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La richiesta di aiuto degli oceani illumina i Fori Imperiali

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arte & ambiente

La richiesta di aiuto degli oceani illumina i Fori Imperiali

Dall’8 giugno, giornata internazionale dedicata agli oceani, al 29 luglio una passeggiata serale nell’incantevole scenario dei Fori Imperiali consentirà anche di vedere nel Foro Romano una inusuale scritta “Help” (aiuto) illuminata nello spazio di quella che fu la Basilica Giulia, a fianco alla via Sacra. Si tratta dell’installazione realizzata dall’artista Maria Cristina Finucci per l’iniziativa “HELP the ocean” e che vuole essere un monito al mondo per ricordare lo stato degli oceani, sempre più infestati dalla plastica.

Reperti di plastica
L’opera, infatti, è composta da 76 grandi gabbie in rete metallica disegnate dalle Officine Maccaferri, riempite con sei milioni di tappi di plastica colorati. Le sei gabbie ricordano nella forma antichi reperti - per esempio, spezzoni di colonne - e sono disposte a formare la scritta “Help”, che durante la sera si illuminerà grazie al contributo di Enel e sarà visibile dai via dei Fori Imperiali.
Archeologia del futuro
Il messaggio è duplice: da una parte accendere letteralmente un faro sullo stato dei mari, ostaggi della plastica, dall’altro costruire un ponte tra l’antico giunto fino a noi - che viene ricordato oltre che dal sito su cui poggia l’installazione, anche dal rimando del profilo dei singoli gabbioni all’architettura romana - e quella che sarà l’archeologia del futuro. Simulare, cioè, un ritrovamento che tra tanti anni potrebbero fare storici e archeologi e che potrà essere letto come simbolo della nostra epoca. Ovvero, l’età della plastica.

La mondezza si fa Stato
L’appello “HELP the ocean”, sostenuto dalla Fondazione Bracco e realizzato a Roma con il contributo del Parco archeologico del Colosseo, fa parte del progetto “Garbage patch State”, lo Stato formato dai residui di plastica presente negli oceani. Uno Stato ormai enorme - il secondo più vasto del mondo, con 16 milioni di kmq - “fondato” nel 2013 da Maria Cristina Finucci e riconosciuto dall’Unesco.

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