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Dossier Motorsport, la ricerca sul campo per le automobili del domani

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Dossier | N. 57 articoliSpeciale Motorsport, il mondo delle gare tra adrenalina e innovazione

Motorsport, la ricerca sul campo per le automobili del domani

Nella foto, una C3 Wrc del Citroën Total Abu Dhabi Wrt impegnata nel rally di Sardegna dello scorso giugno. Evoluzioni simili mettono a dura prova la meccanica
Nella foto, una C3 Wrc del Citroën Total Abu Dhabi Wrt impegnata nel rally di Sardegna dello scorso giugno. Evoluzioni simili mettono a dura prova la meccanica

Si parte dal motorsport per arrivare alle auto di serie. E anche viceversa. La direzione conta relativamente, perché ciò che è evidente è il fil rouge che lega questi due mondi apparentemente molto distanti.

Guardando rally e gare in pista la prima cosa che si nota è la forma. Si vedono sfrecciare auto con carrozzerie migliorate dal punto di vista aerodinamico e quindi con carreggiate allargate o alettoni studiati per migliorare il “taglio” dell’aria. Ma in fondo, la base o le ricadute le si notano anche sulle auto di serie. Chi sa che la nuova Citroën C5 Aircross ha sospensioni derivanti dalla C3 Wrc? Difficile da credere ma è realtà. I tecnici della divisione sportiva hanno studiato una soluzione che potesse attutire i colpi derivanti dai salti a cui le auto da rally sono soggette nelle prove speciali e i risultati sono stati passati ai colleghi che si occupano delle auto da “uso quotidiano”. Il risultato? Un maggior comfort a bordo, utile soprattutto oggi con strade molto dissestate.

Oppure, pensiamo alla Peugeot 308 che lo scorso anno ha corso nel campionato Tcr. In quel caso la direzione è contraria: sono state prese auto di serie e aggiornate un minimo per essere più performanti in pista.

Passando alle motorizzazioni, focalizziamoci sulle Wrc Plus, le auto che corrono nel campionato del mondo 2018. Tutte, secondo le norme della Fia (Federation Internationale de l’Automobile) sono soggette a delle regole ben precise. Il motore è un quattro cilindri da 1.600 cc sovralimentato così da raggiungere una potenza massima compresa tra i 380 e i 400 cavalli. Tutte sono a trazione integrale anche se nei modelli di serie non è prevista. Il cambio è un sequenziale a sei rapporti. Tra i team ufficiali M-Sport, dietro cui c’è la supervisione di Ford, utilizzata un motore che si basa sull’EcoBoost.

Ma non è finita. Perché sempre dal motorsport, ma questa volta dalla Formula E derivano tante delle tecnologie che i costruttori poi impiegano nelle auto di serie. Con il susseguirsi delle stagioni sono stati sempre più i team che hanno preso parte al campionato, dove oggi scendono pista 10 squadre, tra cui i costruttori Ds, Audi, Jaguar, Mahindra e Renault. Dalla prossima stagione, la quinta, cambieranno le monoposto con l’introduzione della seconda generazione che avranno più autonomia e potenza, oltre che freni marchiati Brembo. Inoltre, entreranno altri costruttori, tra cui Bmw e Renault verrà sostituita da Nissan. Già confermato l’ingresso di Porsche e Mercedes nella sesta stagione. Questo significa che tutti i costruttori impegnati in Formula E hanno un lab “privilegiato” per la ricerca e lo sviluppo dei prodotti di serie. Non a caso, Jaguar ha già presentato I-Pace, il primo modello 100% elettrico. Mentre, neanche a farlo apposta, Porsche ha scelto un percorso inverso: dall’auto di serie alla Formula E; infatti, nel 2019 arriverà sul mercato Taycan (versione di serie dal concept Mission E) da cui sono state mutuate tecnologie per la monoposto elettrica.

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