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Le tracce della maturità, uno spunto per il pensiero critico

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Da Bassani alla Costituzione

Le tracce della maturità, uno spunto per il pensiero critico

Gli studenti affrontano la prova di Italiano al liceo Cavour di  Torino (ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO)
Gli studenti affrontano la prova di Italiano al liceo Cavour di Torino (ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO)

Uno degli argomenti più gettonati nel toto-tema della vigilia della prima prova (quella di Italiano, uguale per tutti gli indirizzi di scuola) erano le leggi razziali, a 80 anni dalla loro promulgazione da parte della dittatura fascista. E le leggi razziali sono “uscite”, come si dice in gergo, seppure indirettamente (cioè non nel tema storico, come ci si poteva aspettare, bensì in quello letterario) con la proposta, per l'analisi del testo (tipologia A), di un brano tratto dal capolavoro dello scrittore ferrarese Giorgio Bassani, Il giardino dei Finzi-Contini.

Il romanzo ha costituito a lungo una delle letture obbligate a scuola, magari assegnata per le vacanze estive, nonostante la condanna da parte dei letterati del Gruppo 63, e dei critici fiancheggiatori della Neoavanguardia, nei confronti delle “Liale” della letteratura italiana, come erano stati spregiativamente etichettati autori quali Carlo Cassola e, appunto, Giorgio Bassani. Scrittori che agli occhi dei giovani sperimentatori di quegli anni avevano il torto di perseguire una narrazione di tipo apparentemente più tradizionale: oggi, però, mentre gran parte della produzione neoavanguardistica è dimenticata, perché francamente illeggibile, il valore dell'opera di Bassani (e di Cassola) è indiscusso. Tuttavia anche Bassani - nella costante smania di aggiornamento che caratterizza oggi la scuola italiana - è da qualche tempo uscito dal canone scolastico, a vantaggio di autori più recenti (anche se magari dotati di minor valore).

La banalità della discriminazione
Il brano proposto ai maturandi non presenta particolari difficoltà, se non quelle legate alla contestualizzazione dell'estratto all'interno del romanzo (un romanzo che, come si diceva, in pochi tra i maturandi avranno letto): operazione per la quale aiutano comunque le note di commento poste a corredo del passo. Il testo mette a fuoco - con l'efficacia rappresentativa di una vicenda personale in cui il lettore si può facilmente immedesimare (la cacciata da una biblioteca pubblica del protagonista, a seguito dell'entrata in vigore delle misure restrittive stabilite dal fascismo per gli ebrei) - l'aberrazione di una discrimanzione folle e feroce, assurda nella sua quotidiana “banalità” (quella “banalità del male” di cui parlerà Hannah Arendt): essa assume qui il volto dello stolido inserviente che intima al protagonista di lasciare immdiatamente la sala di lettura.
Del resto, il tema della discriminazione e del rifiuto del “diverso” (o presunto tale) è, purtroppo, particolarmente attuale nell'Europa del rinascente antisemitismo, e, più in generale, di un atteggiamento di colpevolizzazione e di sospetto - spesso fomentato da certa cattiva politica - nei confronti di particolari gruppi etnici.

Solitudine, creatività, propaganda e clonazione
Per quanto riguarda la tipologia B (redazione di un “saggio breve” o di un “articolo di giornale”), per l'ambito artistico-letterario è stato proposto l'argomento della solitudine, con testi di Francesco Petrarca, Luigi Pirandello, Salvatore Quasimodo (con una delle sue liriche più celebri, Ed è subito sera), Alda Merini, Emily Dickinson, ma anche opere di Edward Hopper, Giovanni Fattori ed Edvard Munch.
Per l'ambito socio-economico si parla di creatività («la straordinaria dote - squisitamente umana - di immaginare; risultato di una formula complessa, frutto del talento o del caso», leggiamo nella traccia), con passi di articoli di Enrico Moretti e Carlo Bordoni e di saggi di Michel Serres e Georges Didi-Huberman.
«Masse e propaganda» è invece il titolo per l'ambito storico-politico, da affrontare sulla base della lettura di testi di Giulio M. Chiodi e Andrea Baravelli. Infine, per l'ambito tecnico-scientifico, «Il dibattito bioetico sulla clonazione», con la proposta di una voce (”bioetica”) dell'Enciclopedia Treccani, un passo della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea e testi di Elisabetta Intini e Domenico Neri.

Maturita', previsioni rispettate: leggi razziali e Costituzione

Cooperazione e Costituzione
Il tema storico (tipologia C) è incentrato sull'argomento della cooperazione internazionale, e in particolare sulla visione, in questo campo, di Alcide De Gasperi e Aldo Moro (altro nome, quest'ultimo, atteso dai maturandi, stante il quarantesimo anniversario del suo rapimento e assassinio da parte delle Brigate Rosse): cooperazione - si legge nella traccia - «che trova ragion d'essere in un necessario rinsaldamento dei rapporti economici, ma anche in un reale bisogno di pace, di progresso, di affermazione di comuni principi condivisi». Questioni, tra l'altro, oggi in primo piano nel dibattito politico.
Per l'ultima tipologia (la D), vale a dire il tema di ordine generale (spesso l'ultima spiaggia per quegli studenti che si rendono conto di non conoscere alcuno degli altri argomenti in modo sufficiente da poterlo trattare adeguatamente), il candidato è invitato a riflettere sul principio dell'«eguaglianza formale e sostanziale» garantito dalla Costituzione a tutti i cittadini dello Stato. Viene riportato per intero l'articolo 3 della nostra Costituzione: «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese». È doveroso rileggere ogni tanto queste parole, e riflettere sulla loro applicazione (o non applicazione) nella società di oggi, ed è bello che l'esame di maturità possa servire anche a questo.

Un menù ricco (come sempre)
Insomma, anche quest'anno il menù è decisamente vario, i temi sono vasti e caratterizzati da un ampio respiro: quasi sempre la critica alle tracce della maturità è, appunto, di essere talmente ampie da rischiare di risultare generiche, e anche questa volta tale appunto non mancherà di essere mosso.
Va riconosciuto però al Ministero dell'Istruzione (in questo caso quello del vecchio governo, che aveva preparato le prove) il merito di aver sottoposto ai ragazzi temi dotati di oggettivo interesse, né troppo tecnici né troppo settoriali, capaci di offrire ai candidati la possibilità di un'espressione libera di un pensiero criticamente argomentato (penso in particolare ai temi sulle leggi razziali, sulla clonazione, sulla cooperazione e sull'uguaglianza). Il che dovrebbe essere uno dei principali requisiti di una vera “maturità”, personale prima ancora che scolastica.

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