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Nomine e Dl Dignità, faro del Colle su procedure e competenze

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politica 2.0

Nomine e Dl Dignità, faro del Colle su procedure e competenze

(Agf)
(Agf)

Si vedrà oggi quale messaggio Sergio Mattarella intenderà mandare al mondo politico nel tradizionale appuntamento del “Ventaglio” in cui risponderà alle domande della stampa parlamentare. Di certo sarà attento a non allontanarsi dalla cifra che ha scelto, quella della moral suasion che in sostanza vuol dire parlare pochissimo in pubblico per provare a farsi capire - e ascoltare di più - in privato. Per quello che si sa, e ieri la lettera inviata a Conte sul decreto terremoto ne è una dimostrazione, la sua intenzione è cominciare a mandare segnali chiari sul rispetto delle regole, procedure, competenze. Vale sui decreti legge e vale in tempo di nomine, dalla Rai alle Authority.

Per esempio, la decisione del Governo di scegliere il presidente dell’Istat – un organismo che deve restare terzo – senza la cosiddetta call pubblica e con procedure che si discostano dai protocolli europei, induce a un di più di vigilanza del Colle. Innanzitutto per la delicatezza del ruolo, in secondo luogo affinché l’orientamento dell’Esecutivo sulle autorità di garanzia – tra poco ne arriveranno a scadenza altre – non sia quello di ignorare il pluralismo e le minoranze. Dunque sulla nomina del presidente dell’Istituto di statistica, il cui decreto deve essere controfirmato dal capo dello Stato, si tiene un occhio attento per evitare che vi siano precedenti in altri ambiti. Anche se il richiamo alle necessarie competenze e al pluralismo potrebbe valere a 360 gradi, anche per aziende pubbliche come la Rai o Fs, che sono parte del complesso mondo istituzionale.

Sul fronte delle leggi, poi, si comincia a cambiare passo. Nel senso che se l’iter iniziale del Dl dignità è stato accompagnato con indulgenza dal Quirinale per l’avvio faticoso tipico dei nuovi Governi, ieri è arrivato il segnale che serve più attenzione sulla scrittura di norme, soprattutto quando si rischia di avallare abusi. Con una lettera al premier Conte, Mattarella ha voluto segnare in rosso - chiedendo correzioni - alcuni passaggi del decreto legge sul terremoto. Sottolineature che sia pur non marcando violazioni di rilevanza costituzionale, tuttavia espongono al rischio di approvare articoli che coprono abusi edilizi. E sempre nella lettera inviata ieri si nota un passaggio che è specifico e oggettivo del provvedimento ma che potrebbe riguardare anche il decreto scritto da Di Maio. Si legge infatti che i contenuti del Dl terremoto «sono stati notevolmente ampliati». Come dire che tante norme e di varia natura sono state agganciate al vagone e, in effetti, è quello che sta succedendo al Dl dignità. Molte concessioni alle tentazioni “omnibus” con emendamenti che continuano a transitare e in alcuni casi ad avere il marchio dell’inammissibilità.

In ogni caso le correzioni di ieri suggerite da Mattarella si inseriscono in un contesto istituzionale virtuoso visto che sono state subito accolte dal Governo con un comunicato del ministro Fraccaro che le fa proprie. Un contesto che si vorrebbe mantenere tale anche nella stagione dell’autunno sulla prima prova della legge di stabilità.

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