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Andrea Ceccherini, il visionario che vuole cambiare il mondo (con i…

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DALL’EDITORIA AI CAPI DI STATO

Andrea Ceccherini, il visionario che vuole cambiare il mondo (con i giovani)

Un endorsement era arrivato lo scorso ottobre, quando il numero uno di Apple, Tim Cook, da Firenze davanti a studenti in un Teatro Odeon gremito parlò del “Quotidiano in classe” dell’Osservatorio Permanente Giovani-Editori come di un progetto «favoloso». E per far capire che non erano parole al vento, il gran capo della Mela morsicata è entrato in primavera nell’Osservatorio come componente dell’International Advisory Council di cui fanno già parte i direttori di New York Times e Wsj.

Detta così sembra semplice. Forse lo appare di meno se si considera che Tim Cook non è in altri consessi, a parte i board di Apple e Nike. E altrettanto scontato potrebbe apparire, ma non lo è, il fatto che alla considerazione del progetto si sia aggiunto il cemento del rapporto personale, con Cook fotografato a giugno a Firenze a una partita di calcio fiorentino: proprio in compagna del presidente dell’Osservatorio permanente Giovani-Editori, Andrea Ceccherini.

In fondo l’esperienza di Ceccherini è paradigmatica. Un progetto che parte da lontano, sfruttando la necessità di reagire in modo specifico e flessibile a nuove esigenze che è tipico dei piani riusciti. È così che quel milione di lettori acquirenti di quotidiani persi fra 1975 e 2000 ha fatto da scintilla per l’idea di un’alleanza in cui oggi si riconoscono 15 testate, fondazioni bancarie e 10 grandi imprese dotate di responsabilità sociale. Soddisfazione non da poco per questo 44enne fiorentino doc che, da un liceo di Scandicci e dalla battaglia (vinta a suon di circolari ministeriali finite nel dimenticatoio) contro le interrogazioni del lunedì mattina, ha aperto le porte del mondo a sé e alla sua “creatura”, l’Osservatorio. Riconoscimenti sono arrivati da 3 presidenti della Repubblica (Ciampi, Napolitano e Mattarella) e da 2 Papi (Benedetto XVI e Papa Francesco). Gli inizi con il Movimento “Progetto Città” a Firenze erano stati anticipati alle scuole superiori, in piena “Pantera”, in cui spingere sul confronto era operazione non facile. Giulio Andreotti è stato un estimatore della prima ora.

Non è stato però tutto facile, non è stato tutto immediato. Per chi come lui si era trovato a gestire un’esperienza riuscita come il Progetto Città, a metà degli anni 2000 era necessario non sbandare dinanzi alle sirene della politica. I presidenti dei due rami del Parlamento – Luciano Violante per la Camera e Nicola Mancino per il Senato – vennero a rendere personalmente omaggio al suo movimento fiorentino. Fini, D’Alema, Veltroni, Bertinotti, Casini, Tremonti, Rutelli: il ciclo di incontri prese quota. L’allora sindaco di Bologna Giorgio Guazzaloca lanciò l’idea di lanciare questo giovane nella mischia. «Ogni cosa va fatta a suo tempo e questo non è il mio», disse il diretto interessato. Inevitabile vedere a quel punto crescere le quotazioni di Ceccherini che si buttò nel progetto dell’Osservatorio Giovani-Editori, ora 18enne.

In mezzo ci sono anni di lavoro a tessere relazioni, interventi a Firenze di personaggi come Eric Schmidt, presidente mondiale di Google; Jan Khoum, fondatore di WhatsApp; James e Lachan Murdoch (21st Century Fox). Ultimo in ordine di apparizione, come detto, Tim Cook. E in mezzo a questi 18 anni ci sono gli incontri a Bagnaia, alle porte di Siena, diventati momenti di riflessione sullo stato di salute e sul futuro dell’informazione, in Italia e nel confronto con le esperienze migliori come quelle della migliore stampa Usa (distinzione importante visto che negli Stati Uniti fra 2017 e 2022 Pwc nel suo “Global Entertainment & Media Outlook 2018-2022” stima un Cagr negativo del 2,9% per i ricavi della industry della carta stampata nel suo complesso).

Quest’anno oltre a direttori ed editori italiani, c’erano i direttori dei principali quotidiani Usa – New York Times, Wall Street Journal, Washington Post – come il ceo di Time Warner, Jeff Bewkes, che pur nei giorni caldissimi del merger con AT&T, poi andato in porto, non è voluto mancare, chiosando: «Vorremmo avere un Osservatorio così anche in Usa».

Ogni volta che prende la parola in occasione delle iniziative dell’Osservatorio, Ceccherini ripete come un mantra sempre le stessa frase: essere cittadini consapevoli significa essere liberi, leader e non follower. Far conoscere ai cittadini di domani il valore dell’informazione di qualità, come il valore della conoscenza in ambito finanziario ed economico, con testimonianze di peso, è sfida non da poco. L’inizio con un’idea, i rapporti curati con attenzione e la bussola del progetto: reazione in modo specifico e flessibile a un’esigenza. Il segreto dei progetti dal lungo respiro.

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