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Per le Pmi che depositano marchi e brevetti il 32% in più di ricavi…

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CONVEGNO ALLA FARNESINA

Per le Pmi che depositano marchi e brevetti il 32% in più di ricavi per dipendente

Un momento dell’incontro alla Farnesina sula tutela della proprietà intellettuale nei mercati internazionali. Da sinistra a destra: Paolo Bastianello (Confindustria), Michele Scannavini (Ice), Elisabella Belloni e Vincenzo de Luca del ministero degli Affari esteri. (Ansa)
Un momento dell’incontro alla Farnesina sula tutela della proprietà intellettuale nei mercati internazionali. Da sinistra a destra: Paolo Bastianello (Confindustria), Michele Scannavini (Ice), Elisabella Belloni e Vincenzo de Luca del ministero degli Affari esteri. (Ansa)

Uno scudo che protegge gli investimenti delle imprese che cercano di conquistare i mercati esteri. Una leva strategica per l’internazionalizzazione, ma anche un passaporto del made in Italy nel mondo. È questo il messaggio lanciato in occasione dal convegno “Creatività e innovazione italiana nel nondo- Tutela della proprietà intellettuale sui mercati internazionali”, che si è svolto oggi alla Farnesina. Nel 2017, delle circa 165.000 domande di brevetto depositate presso l’Ufficio europeo brevetti (Epo), 4.352 sono pervenute dall’Italia (un aumento del 4,3% rispetto alle 4.172 domande nel 2016). Con una percentuale del 3% rispetto ad altri Stati l’Italia si posiziona quindi al decimo posto nel mondo e al quinto tra gli Stati membri dell’Unione europea.

Gli effetti positivi sui ricavi
L'utilizzo della proprietà intellettuale per tutelare gli investimenti in creatività e ricerca è un significativo indice della capacità innovativa di un’economia e rappresenta uno dei volani per crescita e occupazione. Da un’analisi dell’Osservatorio europeo sulle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale - ha ricordato Elisabetta Belloni, segretario generale del ministero degli Affari esteri e della coperazione - emerge che le imprese titolari di diritti di proprietà intellettuale registrano un livello di ricavi per dipendente superiore del 29% e retribuzioni maggiori fino al 20% rispetto alle aziende di altri settori produttivi. Ancora più marcato il dato relativo alle piccole e medie aziende: quelle che provvedono al deposito di marchi e brevetti registrano circa il 32% in più di ricavi per dipendente». Il segretario generale ha poi assicurato che quello per la tutela della proprietà intellettuale sui mercati internazionali è un impegno che il nuovo ministro Enzo Moavero Milanesi «è determinato a portare avanti».

Le imprese che investono in proprietà intellettuale dietro al 44% del Pil
Le imprese che in Italia fanno un utilizzo intensivo dei diritti di proprietà intellettuale, ha aggiunto Belloni, costituiscono un settore vitale per l’economia nazionale: «Nel triennio 2011-2013 hanno generato più del 44% del Pil e del 30% dei posti di lavoro, a fronte di una media europea rispettivamente del 42% e del 28 per cento».

Italia paese europeo più colpito dalla contraffazione
La sfida si chiama “contraffazione”. Il commercio internazionale di merci contraffatte, ha spiegato Belloni, ammonta a 338 miliardi di dollari (il 2,5% del commercio mondiale)e l’Italia è il paese europeo più colpito dalla contraffazione, secondo solo agli Usa a livello mondiale. Il 15% del valore globale dei sequestri di prodotti contraffatti è, infatti, relativo a marchi italiani (fonte OECD,2016). «È vitale dare la priorità alla lotta alla contraffazione» ha sottolineato Paolo Bastianello, presidente del gruppo tecnico “Made In” di Confindustria. Bastianello ha messo in evidenza gli effetti che questo fenomeno produce in termini di perdita di occupazione. «Parliamo di 105mila posti di lavoro in meno in Italia». Senza dimenticare l’Italian Sounding, «che vale 23 miliardi di euro per il nostro agroalimentare, e solo negli Stati Uniti». «La contraffazione tocca tutti i settori produttivi - ha aggiunto Francesca Cappiello, della divisione Politiche lotta alla contraffazione del ministero dello Sviluppo economico -: agroalimentare, tessile abbigliamento ma anche prodotti elettronici e farmaci».

Scannavini (Ice): 4 desk anticontraffazione, sostegno a 350 aziende
Il presidente dell’Ice Michele Scannavini si è soffermato sui corsi specifici sulla tutela della proprietà intellettuale organizzati per le aziende nelle regioni del sud (attivi da quattro anni; coinvolte circa 280 aziende) e sull’apertura di quattro desk anticontraffazione a New York, Pechino, Mosca e Istanbul. «Ad oggi - ha detto Scannavini - abbiamo aiutato 350 aziende, la metà in Cina, mercato complesso dal punto di vista della tutela della proprietà intellettuale».

Una guida per gli imprenditori per orientarsi tra le diverse legislazioni
In occasione del convegno è stata presentata una guida realizzata dall’Università del Sacro cuore di Milano su questo tema. Lo scopo di questo contributo, ha spiegato il rettore Franco Anelli, è quello di «offrire delle linee guida» agli imprenditori che consentano di orientarsi in un mercato in cui le legislazioni di tutela della proprietà intellettuale sono diverse da paese a paese.

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