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Dalla ristorazione tradizionale allo street food, il caso della…

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il boom del cibo su strada

Dalla ristorazione tradizionale allo street food, il caso della «Misticanza»

«Lo street food è il futuro della ristorazione. Permette di andare incontro alle esigenze dei giovani, ha meno spese rispetto ai locali classici e consente di offrire ai clienti ottimi prodotti, ma a prezzi più contenuti». A parlare è Giovanni Azzalini, titolare dell’ormai ex ristorante «La Misticanza» di Amelia, comune umbro in provincia di Terni, a pochi chilometri dal confine con il Lazio. Giovanni, o Jhonny (scritto proprio con la “h” dopo la “j” sulla sua pagina facebook e sul suo sito) come è conosciuto dai suoi clienti, da un anno si è convertito allo street food. Un trend, quello della ristorazione su strada, ormai in crescita, come mostrano i dati diffusi oggi da Unioncamere – InfoCamere.

L’effetto della crisi, ma non solo
Jhonny ha sempre puntato sulla qualità, sulla scelta personale dei prodotti (molti della zona) e dei piatti da proporre. I suoi clienti erano (e sono) soprattutto gente del luogo. Ma anche chi, dalla Capitale, si recava in villeggiatura nella zona. «Da una parte c’è stata la crisi economica, dall’altra –racconta – avevo già intuito nel 2003-2004 che il cibo in strada sarebbe stato il futuro: organizzammo ad Amelia un evento in piazza e fu un grande successo». Quindi c’è stata la necessità, ma anche la scelta, di riconvertirsi: «Dopo aver passato un anno a sistemare il mio camioncino, ora sono in attività da un anno», sottolinea.

Il nodo della burocrazia
La nuova Misticanza “on the road” oggi si sposta con il suo food truck dalla zona di Amelia, dall’Umbria fino all’alto Lazio e la bassa Toscana. Certo, gestire un truck è più facile di un ristorante, ma i problemi burocratici non mancano: «Ci sono le autorizzazioni dei Comuni alla sosta, le leggi nazionali che si sovrappongono a quelle regionali. Il mio obiettivo sarebbe quello di trovarmi angoli dove è la stessa gente a cercarmi». Puntando, come la vecchia Misticanza, tutto sulla qualità: «Le materie prime, le erbe le scelgo io. Ormai lo street food sta crescendo, la concorrenza aumenta. Vince solo chi riesce a ricavarsi una nicchia fatta di prodotti ricercati», conclude.

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