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Pensioni, Corte conti: «Non ci sono spazi per correzioni alla…

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rapporto 2018

Pensioni, Corte conti: «Non ci sono spazi per correzioni alla Fornero. Evitare altro debito»

«L'insieme delle evidenze» oggi disponibili e «soprattutto» le proiezioni di lungo periodo spingono «a ritenere che sono stretti se non del tutto esauriti, gli spazi per ulteriori attenuazioni degli effetti correttivi» della legge Fornero, «a meno di un ripensamento complessivo» del sistema previdenziale. Così la Corte dei Conti nel Rapporto 2018 sul coordinamento della finanza pubblica presentato alla Camera. Dopo aver rimarcato che «specie in campo previdenziale, le politiche pubbliche dell'oggi influiscono sulla spesa di domani», la Corte avvisa che «è cruciale non creare debito pensionistico aggiuntivo».

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Fornero 'brusca', ora natalità e gestire migrazioni «Certamente la correzione effettuata con la legge Fornero è stata brusca, ma è la virulenza della crisi sovrana che l'ha imposta», ha scritto la Corte di conti nel Rapporto 2018 sul coordinamento della finanza pubblica, presentato a Montecitorio. Esauriti gli spazi di intervento adottati dal legislatore, tra questione esodati e i diversi strumenti di uscita anticipata, secondo la Corte sono «da auspicare azioni in grado di favorire un aumento del tasso di natalità, gestire in maniera equilibrata, i flussi migratori, stimolare la partecipazione al mondo del lavoro, rafforzare la dotazione di infrastrutture materiali e immateriali». Secondo la Corte «è d'altra parte essenziale preservare i miglioramenti di fondo che il sistema previdenziale ha realizzato negli ultimi decenni».

Popolazione verso rapido invecchiamento, ridurre pressione
«Il triennio 2018-2020 si presenta come un’eccezionale finestra, dal punto di vista delle opportunità offerte dal contesto macroeconomico, alla riduzione del debito», segnala la Corte dei conti. Nel documento si evidenzia che «il congiunto operare della ripresa dell'inflazione e del permanere del costo medio del debito su livelli particolarmente bassi, dovrebbe garantire, diversamente dal passato un differenziale favorevole tra crescita economica e costo del debito (0,2 in media nel triennio). Di tale situazione si dovrebbe approfittare per rendere più spedito il processo di riduzione del rapporto debito/Pil». La Corte ricorda, peraltro, che «nei prossimi anni il rapido invecchiamento della popolazione eserciterà pressioni molto significative sulla spesa pubblica di tutti i Paesi europei, inclusa l'Italia» ed è pertanto «necessario affrettarsi a ridurre e in prospettiva a rimuovere, l'inevitabile pressione che un elevato debito pubblico pone sui tassi di interesse e sulla complessiva stabilità finanziaria del Paese».

Governance della spesa farmaceutica è fronte aperto
La «governance farmaceutica» viene indicata dalla Corte dei conti come uno dei «diversi fronti» che rimangono aperti nel capitolo della spesa sanitaria. «Si tratta di rivedere - si legge nel rapporto - gli strumenti a disposizione per garantire la sostenibilità della spesa a partire dal 'payback' e dalla negoziazione del prezzo dei farmaci, alle procedure di approvazione dei nuovi farmaci da velocizzare; lo sblocco del 'turn-over' per garantire il necessario livello di qualità del servizio; le modalita' di compartecipazioni alla spesa».

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