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Aquarius, terminato lo sbarco. Malta: l’Italia ha chiesto di…

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dopo l’intesa

Aquarius, terminato lo sbarco. Malta: l’Italia ha chiesto di accogliere una parte dei migranti

«L’Italia aderisce all’iniziativa di ridistribuzione dei migranti a bordo della Aquarius». Lo comunica il governo di Malta, specificando che «in seguito all’annuncio di un’azione di cooperazione congiunta tra cinque Stati membri per ridistribuire tutti gli immigrati a bordo dell’Aquarius, il governo italiano ha contattato il governo maltese per partecipare all’iniziativa». La dichiarazione arriva a poche ore dallo sbarco nel porto di La Valletta, a Malta, dei 141 migranti salvati da Aquarius venerdì scorso. L’attracco nell’isola è stato il frutto dell’intesa raggiunta ieri tra sei Paesi dell’Ue per lo sbarco dei 141 migranti a bordo dell’imbarcazione. Secondo l’intesa, i migranti sarebbero dovuti essere divisi tra Spagna, Francia, Germania, Lussemburgo e Portogallo.

Da distribuire altri 60 migranti
La redistribuzione dei migranti, ha concluso il governo di Malta, «riguarderà tutti i 141 migranti a bordo dell'Aquarius e altri 60 migranti salvati in mare in un’operazione nell'area Sar di Malta, ridistribuiti in altri Stati membri in uno scenario di concreta solidarietà europea».

Gozi (Pd): Salvini ne accoglie 20, aveva detto il contrario
«Dopo le fanfaronate di Salvini di ieri, che nel giorno più sbagliato possibile si vantava che in Italia non sarebbe arrivato neppure un immigrato dell’Aquarius, oggi il governo italiano ha chiesto di poter accogliere circa 20 migranti». Lo ha detto Sandro Gozi, ex sottosegretario agli Affari Europei ed esponente del Pd. «Inversione a U – ha aggiunto – che smentisce Salvini e conferma l’improvvisazione con cui il governo italiano si muove sulla scena europea».

La mediazione della Ue
«Accolgo con favore la decisione delle autorità maltesi di autorizzare lo sbarco della Aquarius. Questo è stato reso possibile grazie al sostegno di Francia, Spagna, Germania, Portogallo e Lussemburgo, che hanno concordato di prendere una parte di migranti, che si trovano a bordo della nave. Lodo questi Paesi per la loro solidarietà e per la condivisione della responsabilità». Così il commissario Ue Dimitris Avramopoulos, dopo l'intesa anche con Malta per l'attracco della nave.

Salvini: lavoreremo con altri Stati per ridurre ancora i flussi
«Lavoreremo con alcuni Stati stranieri, come Marocco e Tunisia, per ridurre ulteriormente i flussi di migranti e reimbastire accordi di riammissione nei Paesi d’origine dei clandestini e dei detenuti stranieri che nelle carceri italiane sono circa 20 mila e che rappresentano un costo economico e sociale enorme per le nostre casse», ha detto oggi a San Luca (Reggio Calabria) il ministro dell’Interno Matteo Salvini.

Oggi il presidente della Catalogna Quim Torra aveva messo a disposizione della Aquarius tre porti: quelli di Palamos (Girona), Villanova (Barcellona) e Rapita (Tarragona). Ma già ieri, dopo la disponibilità data dal Comune di Barcellona, il governo di Madrid aveva frenato facendo sapere che «la Spagna non è il porto più sicuro perché non è quello più vicino, secondo quanto stabilisce il diritto internazionale». Il governo spagnolo aveva fatto sapere oggi però di continuare a «negoziare intensamente» con la Commissione Ue e «altri Paesi» per trovare una «risposta comune» sul caso della nave Aquarius. Sulla vicenda della nave Aquarius «proseguono i contatti con un numero di Stati membri.

È una situazione in evoluzione e non posso dirvi quanti e quali siano gli Stati con cui» stiamo parlando, per l'accoglienza dei migranti, che sono a bordo. Così una portavoce della Commissione Ue, Tove Ernst, che ha evidenziato come «non sia nelle competenze della Commissione» individuare il porto di sbarco in un evento di ricerca e salvataggio in mare. Nell’auspicare una «soluzione veloce», la portavoce ha aggiunto: questa situazione «dimostra ancora una volta che sulla questione migratoria, l’Ue ha bisogno di soluzioni a lungo termine. La responsabilità non è di uno o pochi Stati, è dell'Unione, ed è esattamente su questo che la Commissione europea sta lavorando, in linea con le conclusioni del vertice europeo di fine giugno»

GUARDA IL VIDEO: Aquarius salva 141 migranti: «Dateci un luogo sicuro di sbarco»

Aquarius ancora senza approdo

Aquarius: chiederemo bandiera ad altri Paesi
«È probabile che chiederemo alle autorità tedesche di battere bandiera della Germania visto che la nave precedente era immatricolata e di proprietà tedesca. In ogni caso chiederemo bandiera ad un altro Paese e almeno fino al 20 agosto faremo ancora riferimento a Gibilterra» ha detto il coordinatore dei soccorsi della nave Aquarius, Nicola Stalla, dopo l’annuncio di Gibilterra di ritirare la propria bandiera dall’imbarcazione la quale, per poter proseguire nella propria navigazione, deve necessariamente avere l’autorizzazione di uno Stato. La nave, di proprietà tedesca, nel 2009 era stata registrata a Gibilterra per fare ricerca, ma dal 2016 era stata noleggiata da Sos Mediterranee e Médecins sans Frontières per attività di salvataggio.

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