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Esonda torrente in Calabria: morti 10 escursionisti. Salvi i 3 dispersi

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protezione civile: c’era allerta gialla

Esonda torrente in Calabria: morti 10 escursionisti. Salvi i 3 dispersi

  • – di Redazione Online

Almeno 1o morti e 23 persone recuperate incolumi. Rintracciati invece questa mattina, in buone condizioni di salute, tre giovani pugliesi ritenuti dispersi. È questo l'ultimo bilancio aggiornato dell'improvvisa ondata di piena, causata dalla pioggia, che ieri pomeriggio ha travolto due distinti gruppi di escursionisti in gita alle Gole del torrente Raganello, all’interno del Parco nazionale del Pollino, in Calabria. I feriti sono 11. Una bimba di 9 anni è stata ricoverata al Gemelli di Roma in sedazione profonda. «Tristezza» è stata espressa dal capo dello Stato Sergio Mattarella e dal premier Giuseppe Conte «per questa nuova tragedia».

Borrelli: lavoriamo a piattaforma nazionale meteo
«C’era l’allerta gialla. E ricordo a tutti che con l’allerta gialla ci possono anche essere morti», l’evento era in qualche modo prevedibile»
ha detto il capo Dipartimento della protezione civile, Angelo Borrelli, annunciando la prossima costituzione di una piattaforma nazionale di allerta meteo in raccordo con le Regioni. La struttura dovrebbe servire anche ad informare i cittadini per scongiurare tragedie come quelle del torrente Raganello. «Ne ho parlato con il presidente del Consiglio - ha aggiunto - ed è uno dei principali punti del mio rinnovato incarico».

Piena torrente, trovati vivi i tre dispersi

Fascicolo contro ignoti
Intanto la Procura di Castrovillari ha aperto un fascicolo contro ignoti ipotizzando i reati di omicidio colposo, lesioni colpose, inondazione e omissione d'atti d'ufficio. Al momento non è stata disposta l'autopsia sui corpi delle vittime, che presentano i traumi tipici del trascinamento in acqua. «Il primo pensiero - ha detto il procuratore Eugenio Facciolla - è salvare più gente possibile e poi identificare le vittime. Nel pomeriggio valuteremo».

Stanno bene i tre giovani pugliesi dati per dispersi
Nel corso della notte, i soccorritori hanno continuato senza sosta, alla luce delle fotoleettriche, le ricerche di tre giovani dispersidi 21, 22 e 23 anni, , in base alle segnalazioni raccolte dai Carabinieri, e di eventuali altre persone mancanti allappello ma non segnale. I tre sono stati rintracciati questa mattina: si erano
accampati in località Valle d'Impisa, una località a monte della zona del disastro e dove i cellulari non hanno campo. A dare notizia del loro ritrovamento è stata un'amica che attraverso un twitter ha informato le forze dell'ordine dicendo «sono vivi». La difficoltà ad avere un quadro chiaro dei dispersi - ha precisato questa mattina il capo della Protezione civile calabrese Carlo Tansi - è dovuta al fatto che gli escursionisti erano in gruppi sparsi. Molte segnalazioni sono pervenute nella notte al nostro numero verde». Tutte le vittime sono state identificate e, al momento, le persone ricoverate sono undici e si trovano negli ospedali di Castrovillari quelli meno gravi e di Cosenza quelli più gravi (cinque) e uno a Rossano.

Ricerche proseguite per tutta la notte
Le ricerche, ha spiegato Tansi, sono andate avanti per tutta la notte, anche con l'ausilio di due torri faro. Circa 70, continua Tansi, «le unità impegnate a setacciare a tappeto l'area interessata da questa immane tragedia. La vera incognita è però costituita dal numero dei dispersi di cui al momento non si ha alcuna contezza. Quello che si sa è che le gole sono state saturate dall'acqua piovana caduta copiosamente che hanno scaraventato le persone anche a tre chilometri di distanza». Coinvolto nei soccorsi anche il gruppo speleologico del Soccorso alpino calabrese, impegnato nella risalita del corso del torrente alla ricerca di eventuali superstiti e dei corpi delle vittime non ancora recuperati. La zona è caratterizzata da anfratti e speroni sui quali potrebbero essersi salvati alcuni degli escursionisti dispersi.

I precedenti in Calabria
Le vittime di ieri per l'ingrossamento improvviso per un nubifragio del torrente Raganello non sono le prime in Calabria provocate da improvvisi acquazzoni. Nel 1996 sei persone morirono a Crotone in seguito al nubifragio che colpi la città e che provocò, nelle zone Trafinello e Tufolo, l'esondazione di un torrente che allagò tutta la zona intorno. Il bilancio più grave di vittime, negli anni recenti, si è registrato a Soverato dove, all'alba del 10 settembre 2000, le violente piogge, accompagnate da una scarsa pulizia dell'alveo, provocarono un improvviso ingrossamento del torrente Beltrame, solitamente a secco. L'onda di piena si abbatté sul camping Le Giare, realizzato nel letto del torrente. Il bilancio fu di 13 morti tra volontari Unitalsi e disabili. Nel 2006 fu il Vibonese ad essere colpito da un nubifragio di eccezionale intensità. Quattro le vittime nella zona marina della città per l'esondazione di alcuni torrenti, tra le quali un bambino di appena 15 mesi.

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