aggiungendo però:  «Saremo fautori di una apertura alla Russia. Ci faremo promotori di una revisione del sistema delle sanzioni». Poi ha aggiunto: «l’Europa è la nostra casa, agiremo con forza per l’adeguamento della sua governance».

Stop business immigrazione e superare Dublino
Primo banco di prova del nuovo modo di dialogare con i partner europei è l'immigrazione. La gestione dei flussi finora è stata per Conte «un fallimento» perché «l’Europa ha consentito chiusure egoistiche di molti Stati che hanno scaricato, in primo luogo sul nostro Paesi, oneri e difficoltà». Di qui la richiesta: «Chiederemo con forza il superamento del Regolamento di Dublino per ottenere l’effettivo rispetto dell'equa ripartizione delle responsabilità e realizzare sistemi automatici di ricollocamento obbligatorio dei richiedenti asilo». Ma va messo anche fine al business dell'immigrazione, cresciuto a dismisura sotto il mantello di una finta solidarietà». Lo ha detto garantendo: «Non siamo e non saremo mai razzisti», rivolgendo un «commosso pensiero» a Sacko Soumayla
bracciantie con regolare permesso di soggiorno ucciso con un colpo di fucile.

Potenziare la legittima difesa
Tra le iniziative annunciate sul fronte giustizia, il contrasto alla corruzione con «metodi innovativi come il “daspo” ai corrotti e con l’introduzione dell'agente sotto copertura»; l’inasprimento delle pene contro il reato di violenza sessuale oltre all’equo indennizzo a favore delle vittime. Ove necessario sarà aumentato il numero degli istituti penitenziari, «ferma restando la funzione rieducativa della pena». Poi ha aggiunto: «Riformeremo anche la prescrizione, che deve essere restituita alla sua funzione originaria, non più ridotta a mero espediente per sottrarsi al giusto processo». Sarà «potenziata la legittima difesa».

Rafforzeremo norme contro conflitto interessi
Poi la promessa sul conflitto di interessi: «Rafforzeremo la normativa attuale in modo da estendere le ipotesi di conflitto fino a ricomprendervi qualsiasi utilità, anche indiretta, che l'agente possa ricavare dalla propria posizione o dalla propria iniziativa. Occorre rafforzare, inoltre, le garanzie e i presidi utili a prevenire l'insorgenza di potenziali conflitti di interesse».

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