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sale la tensione tra italia e malta

Nave “Diciotti” ancora in stand-by, Salvini: intervenga Ue o migranti in Libia

Lo stallo continua per le sorti della nave della Guardia costiera italiana “Ubaldo Diciotti”, al centro dell'ennesimo braccio di ferro politico diplomatico tra Italia e Malta. L’ultimo a intervenire sulla vicenda del pattugliatore d’altura della nostra Guardia costiera con 177 migranti a bordo ferma al largo di Lampedusa in attesa di un luogo di attracco è il ministro dell’Interno Matteo Salvini. «O l'Europa decide seriamente di aiutare l'Italia in concreto, a partire ad esempio dai 180 immigrati a bordo della nave Diciotti, oppure saremo costretti a fare quello che stroncherà definitivamente il business degli scafisti. E cioè riaccompagnare in un porto libico le persone recuperate in mare», attacca il vicepremier. «Gli 80mila sbarchi in meno dall'inizio dell'anno e 32mila in meno in quasi due mesi e mezzo da ministro sono risultati ottimi ma non mi accontento», aggiunge poi, confermando la linea dura del Governo giallo verde. E in serata è arrivata la richiesta della Farnesina di un intervento formale di Bruxelles sulla vicenda. Il ministero degli Esteri «ha ufficialmente e formalmente investito della questione la Commissione europea» si legge in una nota del dicastero «affinché provveda a individuare una soluzione in linea con i principi di condivisione tra gli Stati membri dell'Unione Europea». Il governo italiano, prosegue il testo «ritiene indispensabile che la Commissione assuma direttamente l’iniziativa, vocata a individuare i Paesi Ue disponibili ad accogliere le persone salvate in mare».

Il ministro Moavero Milanesi: «Serve azione decisa dell’Europa»
«Un’azione decisa da parte delle istituzioni europee, che l'Italia naturalmente sostiene appieno – ha sottolineato il ministro Enzo Moavero Milanesi –può consentire di superare in modo ordinato e sistemico le difficoltà e rendere strutturale l’approccio di condivisione degli oneri, peraltro già applicato più volte, negli ultimi due mesi, sulla base di intese ad hoc fra gli stessi Stati».

Toninelli: «Comportamento Malta inqualificabile»
La presa di posizione del ministro è destinata ad accrescere la tensione nei rapporti con le autorità di Malta, già messe a dura prova dal duro scambio via twitter di questa mattina tra il ministro delle Infrastrutture M5S Danilo Toninelli e il ministro dell’Interno maltese. «#Diciotti dimostra che l'Italia non si tira mai indietro quando si tratta di salvare vite umane. Il comportamento di Malta è ancora una volta inqualificabile e meritevole di sanzioni. L'Ue si faccia avanti e apra i propri porti alla solidarietà, altrimenti non ha motivo di esistere», ha scritto Toninelli, rilanciando il rimpallo delle responsabilità sull’accoglienza.

La Valletta: unica soluzione è sbarco a Lampedusa
La replica del ministro degli Interni maltese Michael Farrugia non si è fatta attendere. Per i migranti raccolti dalla Diciotti, scrive Farrugia in un tweet indirizzato a Salvini e Toninelli, «l'unica soluzione finale è di sbarcarli a Lampedusa o in un porto italiano. Se l'Italia vuole ancora trattare questo caso come un #salvataggio, Lampedusa rimane il luogo più vicino di sicurezza secondo le convenzioni applicabili». La Guardia costiera italiana, conclude il tweet del ministro, «ha intercettato i #migranti all'interno del SAR maltese soltanto per impedirgli di entrare nelle acque italiane».

Salvataggio in mare a Ferragosto
Il pattugliatore d’altura “Diciotti”, fermo da quattro giorni al largo di Lampedusa con 177 migranti a bordo, attende indicazioni da parte del Viminale sul “porto sicuro” dove attraccare. Il ministero dell'Interno a sua volta chiede l’intervento del governo di Malta, ma La Valletta continua a negare ogni collaborazione. Inizialmente i migranti, soccorsi a Ferragosto mentre si trovavano su un barcone in avaria, erano 190 ma 13 di loro, tra cui alcuni bambini e una donna che avrebbe subito violenze in Libia, sono stati trasferiti nel poliambulatorio di Lampedusa perché bisognosi di cure.

Il monitoraggio di Bruxelles e la ricerca di una soluzione europea
Da venerdì 17 agosto la vicenda è monitorata «molto da vicino» dalla Commisisone Ue che ha avviato contatti con gli Stati membri per definire un accordo sulla distribuzione dei migranti a bordo, intesa, che come in altri casi precedenti, permetterebbe di trovare un porto sicuro per lo sbarco. Anche il ministro degli Esteri italiano, Enzo Moavero Milanesi ha avviato contatti per sollecitare l’aiuto degli altri paesi europei.

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