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Conti pubblici, Cottarelli: ho paura che casa-Italia non sia al…

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Conti pubblici, Cottarelli: ho paura che casa-Italia non sia al sicuro da shock

«La mia paura è che la casa-Italia non sia al sicuro, perchè con lo status quo rimaniamo esposti a eventuali shock». Lo ha detto Carlo Cottarelli oggi al convegno di presentazione del rapporto di giugno del Centro studi di Confindustria, spiegando che «se c'è uno shock, in Italia il debito ricomincia a crescere e lo spread ad aumentare e siamo da capo». Negli ultimi anni, uscendo dall'ultima crisi, «non siamo riusciti a ridurre il rapporto tra debito pubblico e Pil in maniera significativa», ha aggiunto l’economista.

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Flat tax, reddito cittadinanza, Fornero: i conti non tornano
«Bisogna aumentare la crescita», ha aggiunto Cottarelli citando riforme a costo zero come la semplificazione della burocrazia, la giustizia e la lotta alla corruzione, «perchè se invece si vogliono fare tutte quelle cose come il reddito di cittadinanza, la controriforma Fornero e gli investimenti pubblici, allora i conti non tornano». E una delle più «grandi bufale», ha sottolineato, è puntare il dito contro «l'austerità fiscale», «se non ci fosse stata la stretta fiscale del 2014 oggi il debito sarebbe più alto».

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Maggiori investimenti in deficit rischiosi
Nel pomeriggio, intervendo alla Farnesina al Villa Mondragone international economic Seminar, Cottarelli ha spiegato che «gli investimenti pubblici sono fondamentali» ma, «nel caso dell'Italia, una politica di maggiori investimenti pubblici finanziati in deficit è rischiosa e non porta ad una riduzione del rapporto tra debito e pil». «È necessario spostare la spesa pubblica dalla spesa corrente alla spesa di investimenti - ha aggiunto - senza dimenticare che ci sono degli elementi della spesa corrente che sono importanti. Per esempio è importante avere una buona spesa in istruzione addirittura più che la spesa per investimenti in infrastrutture. Il capitale umano è forse più importante». Tra i fattori che rendono la crescita globale fragile, il direttore dell'Osservatorio sui Conti pubblici ha citato il forte accumulo di debito pubblico e privato, che è «sintomo di un problema di squilibrio nella distribuzione del reddito» sia nei singoli paesi, che a livello globale.

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