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Nomine: Scannapieco-Palermo verso la Cdp, Bianchi Clerici per la Rai

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il valzer di poltrone

Nomine: Scannapieco-Palermo verso la Cdp, Bianchi Clerici per la Rai

Giorno di nomine in Parlamento, da ripartire tra maggioranza e opposizione, e come sempre avviene in questi casi la quadra sarà trovata sul filo: vanno eletti i presidenti delle cosiddette commissioni di garanzia (in primis quella sui servizi segreti, il Copasir, e la Vigilanza Rai) e quattro membri del nuovo Cda Rai (la legge prevede che altri due siano nominati dal Cdm su proposta del ministro dell’Economia e l’ultimo dall’assemblea dei dipendenti Rai).

A sbloccare martedì scorso una parte delle trattative politiche è stato un vertice ad Arcore durante il quale è passata la linea di Silvio Berlusconi: alla presidenza della Vigilanza Rai sarà eletto Alberto Barachini, ex giornalista Mediaset e stretto collaboratore del Cavaliere, e non Maurizio Gasparri come indicato nei giorni scorsi.

Barachini, classe 1972, è una figura più facilmente digeribile per i parlamentari del M5s. Ed è gradita allo stesso Berlusconi nel segno di quel rinnovamento interno, di volti e di nomi, che ha già investito le maggiori cariche di Forza Italia (fin qui tutte al femminile, con Maria Stella Gelmini capogruppo alla Camera e Anna Maria Bernini al Senato e con Mara Carfagna portavoce del partito).

La guida dell’altra importante commissione di garanzia, il Copasir, è confermata in quota Pd, nella persona di Lorenzo Guerini. Nelle scorse settimane si era ventilata l’ipotesi di eleggere alla guida del Copasir un parlamentare di Fratelli d’Italia, ma la moral suasion dei presidenti delle Camere Roberto Fico e Maria Elisabetta Casellati ha infine favorito la soluzione Guerini. D’altra parte la legge istitutiva del Copasir prevede che la presidenza vada a un parlamentare dell’opposizione, e il partito di Giorgia Meloni - che sarà comunque compensato con la presidenza della giunta per le autorizzazioni della Camera - si è astenuto nel voto di fiducia al governo Conte. Al Pd dovrebbe andare anche la presidenza della giunta per le elezioni della Camera, mentre al Senato le giunte autorizzazioni ed elezioni sono unite e dovrebbero andare a Fi nella persona di Gasparri, escluso in extremis come si è detto dalla Vigilanza.

Le partite in corso

La quadra complessiva sulle commissioni di garanzia ha sbloccato in parte anche la trattativa, che riguarda principalmente la maggioranza di governo e quindi M5s e Lega, sul cda Rai: l’accordo prevede che oggi il Parlamento voterà un membro del M5s, uno della Lega, uno del Pd e uno di Fratelli d’Italia. I pentastellati hanno già scelto i loro candidati con votazione on line sulla piattaforma Rousseau (si veda l’articolo in pagina): ai primi due posti si sono piazzati Beatrice Coletti con 6.577 e Paolo Cellini con 4.253 su circa 20mila votanti iscritti certificati.

Nel pomeriggio di ieri era inoltre dato per fatto l’accordo M5s-Lega sulle due caselle più importanti della tv pubblica, con l’ex parlamentare della Lega e già consigliera Rai Giovanna Bianchi Clerici alla presidenza e Vittorio Colao o Fabrizio Salini alla direzione generale in quota pentastellata (ma il M5s potrebbe anche accettare una soluzione interna per il dg). Ma in serata fonti leghiste frenavano: «Ci vorrà ancora qualche giorno».

Il mancato accordo sui vertici Rai non dovrebbe influire sulla partita di Cassa depositi e prestiti, anche se da parte della Lega ci sono molte resistenze a chiudere su Cdp senza la quadra su Viale Mazzini: le previsioni della vigilia sono comunque per il rinnovo del cda, con alla guida il ticket composto da Dario Scannapieco come amministratore delegato e da Fabrizio Palermo come direttore generale.

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