Italia

M5S, perplesso un elettore su 3. Il 9% dei delusi tentato da Salvini

  • Abbonati
  • Accedi
Sondaggio SWG

M5S, perplesso un elettore su 3. Il 9% dei delusi tentato da Salvini

A un mese dall'avvio del governo gialloverde, quasi un elettore M5S su tre è perplesso. Agitato. Tentato dalla navigazione verso altri lidi. Secondo un'indagine appena sfornata da Swg sul clima interno alla base elettorale pentastellata, il 72% di chi il 4 marzo ha barrato M5S sulla scheda elettorale lo farebbe di nuovo. Nel restante 28%, però, si agitano dubbi e incertezze.
È su questa quota di “malpancisti” che Swg si è concentrata. L'11% di loro oggi farebbe un'altra scelta, e in questa scelta si rivela sia tutta la liquidità post-ideologica sia la minaccia che la Lega rappresenta per l'alleato di governo.

Perché il 9% abbandonerebbe il M5S per votare Carroccio. Un orientamento peraltro già emerso dall'analisi dei flussi delle ultime tornate di elezioni amministrative. Appena il 2% tornerebbe invece a votare Pd, segno di quanto il partito più grande del centrosinistra abbia perso appeal. Il rimanente 17% dei delusi si divide in due gruppi: una parte (il 7%), anch'essa già rivelatasi nelle elezioni comunali, potrebbe optare per l'astensione; il 10% è indeciso. Non più convinto della scelta M5S ma non ancora propenso a pensare ad altre formazioni politiche.

Ciò che colpisce è anche un altro dato: nonostante le posizioni sovraniste e le durissime scelte dell'esecutivo legastellato sull'immigrazione, il 41% degli elettori M5S ancora ritiene il Movimento un agglomerato politico che fa riferimento ai temi e ai valori della sinistra, seppur in forme innovative. Il 29%, invece, considera i Cinque Stelle come espressione di un portato politico e valoriale di destra. Un buon 30%, in linea con le dichiarazioni degli stessi vertici M5S, lo ritiene estraneo a categorie che giudica vecchie e superate.

“Complessità identitaria”, nota Swg, che si traduce in un 31% degli elettori (quota che sale ovviamente al 40% tra quelli che reputano il Movimento più a sinistra) che inizia ad avvertire disagio per la distanza che ravvisa tra lo spirito originario e il nuovo M5S di governo. Il 66% però non vede alcun tradimento. Soprattutto, l'82% continua a considerare intatta la carica di cambiamento incarnata dalla “creatura” fondata nel 2009 da Beppe Grilloe Gianroberto Casaleggio. Soltanto il 15% la giudica in via di rallentamento.

Altro dato interessante: l'inchiesta romana sullo stadio della Roma non sembra aver colpito l'elettorato. A dispetto dell'inflessibilità dimostrata in passato e dello slogan “onestà, onestà, onestà”, appena il 10% ritiene il M5S molto o abbastanza responsabile delle vicende di corruzione su cui si indaga e per cui è finito ai domiciliari il superconsulente del Movimento Luca Lanzalone. Un'indulgenza che non vale per Forza Italia e Pd, colpevoli rispettivamente per il 53% e per il 61% dei votanti M5S.

© Riproduzione riservata