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Da Firenze a Milano, la moda uomo piace all’estero: saldo…

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passaggio di testimone

Da Firenze a Milano, la moda uomo piace all’estero: saldo commerciale a 2,1 mld

Creazioni di Roberto Cavalli (Ansa)
Creazioni di Roberto Cavalli (Ansa)

Firenze passa il testimone a Milano nella staffetta della moda maschile italiana ad alto tasso di export (il 65,5%) e di saldo commerciale (2,1 miliardi di euro), e conferma la dinamicità della Germania, salita nel 2017 al primo posto tra i mercati di sbocco esteri, grazie soprattutto al ridimensionamento vissuto dagli Stati Uniti nell’ultimo biennio. Il mercato tedesco oggi assorbe più del 10% dell’abbigliamento, maglieria, camicie e cravatte prodotte dalle aziende italiane, per un valore che l’anno scorso ha toccato i 662 milioni (+10,1%) su un export superiore a 6,5 miliardi (+5,4%), con un ritmo di crescita quasi doppio rispetto al settore.

Alla 94esima edizione del Pitti Uomo chiusa ieri a Firenze – con 1.240 marchi per il 45% stranieri che hanno esposto le collezioni per la primavera-estate 2019 – i compratori tedeschi sono stati infatti i più numerosi, seguiti da inglesi, olandesi e francesi. Stati Uniti e Giappone restano gli “osservati speciali”, perché attraversati da ristrutturazioni e fibrillazioni.

Nel complesso la fiera, con un’ edizione particolarmente ricca di eventi fuori e dentro la sede espositiva della Fortezza da Basso, ha confermato l’appeal della scorsa edizione estiva: 19.400 compratori, per oltre il 40% provenienti dall’estero, a riprova della filosofia da sempre professata da Pitti Immagine, la società che organizza la kermesse: per attirare compratori internazionali occorre scovare marchi e progetti nuovi in tutto il mondo.

Questa volta il “nuovo” è stato interpretato, tra gli altri, dal designer londinese Craig Green, che ha sfilato tra il verde del Giardino di Boboli; dai giapponesi Fumito Ganryu, ex Comme des Garcons, e da Shinpei Yamagishi con il marchio Bed j.w. Ford. Una ventata di freschezza è arrivata anche dagli stilisti emergenti della Georgia e dalle tante linee innovative presentate dentro il salone, che nel complesso (considerando giornalisti e fornitori) ha visto 30mila visitatori entrare nei 60mila metri quadrati della Fortezza da Basso, da tempo in attesa di essere ristrutturata.

Anche fuori dalla Fortezza, Firenze si è presentata ancora bisognosa di coordinamento tra istituzion: disagi sono venuti dalle prove della linea del tram che entrerà in funzione il 30 giugno, dai cantieri intorno al centro espositivo completati ma transennati, dalla stazione ferroviaria di Santa Maria Novella, con lunghe file al deposito bagagli. Il sindaco Dario Nardella ha chiarito al Governo, rivolgendosi al ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli presente all’inaugurazione della fiera, che Firenze ha bisogno di infrastrutture e prima di tutto della nuova pista dell’aeroporto.

Ma è anche vero che la città deve imparare a marciare unita per valorizzare le fiere targate Pitti, capaci di generare un ritorno economico di 400 milioni all’anno (analisi Cermes-Bocconi), con un moltiplicatore superiore a 10 rispetto al fatturato di Pitti Immagine. In questo la differenza con Milano è ancora visibile. Il legame tra le due città però è sempre più stretto e dà vita a una vera “settimana della moda uomo” (quattro giorni a Firenze, tre a Milano) unica al mondo, come sottolinea Carlo Capasa, presidente della Camera della moda, che organizza le fashion week (quattro all’anno).

Ad accogliere chi arrivava da Firenze, ieri ci sono state le sfilate Zegna e Alberta Ferretti (si vedano gli articoli in pagina). Un simbolo globale della moda maschile e un “tocco” di moda femminile, a sottolineare uno dei cambiamenti in atto nei calendari globali. Molti marchi decidono di unificare le sfilate; altri mischiano le carte con assaggi delle collezioni resort donna (Miuccia Prada lo farà domani, come accade da molte stagioni); altri ancora optano per presentazioni in showroom ed eventi. Ed è proprio questo scenario in perenne evoluzione che fa dell’asse Firenze-Milano il punto di riferimento della moda globale, maschile e femminile.

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