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Olympiacos campione d’Europa in casa della Pro Recco

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PALLANUOTO

Olympiacos campione d’Europa in casa della Pro Recco

GENOVA - “Nella giornata più importante abbiamo giocato la migliore partita della stagione”. Con il più felice dei sorrisi Thodoris Vlachos, allenatore dei neo campioni d'Europa dell'Olympiacos Pireo, sintetizza tutto in una frase. La sua squadra vince meritatamente la Champions League 2018 per la gioia di un settore consistente e calorosissimo di tifosi in maglia biancorossa. E per lo scoramento dei sostenitori della Pro Recco.

Ieri sera nella piscina della Sciorba si sono trovate di fronte le due dominatrici della stagione: formazioni che - tra Champions League, campionato e Coppa nazionale - erano arrivate in fondo a questa annata subendo solamente una sconfitta a testa. Equilibrio nei pronostici ed equilibrio in acqua nei primi due tempi, anche se al Recco non è mai riuscito di portarsi in vantaggio. Poi i greci si sono presi la vittoria: riagguantati dopo un primo break di 2-0, hanno avuto la forza (anche mentale) di segnare subito altre reti di fila e a quel punto nessuno poteva toglierli dalla vetta.

Un successo di squadra, con una prestazione notevole della difesa e un fenomeno in porta. Il 36enne capitano croato Josip Pavic ci ha messo letteralmente la faccia al momento di parare un rigore di Filipovic - che avrebbe dato al Recco il vantaggio di 5-4 - ma questo è solo l'acuto più squillante in una prova fatta di interventi magnifici (15 in totale): galvanizzanti per i compagni di squadra, frustranti per gli avversari. Il n. 1 non poteva che essere votato migliore giocatore di queste “Finals eight”. Al trofeo individuale si aggiungono le parole del suo allenatore (”Abbiamo il portiere più forte del mondo”) e quelle di Vladimir Vujasinovic, tecnico della Pro Recco: “Ha tolto dalla porta dei gol già fatti. Non aveva mai vinto una Coppa dei Campioni e in questa partita ha messo tutta la una carriera”.

Dall'altra parte c'è l'amarezza di capitan Tempesti, che nel terzo tempo ha lasciato il posto a Volarevic dopo avere subìto due reti dalla distanza. “Una mossa normale - spiega Vujasinovic - per provare a dare nuovi stimoli alla squadra. E la reazione c'è stata, poi però loro hanno accelerato ancora”.
Lo strappo decisivo è arrivato fra il terzo e il quarto tempo grazie alle reti di Genidounias e del bomber Fountoulis (doppietta), tutte in superiorità numerica. Una fase che ha premiato con una certa regolarità l'Olympiacos, capace di sfruttare oltre il 50% delle occasioni di uomo in più, mentre la Pro Recco è andata a segno solo tre volte su 10. E qui si mescolano le capacità difensive di una squadra (i greci hanno subìto solo 16 reti nelle tre partite giocate alla Sciorba) e la mancanza di efficacia sotto porta dell'altra. In attacco solo Di Fulvio, migliore dei suoi, ha realizzato una doppietta, e impressiona il fatto che un marcatore come Filipovic sia rimasto a zero gol.

Il fuoriclasse serbo ha negli occhi tutto il dispiacere dell'ambiente, di una società che non può accontentarsi di dominare in Italia. “Sono deluso adesso - dice - e nei prossimi giorni lo sarò ancora di più. Abbiamo dato tutto, ma quando si gioca si può anche sbagliare. Mi ci metto anch'io. Serviva un attaccante lucido in più. Non si gioca così una finale”.

LA FINALISSIMA
Olympiacos-Pro Recco 9-7 (2-1; 2-3; 3-2; 2-1). Marcatori: per l'Olympiacos Fountoulis 4, Genidoukias, Dervisis, Buslje, Gounas, Obradovic; per la Pro Recco Di Fulvio 2, Mandic, Alesiani, Molina, Ivovic, Echenique). Superiorità numeriche: Olympiacos 12 (7 reti); Pro Recco 10 (3 reti). Nel secondo tempo Pavic, portiere dell'Olympiacos, para un rigore a Filipovic

LE ALTRE FINALI
Per il terzo posto: Barceloneta-Jug Dubrovnik 14-8
Per il quinto posto: Szolnoki-Eger 10-6
Per il settimo posto: Brescia-Spandau 14-10

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