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Csm, a Bari edilizia giudiziaria in tilt: «Il ministro nomini un…

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La richiesta

Csm, a Bari edilizia giudiziaria in tilt: «Il ministro nomini un commissario con pieni poteri»

La tendopoli allestita all’esterno della sede pericolante del Tribunale penale e della Procura della Repubblica
La tendopoli allestita all’esterno della sede pericolante del Tribunale penale e della Procura della Repubblica

«Sospendere i processi in corso al Tribunale penale di Bari», la cui struttura pericolante ha obbligato il trasferimento delle aule in tendopoli adibite nelle aree antistanti l’ufficio giudiziario. L’istanza è del Consiglio superiore della magistratura, che nel Plenum di oggi ha anche chiesto al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede di nominare un commissario ad hoc dotato di poteri amministrativi straordinari, con lo scopo di individuare «in tempi ragionevolmente brevi» uno o più immobili dove trasferire le aule, così da risolvere l’annoso problema dell’edilizia giudiziaria di Bari.

Prescrizione dei reati da interrompere
Il Csm è «allarmato dalla grave situazione di Bari, che costituisce una ferita all’esercizio ordinato e dignitoso delle attività giudiziarie, ed è parificabile a quella provocata da una calamità naturale». La richiesta è contenuta nella delibera approvata dal Plenum, che ha lo scopo di sensibilizzare il ministro. Le attività giudiziarie a Bari «stanno proseguendo, con palesi disagi, in un contesto di scarsa credibilità dell’istituzione», nota il Csm, che segnala anche «i rischi per la sicurezza dei magistrati e del personale amministrativo, costretti a continuare ad accedere in uffici pericolanti per poter prelevare i fascicoli».

Le prime segnalazioni a ottobre scorso
I consiglieri ricordano che già a ottobre scorso avevano segnalato quanto fosse «preoccupante» la situazione dell’edilizia giudiziaria barese e avevano sollecitato il predecessore di Bonafede, Andrea Orlando, a mettere mano a iniziative «urgenti». E ora, se è difficile reperire subito un edificio di grandi dimensioni in cui trasferire tutti gli uffici giudiziari, non si può comunque pensare a «soluzioni tampone» che comportino un temporaneo trasferimento di quegli uffici in parte presso il palazzo dove ha sede la Corte d’appello, in parte presso gli uffici del Giudice di Pace: le perplessità manifestate sul punto da magistrati, avvocati e dal personale amministrativo, sono «comprensibili».

L’interrogazione al ministro dei senatori di LeU
Intanto è stata presentata una interrogazione al ministro della Giustizia dai senatori di LeU Pietro Grasso e Francesco Laforgia, sulla situazione di
emergenza dell’edilizia giudiziaria barese. «Il Palazzo di Giustizia di via Nazariantz che ospita gli uffici della Procura e del Tribunale penale di Bari versa in una situazione di grave criticità» scrivono i senatori che chiedono al ministro «di attivarsi, con tutte le misure necessarie, affinché si risolva la grave situazione del Tribunale di Bari tenendo conto che le udienze di rinvio a date future e incerte, tenute nelle tende, non fanno altro che aumentare il rischio di
prescrizione dei reati e impunità». «L’instabilità dell’edificio che ospita il Tribunale - scrivono ancora Grasso e Laforgia - non deve in alcun modo avere
ripercussioni negative sulla rapidità dei procedimenti e sulla giustizia da garantire ai cittadini».

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