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Trani, il gip archivia l’inchiesta Mps-Unicredit (con il…

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Notizia di reato infondata

Trani, il gip archivia l’inchiesta Mps-Unicredit (con il ministro Savona)

La notizia di reato è infondata: per questa ragione il gip del Tribunale di Trani, Raffaele Morelli, ha archiviato la maxi inchiesta per usura bancaria (gli avvisi di fine indagine risalgono al 2014) a carico di 62 ex o attuali figure apicali di Monte dei Paschi, Bnl, Unicredit e Popolare di Bari, ma anche di Banca d'Italia e ministero del Tesoro. Tra loro anche l'attuale ministro delle Politiche europee, Paolo Savona, l'ex capo della Vigilanza di Bankitalia, Anna Maria Tarantola (poi presidente della Rai), l'ex ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni (ex dg
dell'Istituto di via Nazionale), Alessandro Profumo (ex ad di Unicredit), Luigi Abete (presidente di Bnl), Giuseppe Mussari (ex presidente di Mps), Marco Jacobini (presidente di Popolare di Bari).

Tutti erano stati indagati per aver praticato, secondo l'accusa, tassi e interessi usurari sui finanziamenti concessi, dal 2005 al 2012, ad alcuni imprenditori. Il Gip ha quindi accolto la richiesta di archiviazione depositata nel luglio 2017 dall'ex pm tranese Michele Ruggiero (ora in servizio a Bari) noto alle cronache anche per il procedimento per manipolazione del mercato da lui promosso a carico dell'agenzia di rating Fitch.

L’accusa di usura bancaria continuata e aggravata
L'accusa portata avanti dalla Procura di Trani era di usura bancaria continuata ed aggravata ai danni di alcuni clienti-imprenditori del barese. Sotto la lente in particolare alcuni finanziamenti concessi, prevalentemente, sotto forma di anticipazioni su conto corrente. Secondo il magistrato inquirente il reato di usura sarebbe stato compiuto dagli organismi di governance e di controllo delle banche con il concorso morale degli ex-vertici di Bankitalia e dal vertice della direzione del dipartimento del Tesoro.

Tassi effettivi globali sotto la lente
Secondo la Procura, contravvenendo alle disposizioni della legge sull'usura, i funzionari coinvolti prescrivevano alle banche di calcolare gli oneri dei finanziamenti concessi in rapporto al credito “accordato”, anziché (come richiesto dalla legge) a quello effettivamente “erogato/utilizzato” dal cliente, così precostituendo le condizioni per una elaborazione (e successiva segnalazione a Bankitalia) da parte della banche di tassi effettivi globali (cosiddetti Teg) falsati, poiché più bassi di quelli effettivamente praticati. I successivi accertamenti disposti dalla Procura hanno però consentito di «escludere affetta da dolo diretto la condotta del dirigente delle Banca che abbia praticato eventualmente condizioni usurarie in adesione alle istruzioni provenienti dalla Banca d'Italia». Non sarebbe emersa, cioè,
alcuna «cosciente volontà di conseguire i vantaggi usurari».

L’inchiesta di Campobasso
Pochi giorni fa il nome del ministro Paolo Savona è stato iscritto nel registro degli indagati dalla procura di Campobasso, anche in questo caso con l'accusa di usura bancaria. L'indagine parte dalla denuncia di un'azienda specializzata in campi eolici, la Engineering srl, e spazia dal 2005 al 2013, periodo che vide l'attuale ministro per gli Affari europei ai vertici di Capitalia, e dopo la fusione con Unicredit alla presidenza della Banca di Roma.

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