Lifestyle

Rugby, per gli Azzurri il nuovo main sponsor è Cattolica Assicurazioni

  • Abbonati
  • Accedi
Sport

Rugby, per gli Azzurri il nuovo main sponsor è Cattolica Assicurazioni

ROMA - Con un accordo di lunga durata, e un contributo economico non indifferente, Cattolica Assicurazioni diventa il nuovo main sponsor delle Nazionali di rugby, dalle prime squadre maschili e femminili alle selezioni juniores, senza tralasciare gli Azzurri (e le Azzurre) del rugby a sette. La compagnia assicurativa con solide radici a Verona ma con una diffusione su tutto il territorio italiano, dove operano circa 1.500 agenzie, subentra al Gruppo Crédit Agricole Cariparma che lascia dopo un sodalizio durato ben 12 stagioni. Dal bancario all'assicurativo.Il logo di Cattolica comparirà sulle maglie di tutte le rappresentative e inoltre le partite interne disputate dalla Nazionale maggiore a novembre si chiameranno Cattolica Test Match: appuntamento quest'anno il 10, il 17 e il 24 novembre, a Firenze, Padova e Roma, per affrontare la Georgia, l'Australia e gli All Blacks neozelandesi campioni del mondo.

Due gli aspetti fondamentali dell'operazione: da un lato, il fatto che per la prima volta il main sponsor degli Azzurri del rugby sarà una realtà interamente italiana, dall'altro la consistenza dell'accordo in termini di tempi (sette anni, fino al 2025) e di importi. Su questo aspetto non escono cifre ufficiali, ma - a quanto risulta - la sponsorizzazione avverrebbe sulla base di una somma superiore ai due milioni di euro all'anno (più o meno il doppio di quanto la Fir riceveva da Crédit Agricole negli ultimi anni di partnership). Alberto Minali, amministratore delegato del gruppo assicurativo, si limita a parlare di “impegno importante, per il quale è stata necessaria l'approvazione da parte del Cda”.
Alla conferenza stampa tenutasi nella sede del Coni alla presenza del ct Conor O'Shea e di numerosi atleti e dirigenti, il presidente del Comitato olimpico Giovanni Malagò ha espresso riconoscenza al nuovo sponsor, dicendosi sicuro che la fiduci verrà ripagata dal rugby azzurro, mentre il presidente federale Alfredo Gavazzi si è detto soddisfatto dell'accordo in sé e del fatto che sia stato raggiunto con un operatore economico italiano, a riprova del fatto che l'appeal della Nazionale è ora riconosciuto anche in patria.
I vertici di Cattolica - oltre all'ad Minali, il presidente Paolo Bedoni - hanno sottolineato una serie di tratti comuni con il rugby, come la lealtà, la trasparenza, il desiderio di competere e di vincere, la coesione. Bedoni ha pure accennato alla funzione sociale svolta da Cattolica - unica cooperativa del ramo assicurativo quotata in Borsa - con forme di “restituzione” verso il territorio, auspicando inoltre che si crei la possibilità di partecipare a iniziative nelle scuole in collaborazione con la Fir.
Ma la portata del contratto firmato oggi sta a significare anche che Cattolica ritiene di poter avere un buon ritorno economico: “E' certamente così - conferma Alberto Minali - pur essendo difficile ipotizzare cifre precise nel campo delle sponsorizzazioni sportive. Siamo convinti che gli Azzurri ci daranno soddisfazioni in grado di aumentare la nostra visibilità. I risultati verranno, ma non si semina per raccogliere subito e questo è il motivo che ci ha portato a un accordo che durerà sette anni. Da subito, invece, bisognerà lavorare bene insieme, e se si seguiranno certi valori sarà più facile centrare gli obiettivi. In questo modo avremo risposto ai nostri soci e ai nostri azionisti, ma anche agli appassionati di rugby, da cui speriamo di farci conoscere”.
Cattolica sta vivendo un momento definito “di profonda trasformazione culturale”. Dopo che a ottobre 2017 si è registrato l'ingresso di Warren Buffett come maggiore azionista (in virtù di un investimento di circa 115 milioni di euro, corrispondente al 9% del capitale) il gruppo ha varato un piano industriale triennale che nel 2020 dovrebbe portare a un utile operativo fra i 375 e i 400 milioni di euro, con una crescita superiore al 60% rispetto al 2016. L'ambizione di fare bene non manca, né agli Azzurri né al loro nuovo main sponsor: vedremo se riusciranno a tagliare assieme i rispettivi traguardi.

© Riproduzione riservata