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Spade, elmi e balestre raccontano la grande stagione del Rinascimento

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MOSTRA A CASTEL SANT’ANGELO E PALAZZO VENEZIA

Spade, elmi e balestre raccontano la grande stagione del Rinascimento

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Castel Sant’Angelo e Palazzo Venezia ospitano la mostra “Armi e potere nell'Europa del Rinascimento” (foto © Henryk Sadura)
Castel Sant’Angelo e Palazzo Venezia ospitano la mostra “Armi e potere nell'Europa del Rinascimento” (foto © Henryk Sadura)

La grande stagione del Rinascimento raccontata con gli occhi del mondo delle armi, protagoniste di quel periodo. Strumento di morte, di violenza, rappresentazione del potere sicuramente, ma anche oggetto di artigianato e di soluzioni innovative dal punto di vista tecnologico. Tutte le armi: da difesa e da offesa, da fuoco, e poi ancora elmetti, spade, corsaletti, balestre e schiniere. È questa una delle chiavi di lettura di una mostra “Armi e potere nell'Europa del Rinascimento”, che aprirà domani a Roma. Un percorso tra circa 170 pezzi, esposti in una doppia sede, tra Palazzo Venezia e Castel Sant’Angelo.

Bonisoli: torna il fascino di Castel Sant’Angelo fortezza militare
Secondo il ministro per i Beni culturali Alberto Bonisoli, l’esposizione «restituisce temporaneamente a Castel Sant’Angelo il fascino di fortezza militare, un ruolo fino a qualche tempo fa ricordato dall’esposizione della collezione dell’armeria del museo che spero presto possa tornare a esser goduta dai visitatori, e svela al pubblico le meraviglie della collezione Odescalchi del Museo Nazionale di Palazzo Venezia, una delle raccolte di armi storiche più importanti a livello internazionale».

L’intreccio tra armi e storia dell’arte
Da sempre la storia dell’arte riconosce le armi come manufatti di artigianato, in alcuni casi alla stregua di prodotti di oreficeria. Castel Sant’Angelo e Palazzo Venezia custodiscono nuclei di armi storiche pressoché unici al mondo. Proprio queste collezioni – restaurate e riordinate per l’occasione – unite a una serie di prestiti internazionali, fanno conoscere al normale visitatore una realtà e una storia rimaste per molto tempo sconosciute ai più.

L’armeria Odescalchi nucleo centrale dell’esposizione
Il nucleo centrale dell’esposizione è costituito dalla collezione Odescalchi. Al contrario di quanto spesso creduto, l’armeria Odescalchi non è di origine dinastica: essa nasce dalla passione del principe Ladislao (1846-1922). Grazie ai contatti instaurati con diversi antiquari italiani ed europei, tra cui l’inglese Samuel James Whawell e il francese Louis Bacherau, Ladislao riunì un cospicuo numero di armi provenienti per lo più dall’Europa occidentale, alle quali si aggiunsero piccoli gruppi non omogenei del medio e dell’estremo Oriente. Alla sua morte, la collezione venne riordinata dal nipote Innocenzo nel palazzo romano di Piazza SS. Apostoli: forte di circa duemila pezzi, nel 1959, poco dopo la morte di Innocenzo, la collezione venne quasi interamente donata al Museo Nazionale del Palazzo di Venezia.

In Italia l’armatura appare dopo la metà del Trecento
L’oggetto più famoso delle raccolte romane è il cosiddetto “Elmo di Bolzano”. La sua fattura risale probabilmente al 1300 e quasi sicuramente proviene dalla commenda dell’Ordine teutonico di Bolzano. La maggior parte dei pezzi in mostra è composta da armamenti difensivi. In Italia l’armatura propriamente intesa appare dopo la metà del Trecento. Prima di allora si erano realizzati diversi sistemi di protezione con materiali di varia natura, tipo protezioni tessili fatte di anellini di acciaio. La produzione italiana, in particolare quella milanese, detiene il primato dell’avvio della storia dell’armatura. Della metà del Trecento è la grande innovazione della protezione mobile del volto, forse dovuta al ritrovamento di frammenti bronzei romani, mentre per esempio lo sviluppo ipertrofico delle parti sinistre (più esposte ai colpi) fu dovuto all’osservazione dei viventi e dei loro comportamenti. Sta di fatto che l’armatura da simbolo di rango di cui si favoleggiava nei romanzi cavallereschi, diviene un apparecchio multiforme a geometria variabile, ricco di decori grazie all’abilità di sbalzatori, incisori, doratori e brunitori.

(Armi e potere nell’Europa del Rinascimento, dal 26 luglio all’11 novembre 2018, Roma, Castel Sant’Angelo e Palazzo Venezia, a cura di Mario Scalini)

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