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Strage Bologna: Mattarella, restano zone ombra

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2 agosto 1980, ore 10:25

Strage Bologna: Mattarella, restano zone ombra

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«I processi giudiziari sono giunti fino alle condanne degli esecutori, delineando la matrice neofascista dell'attentato. Le sentenze hanno anche individuato complicità e gravissimi depistaggi. Ancora restano zone d'ombra da illuminare. L'impegno e la dedizione di magistrati e servitori dello Stato hanno consentito di ottenere risultati che non esauriscono ma incoraggiano l'incalzante domanda di verità e giustizia». È il contenuto del messaggio che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato per l'anniversario della strage di Bologna.

Erano le 10: 25 del 2 agosto del 1980 quando nella sala d'aspetto di seconda classe, affollata di turisti, un ordigno a tempo, contenuto in una valigia abbandonata, venne fatto esplodere. L’esplosione causò il crollo dell’ala Ovest dell'edificio. Morirono 85 persone, oltre 200 rimaserono ferite alcune in modo assai gravi. Le indagini si indirizzarono quasi subito sulla pista neofascista, ma solo dopo un lungo iter giudiziario e numerosi depistaggi, nel 1995 è arrivata la sentenza finale che ha condannato Valerio Fioravanti e Francesca Mambro «come appartenenti alla banda armata che ha organizzato e realizzato l'attentato di Bologna» e per aver «fatto parte del gruppo che sicuramente quell'atto aveva organizzato», mentre nel 2007 si aggiunse anche la condanna di Luigi Ciavardini.

«C'è un obbligo morale prima ancora che politico che ci guida: giungere ad una verità certa, libera da zone grigie e sospetti. Questo è l'unico vero modo di onorare le vittime e realizzare le legittime e sacrosante richieste dei loro familiari», ha detto Alfonso Bonafede, ministro della Giustizia, nell'incontro coi familiari delle vittime della Strage di Bologna. «C'è uno Stato che per 38 anni è rimasto in silenzio, negligente e non ha voluto fare luce su verità inconfessabili su cui bisogna accendere un faro».

«Sono passati 38 anni - ha detto il presidente dell'associazione dei familiari delle vittime della Strage del 2 agosto 1980, parlando davanti al ministro della Giustizia - e in quest’aula sono venuti rappresentanti di governi vari.

Tutti hanno dato speranze, indicazioni, possibilità e molto spesso siamo usciti da quest'aula con speranze nuove, con la gioia di poter dire: il ministro si è espresso, probabilmente è la volta buona... Ma quando andava bene solo qualcosa veniva fatto e la maggior parte delle promesse non sono state mantenute. La sua presenza - ha aggiunto - è un segno di attenzione che noi gradiamo, da lei ci attendiamo risposte. E soprattutto se lei oggi promette qualcosa, che venga mantenuta. Noi vogliamo vedere fatti positivi, ma se ci sono promesse non mantenute glielo diremo in maniera pesante come abbiamo fatto con quelli prima di lei».

Tra i punti ricordati, il tema dei risarcimenti: «Quando vai a chiedere che le cose vengano attuate ci sono sempre burocrati vari e la frase 'topica' sull'interpretazione autentica della legge. Tutte le volte c'è questo intoppo e non ci salti fuori», concluso.

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