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«Il dossier è allo studio»: tutte le riforme congelate…

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la strategia dell’esecutivo

«Il dossier è allo studio»: tutte le riforme congelate dal governo M5S-Lega

Pochi giorni fa c’è stato lo stop all’obbligo dei musei gratis la prima domenica del mese e la norma che fa slittare di un anno l'obbligo vaccinale come requisito di frequenza che di fatto permetterà a settembre di entrare a tutti nelle scuole d’infanzia. In precedenza c’era stato l’intervento sulle domeniche gratis ai musei e la decisione di rivedere le misure salva-risparmiatori. Sono solo alcuni degli stop che il governo e la maggioranza giallo-verde ha dato a misure già varate o a progetti e riforme già avviate dai precedenti governi.

Risparmiatori, si riparte da capo
Stop all’indennizzo per i risparmiatori colpiti dalle crisi bancarie, in vista di un nuovo intervento. La norma era prevista dalla vecchia legge di Bilancio varata dal governo Gentiloni. Per far partire il fondo (25 milioni all’anno per quattro anni), però serviva un decreto attuativo che non è ancora stato pubblicato. E il governo ha annunciato di voler rimettere mano alla norma per garantire un rimborso universale.

Niente obbligo di domeniche gratis nei musei
A fine luglio il ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli, ha annunciato che dopo l’estate saranno eliminate le «domenica gratuite nei musei», una iniziativa varata dal suo predecessore, Dario Franceschini. «Lascerò maggiore libertà ai direttori, se vogliono mettere una domenica gratuita non c'è niente di male, ma quando obbligo a farla non va bene».

Intercettazioni e sistema penitenziario da rivedere
Corposo il pacchetto degli stop nella giustizia. Il governo ha messo da parte, per riscriverla, la riforma del sistema penitenziario firmata Andrea Orlando, quella che il precedente esecutivo aveva prima promosso e caldeggiato, poi stoppato sotto elezioni, quando la Lega aveva ribattezzato il testo «salva-ladri», perché allargava le maglie dei benefici per i detenuti. C’è poi l’ok dato alla proroga della riforma delle intercettazioni, misura che di fatto annuncia una profonda revisione, se è vero che il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha parlato di «bavaglio alla stampa».

L’analisi dei costi sulla Tav
Sull’alta velocità Torino-Lione incombono le parole del ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, che alla Camera ha affermato come sul tappeto resti anche l’ipotesi di «recedere dalla prosecuzione dell'opera», puntando il dito contro quella che ha definito una «anomalia vergognosa e inaccettabile».

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