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NUBI SUL CENTRODESTRA

Dal governo con M5s alla Rai, all’Abruzzo: Lega e Forza Italia sempre più ai ferri corti

La distanza tra Lega e Forza Italia comincia a prendere forma quando il Carroccio, dopo essersi proposto agli elettori il 4 marzo all’interno di una coalizione di centrodestra, al fianco degli Azzurri e di Fratelli d’Italia, decide, dopo giorni di trattative, di dire sì all’ipotesi di un governo “del cambiamento” con i Cinque Stelle. È da allora che le strade tra le due forze politiche cominciano a seguire direzioni diverse e in qualche caso, come la presidenza della Rai, opposte.

L’accusa di traditore rivolta all’alleato
Forza Italia si tiene fuori dall’esecutivo. Critica Salvini per le sue scelte politiche considerate troppo in linea con quelle dei pentastellati. Nel partito parlano di “tradimento”. Gli chiedono di smarcarsi dall’alleato di governo, di abbandonarlo. Il segretario della Lega non cambia linea. Tra gli esponenti di prima linea di Forza Italia è sempre più diffusa la convinzione che Salvini voglia lanciare un’Opa sull’elettorato di Berlusconi.

Lo strappo sulla presidenza della Rai
Il momento in cui la distanza tra Forza Italia e Lega viene fuori con le fattezze di una scelta politica vera e propria è la nomina del presidente della Rai. La Lega punta su Marcello Foa. Gli Azzurri fanno presente presente che la scelta non è stata condivisa con gli alleati del centrodestra. Il partito di Silvio Berlusconi in commissione di Vigilanza non vota, facendo di fatto cadere l’ipotesi Foa.

Rai: vigilanza boccia Foa, lite Salvini-Berlusconi

Casus belli dietro l’angolo: in Abruzzo la Lega corre da sola
La vicenda Rai lascia il segno nei rapporti tra le due forze politiche. Gli strappi si fanno frequenti, la tensione va aumentando. È un susseguirsi di avvertimenti che una parte lancia all’altra, e viceversa. Il sottosegretario Giorgetti, plenipotenziario di Salvini a Palazzo Chigi, non esita a definire il centrodestra «una categoria dello spirito». Il casus belli è dietro l’angolo. L’atmosfera della vigilia non è delle migliori: il deputato del Carroccio e coordinatore del partito in Abruzzo Giuseppe Bellachioma annuncia che in quella regione la Lega correrà da sola. Un’uscita, chiarisce, «concertata con Giorgetti e Salvini». Fonti vicine al partito di Via Bellerio non escludono che la stessa prospettiva possa ripetersi per la Basilicata. E In Trentino Alto Adige si teme un’alleanza Lega - Svp.

Salvini: qualcuno vota sempre più spesso con Renzi e il Pd
Per adesso il segretario della Lega non chiude a Forza Italia. Salvini si limita a mettere in evidenza che «a livello locale governiamo bene tanti Comuni con il centrodestra. Non abbiamo cambiato idea nelle ultime settimane - assicura il vicepremier e ministro dell’Interno -. È qualcun altro che vota sempre più spesso con Renzi e il Pd. Ho poco tempo per fare la polemica: starà agli altri scegliere tra la Lega del futuro e Renzi del passato». In Forza Italia è diffuso il sospetto che la Lega voglia replicare anche sui territori una forma di alleanza con i pentastellati. C’è chi arriva a non escludere lo scenario di una rottura con il Carroccio, e di una riedizione del patto del Nazareno, con l’ex ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda al posto di Renzi al vertice dei Dem.

La sfida di Forza Italia alla Lega sulla legge di Bilancio
Intanto continua il logoramento all’interno del centrodestra. Gli Azzurri sperano che la partita della prossima legge di bilancio, che si giocherà nei prossimi mesi, scavi un solco nel governo gialloverde, e spinga Salvini ad abbandonare i pentastellati di Luigi Di Maio. La capogruppo di Forza Italia al Senato Anna Maria Bernini lancia un messaggio a Giorgetti: «Se davvero teme l’assalto degli speculatori, sposi le politiche espansive di centrodestra invece di adattarsi a quelle recessive post-sessantottine e di sinistra portate avanti dai 5 Stelle».

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