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LO STOP A Lifeline e Seefuchs

Salvini: niente Italia per le due navi Ong. Toninelli: l’Olanda le richiami

Aquarius atto secondo? Ancora uno stop a imbarcazioni di proprietà di ong che non battono bandiera italiana, impegnate nel salvataggio dei migranti nel Mediterraneo. Dopo la chiusura dei porti decisa dall’esecutivo M5S-Lega nei confronti della nave Aquarius, oggi il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha annunciato in un post su facebook l’adozione della stessa misura per due navi di Ong con bandiera olandese (Lifeline e Seefuchs), che navigano al largo delle coste della Libia. Una posizione anche questa volta condivisa dal ministro dei Trasporti Danilo Toninelli: con un tweet ha chiesto che l’Olanda le richiami in quanto «violano il codice». Intanto la Francia ha annunciato che collaborerà all’accoglienza dei migranti dell’Aquarius.

Salvini: niente Italia per le due navi
«Mentre la nave della Ong Aquarius naviga verso la Spagna (arrivo previsto domani mattina) altre due navi di Ong con bandiera dell'Olanda (Lifeline e Seefuchs) sono arrivate al largo delle coste della Libia, in attesa del loro carico di esseri umani abbandonati dagli scafisti. Sappiano questi signori che l'Italia non vuole più essere complice del business dell'immigrazione clandestina, e quindi dovranno cercarsi altri porti (non italiani) dove dirigersi. Da ministro e da papà, lo faccio per il bene di tutti» . Così su Facebook il ministro dell’Interno e vicepremier Salvini ha chiuso alla possibilità di concedere nuovi approdi nel nostro Paese.

Il ministro: «La pacchia è stra-finita»
Ministro protagonista, in giornata, anche di un botta e risposta con la Ong tedesca Lifeline che ha commentato ironicamente le esternazioni di Salvini con il seguente tweet: «Quando i fascisti ci fanno promozione...». Non si è fatta attendere la reazione dell’inquilino del Viminale che, sempre su Twitter, ha replicato: «La nave Ong Lifeline commenta: “Quando i fascisti ci fanno pubblicità...”. Roba da matti. A casa nostra comandiamo noi, la pacchia è STRA-FINITA, chiaro? Insulti e minacce non ci fermano. Se voi mi aiutate, io non mollo! #chiudiamoiporti».

Tweet cui, qualche ora più tardi, ne ha fatto seguito un altro, tutto sommato dello stesso tono: «Dopo avermi dato del “fascista” (cancellando subito dopo dopo il tweet), ora la pseudo associazione di volontariato tedesca, con nave battente bandiera olandese, batte cassa con un appello in italiano... Ci prendono per scemi, ma in Italia la musica è cambiata!», ha scritto Salvini su Twitter.

Toninelli: Olanda richiami le sue navi
La decisione di Salvini di chiudere i porti italiani alle due ong è stata sostenuta dal collega di governo, il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli. «Le navi #ong olandesi Lifeline e Seefuchs stazionano da ore in acque libiche - ha scritto il pentastellato su twitter -. In violazione del codice di condotta perché non hanno mezzi e personale adatti a salvare un gran numero di persone. E potrebbero mettere in pericolo equipaggi e naufraghi. L’Olanda le faccia rientrare».

Crimi: «Serve una stretta sulle Ong»
Vito Crimi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri nonché esponente del Movimento 5 Stelle, ha dato manforte al Viminale con le sue dichiarazioni. «Anche in queste ore ci sono delle navi italiane che hanno raccolto migranti e che arrivano nei porti. Il governo italiano sta facendo una stretta sull’utilizzo delle Ong, sul modo in cui stanno intervenendo, incrementando le aspettative ed alimentando il traffico di esseri umani. Questo è un meccanismo che ha fatto cambiare completamente la strategia ed è su quello che stiamo intervenendo». Parole espresse a margine di un convegno a Catania di Area Dg sul tema «Le nuove frontiere dell’immigrazione».

Il pm Zuccaro: «Ong parte di un sistema sbagliato»
Evento pubblico nell’ambito del quale si è fatto notare anche l’intervento del il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro: «Le Ong - ha dichiarato - fanno parte di un sistema profondamente sbagliato, che affida la porta d’accesso all’Europa a trafficanti che sono criminali senza scrupolo. Questo è l’aspetto sbagliato delle cose che non risponde né a senso di umanità né di solidarietà. E non parlo di inchieste in corso, non lo farei con i giornalisti, ma di un fenomeno generale».

Aquarius a Maiorca, accolta da nave spagnola
Intanto al settimo giorno di navigazione Aquarius ha raggiunto stamani la Spagna. La nave con a bordo parte dei 629 migranti soccorsi una settimana fa davanti alla Libia, è arrivata infatti in acque internazionali tra l'isola di Minorca è quella di Maiorca. «Il mare è finalmente calmo - ha raccontato da bordo Alessandro Porro - e le persone a bordo si stanno risvegliando. Una nave militare spagnola ci dà idealmente il benvenuto in Spagna». Il convoglio composto dall’Aquarius e dalle due navi militari italiane, la Dattilo della Guardia Costiera e la Orione della Marina Militare, arriverà a Valencia nelle prime ore di domani, domenica, ma l’ingresso nel porto sarà scaglionato. In questi giorni, ha aggiunto Porro, «abbiamo navigato accanto a Sicilia, Sardegna, Corsica e ora le Isole Baleari. E ogni volta le persone a bordo ci hanno chiesto sempre la stessa cosa: è questa la nostra terra?».

Per la Merkel serve «una risposta europea»
Dal fronte d’Europa arrivano importanti precisazioni. Quella delle migrazioni è «una sfida europea che ha bisogno di una risposta europea», ha ribadito la cancelliera tedesca Angela Merkel nel suo video messaggio settimanale, mentre il suo governo è in una situazione di stallo per lo scontro tra la stessa Merkel e il suo ministro degli Interni, Horst Seehofer, in merito alla richiesta di quest’ultimo di respingere alcuni richiedenti asilo al confine. La cancelliera si oppone all’azione unilaterale, sostenendo che indebolirebbe l’Unione europea. Per la cancelliera la migrazione è una delle quattro sfide principali da affrontare martedì in Germania nel colloquio con il presidente francese Emmanuel Macron, assieme ai ministri di entrambi i governi, in vista del vertice europeo di fine mese. Altre questioni riguardano la politica estera e di difesa e il futuro della zona euro.

Juncker: serve legge asilo Ue,non “assolo” nazionali
Rimanendo al fronte europeo, in un’intervista alla radio tedesca Ard, il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker ha sottolineato: «Abbiamo bisogno di una legge sull’asilo europeo. Gli “assolo” nazionali non ci portano» a progressi.

Cei: salvare vite, ma l’Italia non resti sola
Prendono posizione anche i vescovi italiani. «Crediamo nella salvaguardia della vita umana: nel grembo materno, nelle officine, nei deserti e nei mari. I diritti e la dignità dei migranti, come quelli dei lavoratori e delle fasce più deboli della società, vanno tutelati e difesi. Sempre». Ma nelle parole del presidente della Cei Gualtiero Bassetti allo stesso tempo c’è la sottolineatura che «l'Italia, che davanti all'emergenza ha saputo scrivere pagine generose e solidali, non può essere lasciata sola ad affrontare eventi così complessi e drammatici». «Non mi nascondo quanto sia complesso - sottolinea il cardinale Bassetti in un messaggio diffuso dalla Cei - il fenomeno migratorio: risposte prefabbricate e soluzioni semplicistiche hanno l'effetto di renderlo, inutilmente, ancora più incandescente. Crediamo nel diritto di ogni persona a non dover essere costretta ad abbandonare la propria terra e in tale prospettiva come Chiesa lavoriamo in spirito di giustizia, solidarietà e condivisione. Crediamo altresì che la società plurale verso la quale siamo incamminati ci impegni a far la nostra parte sul versante educativo e culturale, aiutando a superare paure, pregiudizi e diffidenze».

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