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Arriva la stretta M5S su partiti e fondazioni: stop privacy, tutti i…

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oggi la riforma sulla piattaforma rousseau

Arriva la stretta M5S su partiti e fondazioni: stop privacy, tutti i finanziatori saranno pubblici

Mai più opacità. Trasparenza massima. Sono questi gli obiettivi dichiarati del Ddl su partiti e fondazioni politiche che oggi il Movimento Cinque stelle pubblica sulla piattaforma Rousseau per ottenere il feedback del suo «popolo» prima della definitiva presentazione in Parlamento. Per sessanta giorni ci sarà la possibilità di proporre su Rousseau modifiche, integrazioni o semplici commenti.


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Il senatore Gianluigi Paragone, estensore del Ddl, lo scrive chiaro e tondo nella relazione che accompagna il testo: «Alle contribuzioni a partiti e fondazioni deve essere posto un tetto, superato il quale si supera la soglia del fisiologico sostegno ad una forza politica».

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Donazioni, pubblici tutti i finanziatori
L’eco degli scandali è ancora ben presente nell’opinione pubblica e allora la riforma va giù durissima nell’abbattere i tetti massimi di contribuzione verso partiti e fondazioni da parte dei privati: il limite massimo per i contributi delle persone e delle società passa da 100mila a 18mila euro annui. La trasparenza viene garantita reintroducendo l’obbligo di dichiarazione congiunta a partire dalle erogazioni in favore dei partiti superiori a 1.000 euro (oggi serve solo se si superano 100mila euro). E soprattutto: viene soppresso l’obbligo del consenso del donante per la pubblicità del contributo. Questo significa che di ogni contributo si potrà conoscere la provenienza superando il muro fin qui alzato da molti “donatori” in nome della privacy.

Limitate le detrazioni
Viene inoltre limitata la detrazione agevolata al 26% alle donazioni fino a 5mila euro (oggi si applica fino a 30mila euro). Una norma che vuole incentivare le micro-donazioni, e a scoraggiare(se non escludere) le donazioni “extra-large”. L’agevolazione invece viene vietata per i contributi che provengono da eletti o candidati che, al momento, costituiscono una delle fonti più sostanziose di approvvigionamento di fondi da parte dei partiti.

Per i partiti il rischio di sospensione dall’apposito registro
Sempre nell’ottica della trasparenza va l’articolo tre del testo che introduce una nuova definizione delle fondazioni o associazioni politiche. Ogni partito o movimento potrà inoltre essere collegato a una sola fondazione o associazione politica. Molto stringente anche l’articolo quattro che introduce sanzioni pecuniarie dirette nel caso di violazioni o irregolarità.

Nei casi più gravi i partiti rischiano la sospensione dal registro dei partiti da uno a cinque anni. E, in ogni caso, viene prevista l’interdizione dai pubblici uffici per i soggetti che abbiano violato le norme in materia di trasparenza. Infine, l’articolo cinque equipara le fondazioni o associazioni politiche ai partiti. Con questa legge, insomma, il Movimento Cinque Stelle manda in soffitta il cosiddetto “Decreto Letta” che, a inizio 2014, a sua volta azzerò i contributi pubblici ma - secondo il Movimento - lasciò intatte zone di opacità che non sono riuscite a evitare gli scandali degli ultimi anni.

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