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il dopo juncker

Ue, Salvini: «Per l’Italia un commissario all’economia»

Per l’Italia un commissario europeo all’economia. Parola di Matteo Salvini. Che assicura: nel prossimo esecutivo a Bruxelles siederà qualcuno «che si occupi di quattrini, industria, economia, pesca, commercio agricoltura, qualcuno che in Commissione Ue difenda il diritto al lavoro di 60 milioni di italiani che in Europa stanno massacrando continuamente». L’annununcio del vicepremier arriva da Viareggio durante l’intervista al direttore de La Nazione Francesco Carrassi. Insieme all’attacco alle scelte del governo di centrosinistra: «A livello europeo Renzi ha portato zero risultati per i 60 milioni di italiani. In Commissione europea come Italia siamo rappresentati dalla signora Mogherini. E giustamente voi mi chiedete chi é? Renzi scelse di avere il Commissario agli esteri. Noi invece nomineremo un commissario» che si occupi di economia. Ma il percorso per ottenere il risultato in Europa è lungo e molto controllato. E la nomina deve avere l’approvazione di Consiglio europeo e Europarlamento.

L’esame del consiglio europeo e il voto dell’Europarlamento
Federica Mogherini, alto rappresentante per gli affari esteri, è il membro italiano nella commissione Juncker (insediata 1° novembre 2014) di cui è anche vicepresidente. Indicata dal governo Renzi è arrivata a Bruxelles da ministro degli Esteri. Il suo mandato scade a fine ottobre 2019 quando si rinnoverà il nuovo esecutivo Ue dove l’Italia vuole un commissario economico. Ma la decisione del governo annunciata da Salvini, dovrà passare per una procedura ben precisa. I commissari vengono nominati dopo l’elezione del presidente della nuova commissione (indicato dal consiglio europeo composto dai capi di stato e di governo e votato dal Parlamento europeo a maggioranza assoluta dei componenti). Il nuovo capo dell’esecutivo Ue sceglie i potenziali vicepresidenti e i commissari sulla base delle indicazioni degli Stati Membri. Qui scatta il primo esame: l’elenco dei candidati (27) deve essere approvato da tutti i capi di Stato e di governo dell’Unione riniti nel Consiglio europeo. Poi la palla passa all’Europarlamento: ogni candidato dovrà superare la valutazione e il voto della commissione parlamentare competente per il “portafoglio” per il quale viene proposto. Una volta approvato la lista il Parlamento europeo in seduta plenaria dovrà approvare (o meno) la squadra nel suo complesso. Dopo il via libera del Pe i commissari vengono nominati dal Consiglio europeo e il nuovo esecutivo può partire.

Il discorso del presidente della commissione Ue Juncker all'Europarlamento

Per l’Italia “portafogli” pesanti, ma mai «gli affari economici»
Dal 1958 a oggi l’Italia ha ottenuto incarichi importanti , oltre alle due presidenze prima di Franco Maria Malfatti (1970-1972) e di Romano Prodi (1999-2004), ma non è stata mai titolare della poltrona strategica degli Affari economici attualmente in capo al francese Pierre Moscovici. Per quattro mandati ha avuto commissari all’industria (da ultimo Antonio Tajani , sostituito negli ultimi mesi da Ferndinanto Nelli Feroci dopo l’elezione all’Europarlamento), portafoglio che fu anche di Altiero Spinelli dal 1970 al 1976. E altre quattro volte ha guidato il Mercato interno, incarico ricoperto da Mario Monti dal 1995 al 1999 poi passato alla Concorrenza (unica volta per l’Italia) con la presidenza Prodi. Emma Bonino invece è stata commissaria alla Politica dei consumatori. Una volta sola gli incarichi all’Agricoltura e alla Giustizia (per Franco Frattini).

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