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Turismo, il 53% delle imprese chiede dati per “capire” i clienti. Isnart partner Unioncamere sui Big Data

Conoscere le preferenze dei clienti è da sempre uno dei segreti della buona ospitalità alberghiera, business difficile anche in Italia, dove il turismo è un'industria. Ma ai tempi della Rete e della globalizzazione, il fiuto e l'intuizione, da soli, non bastano più. Oggi come oggi, secondo un'indagine dell'Istituto Nazionale Ricerche Turistiche (Isnart) su un campione di imprese italiane alberghiere ed extralberghiere, il 53,8% degli imprenditori turistici ritiene importante avere informazioni sulle caratteristiche e i comportamenti dei turisti italiani e stranieri.

Esigenze diverse dal Nord al Sud
Analizzare più dati sui turisti per accoglierli meglio, verrebbe da dire, segno di imprese sempre più consapevoli dell'importanza di una corretta gestione dei numeri e delle statistiche per fare business e della necessità del loro utilizzo per la programmazione. Ma non tutte le imprese turistiche chiedono le stesse cose. Nel Nord-Est (75,7%) e al Centro (58,9%) si punta a conoscere le motivazioni di scelta della vacanza e della destinazione. Nel Nord-Ovest è più importante approfondire le statistiche sulla tipologia di alloggio scelto (48,9%), mentre quelle del Sud e Isole optano (48,9%) per i dati su età e condizione economica dei turisti.

Big data per “capire” i turisti
Richieste di vario tipo, quindi, che richiedono un aggiornamento dei sistemi di rilevazione. Ed è questo infatti l'obiettivo di Unioncamere, che in tandem con Isnart ha appena avviato un nuovo modello di osservazione economica sul turismo sfruttando i Big Data. «Gli operatori turistici hanno bisogno di programmare le loro attività d'impresa - spiega il presidente di Unioncamere, Carlo Sangalli - e l'intelligenza artificiale può dare, alle imprese strumenti concreti per diventare più competitive e, alle Camere di commercio, modalità innovative per presidiare la nuova competenza sul turismo attribuita dalla riforma». «Le innovazioni che stiamo introducendo nei nostri sistemi di rilevazione – aggiunge il presidente dell'Isnart, Roberto Di Vincenzo, consentiranno di fornire una lettura predittiva sui flussi e sull'economia del settore. L'Osservatorio del turismo del sistema camerale riuscirà così ad aiutare le imprese ad individuare con maggiore tempestività i propri sentieri di crescita».

Dati sul territorio “base” per crescere
Dall'indagine emerge inoltre che per definire al meglio le strategie commerciali, il 28,7% delle strutture alberghiere ritiene importante avere delle statistiche sul metodo utilizzato dai turisti per organizzare il proprio viaggio (tradizionale o via web), un dato nettamente superiore a quello delle strutture extralberghiere (11,1%). Il 39,8% delle imprese chiede dati statistici sulla tipologia di alloggio che i turisti italiani e stranieri scelgono per il proprio soggiorno, mentre il 40,9% delle strutture alberghiere ed extralberghiere esprime la necessità di avere indicatori delle risorse del territorio e sulle sue potenzialità, per poter definire al meglio le strategie aziendali: ciò vale soprattutto per il Nord-Ovest (40,8%), per il Centro (48,2%) e il Sud e le Isole (43,7%), mentre per le imprese del Nord-Est è più importante un monitoraggio degli eventi nel territorio.

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