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Nave Diciotti, Farnesina chiede aiuto a Paesi Ue per redistribuire i 177…

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Nave Diciotti, Farnesina chiede aiuto a Paesi Ue per redistribuire i 177 migranti a bordo

Il ministro degli Esteri Enzo Moavero è intervenuto sul caso Diciotti, per sbloccare lo stallo della nave della Guardia costiera che da tre giorni è bloccata in mare con 177 migranti a bordo, dopo essere stati soccorsi su un barcone in difficoltà. Secondo quanto si apprende da fonti governative, la Farnesina ha iniziato ad attivarsi per chiedere un aiuto agli altri paesi europei per redistribuire i migranti. La nave resta al largo di Lampedusa senza indicazioni da parte del Viminale a proposito del porto di sbarco. I migranti soccorsi erano all’inizio 190, ma 13 di loro, tra cui alcuni bambini e una donna che avrebbe subito violenze in Libia, sono stati trasferiti nel poliambulatorio di Lampedusa perché bisognose di cure. La vicenda si intreccia con un nuovo braccio di ferro tra Roma e Malta.

Il braccio di ferro con Malta
Il ministro dell'Interno, Salvini, ha fornito una ricostruzione del salvataggio secondo cui l’intervento di soccorso è stato condotto in prima battuta da Malta in acque maltesi; poi, ha detto Salvini, i maltesi hanno 'accompagnato' il barcone verso le acque italiane dove è intervenuta la nave della Guardia costiera italiana: quest'ultima, però - ha specificato il ministro - ha agito senza avvertire il ministero. Malta da parte sua ha risposto con una netta chiusura, affermando che Roma «non ha appigli legali per chiedere» un porto maltese e che «il porto più sicuro è Lampedusa».

Moavero: serve soluzione europea per accoglienza
Trovare «una soluzione europea coordinata in tema di lotta contro i trafficanti di essere umani, di accoglienza di chi ha diritto di asilo nell'Ue e più in generale, di sfida migratori» è un tema che trova l'Italia «in sintonia» con Francia e Germania. Lo ha detto il ministro degli Esteri Enzo Moavero in riferimento ad una telefonata di ieri tra il presidente francese Emmanuel Macron e la cancelliera tedesca Angela Merkel nella quale si ribadiva «la necessità di
lavorare ad una soluzione europea coordinata per lottare contro i trafficanti e accogliere i barconi soccorsi nel Mediterraneo». «Si tratta - ha sottolineato il capo della diplomazia italiana - di una posizione che corrisponde a quanto l'Italia sta chiedendo da tempo e che corrisponde alle conclusioni del
Consiglio Europeo del 28 giugno
, dove inequivocabilmente si chiamano i Partner europei a un impegno comune, stabile e ben strutturato, in materia di flussi migratori».

La posizione della Ue
«Seguiamo gli sviluppi» di nave Diciotti «molto da vicino», ha fatto sapere la portavoce della Commissione per la Migrazione, Tove Ernst. «Per il momento - ha aggiunto - non sono al corrente che vi siano contatti tra la Commissione e gli Stati membri» per un accordo sulla distribuzione dei migranti a bordo, intesa, che come in altri casi precedenti, permetterebbe di trovare un porto sicuro per lo sbarco. «Ma come in passato, siamo pronti, se c'è necessità, a fornire sostegno al coordinamento e prestare tutto il nostro peso diplomatico per soluzioni veloci».

Il precedente della nave Diciotti
Da ricordare il precedente del mese scorso quando la stessa nave Diciotti con a bordo 67 migranti, soccorsi il 9 luglio dal mercantile Vos Thalassa, finì al centro di uno scontro istituzionale. La Guardia costiera era intervenuta perché il comandante del mercantile aveva segnalato una situazione di “grave pericolo” per l'equipaggio, tutto composto da italiani, minacciato da alcuni migranti soccorsi all'arrivo in zona di una motovedetta libica che li avrebbe riportati sulle coste africane. La nave, entrata nel porto di Trapani nel pomeriggio del 12 luglio rimase per ore ferma senza far scendere nessuno. Fu alla fine l’intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella a sbloccare la situazione contattando direttamente il premier Giuseppe Conte, che diede l'ok allo sbarco, bypassando lo stop ostinato alla discesa dalla nave voluto da Salvini («Prima di concedere qualsiasi autorizzazione, attendo di sapere nomi, cognomi e nazionalità dei violenti che dovranno scendere dalla nave in manette»). Con il ministro che non mancò di far sapere il suo «stupore» (leggi irritazione) per l'intervento del Quirinale.

Finita l'odissea per 67 migranti, sono sbarcati dalla Diciotti

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