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Dossier Rally Campagnolo, dietro le quinte di una gara con una grande storia

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Dossier | N. 62 articoliSpeciale Motorsport, il mondo delle gare tra adrenalina e innovazione

Rally Campagnolo, dietro le quinte di una gara con una grande storia

Piacciono, divertono e creano adrenalina: sono i rally. E quando ci sono gare con un grande passato storico, la cosa si fa ancora più coinvolgente. È il caso del Rally Storico Campagnolo che quest'anno ha visto lo svolgimento della 14^ edizione, dopo le cinque storiche dal 1972 al 1977. Siamo stati a Vicenza per vivere da vicino questi giorni di gara e vedere il dietro le quinte dell'organizzazione.

Rally Storici, voce alle auto.

Erano gli anni 70-80 e 90 quando gli appassionati di rally passavano notti intere e sentir passare il rombo di Lancia Stratos, Fiat 131 Abarth, Lancia Delta o Porsche 911, per citarne alcune. E per riconoscerle non serviva la vista, bastava sentirne la “voce”.

Una delle gare che più raccoglieva l'entusiasmo dei locali era il Rally Campagnolo, di cui l'ultima edizione (la quinta) si svolse nel 1977 e vide gli atleti impegnati su un percorso di quasi 900 km, con circa 200 km di prove speciali quasi tutte su fondo sterrato. Mise a dura prova uomini e mezzi, ma richiamò sulle strade del vicentino tutti i migliori piloti del periodo, come i locali Casarotto, Ceccato, Zordan, Lucky ed i nazionali Cunico, Pregliasco, Biasion, Vudafieri, per citarne alcuni, supportati da case ufficiali quali Fiat, Lancia, Opel.

Storie che non tramontano.

Dal 1977 fino al 2004 non si c'è stato questo appuntamento, finché nel 2004 Renzo De Tomasi, Presidente del Rally Club Isola Vicentina, appassionato di auto e stregato dal “vecchio” Campagnolo decise di tentare di ridare vigore a questa manifestazione. È stato nel 2004 che, quasi anche lui incredulo, è riuscito a “strappare” il permesso per riaccendere i motori della macchina organizzativa del Rally Campagnolo.

Quest'anno siamo giunti alla 14^ edizione (01-02 giugno 2018) che ha visto il via di tre manifestazioni in una: Campionato italiano rally Autostoriche (Ciras), Campionato Historic Regolarità Sport e Trofeo A112 Abarth. Per un totale di 132 auto partecipanti che si sono sfidate per 10 prove speciali e oltre 130 km cronometrati. Numerosi i piloti locali ma tanti anche i “forestieri” che non rinunciano a correre su strade così importanti. Infatti, quest'anno sono state riproposte le cinque prove speciali dell'edizione del 1977.

La vittoria è andata al pilota di casa Luigi Battistolli, in arte Lucky, affiancato dall'esperta Fabrizia Pons su Lancia Delta Int. 16V. Seconda posizione per Salvini-Tagliaferri su Porsche 911 RS e, a chiudere il podio, Bianchini-Imerito sull'iconica Lancia Rally 037.

Sicurezza prima di tutto.

Oltre all'aspetto agonistico vissuto dai concorrenti e all'entusiasmo degli spettatori, un rally è fatto anche di una parte (importantissima) di logistica che molte volte viene data per scontata. Per esempio, chi conosce il ruolo delle auto che passano prima del via della prima vettura da gara?

Si chiamano apripista e hanno un compito molto importate. Sono perlopiù auto di serie ma con un ruolo ben definito: garantire la sicurezza. La prima di queste a transitare è la DAP (Delegato Allestimento Percorso) che deve verificare l'applicazione del Piano di Sicurezza, la presenza e il corretto posizionamento dei commissari di percorso e l'allestimento sportivo e di sicurezza della prova speciale per poi comunicare tutto al Direttore di Gara. Agli apripista 000, 00 e 0 è affidato il compito di verificare il posizionamento del pubblico e che il percorso sia mantenuto in sicurezza.

Si tratta di una macchina organizzativa molto complessa che ci ha visto impiegati (come apripista) dall'inizio alla fine della gara affrontando anche alcuni imprevisti. Infatti, trattandosi del 2 giugno (festa della Repubblica) molte persone hanno pensato di fare un giro in bicicletta o in auto nella zona di Schio e dintorni. Oppure, abbiamo assistito anche a una donna gravida che 5 minuti prima dell'entrata in prova del primo concorrente si è sentita male.

Insomma, variabili che non possono essere messe in conto a priori ma che vanno gestite al momento e che richiedono pertanto una certa esperienza nel settore, tra cui anche la licenza.

Lungo tutto il percorso cronometrato sono presenti ufficiali di gara a una distanza di massimo 600 metri che sorvegliano la loro zona per assistere gli equipaggi in difficoltà. Questi hanno a disposizione una radio per comunicare tra loro, con gli apripista, il DAP e la Direzione Gara.

Da segnalare che per tutti i concorrenti che entrano ed escono dallaProva Speciale viene fatta segnalazione via radio (nel caso in cui non escano si verifica con i commissari dove siano stati visti passare) e quando l'ultimo concorrente entra in prova, il primo può già essere su quella successiva. Questo significa che la Direzione gara deve gestire lo svolgimento di due prove in contemporanea. La parte organizzativa di una gara è una sfaccettatura poco conosciuta ma da queste poche righe vuole emergere il messaggio che quando si va a vedere un rally è obbligatorio ascoltare quanto detto dagli ufficiali di percorso e dagli apripista perché sono parole che riguardano la sicurezza e non la simpatia o l'antipatia della persona.

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