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Juve, Allegri: "Ronaldo gioca, poi potrà andare anche in…

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Juve, Allegri: «Ronaldo gioca, poi potrà andare anche in panchina»

  • –a cura di Datasport
(Ansa)
(Ansa)

A differenza del solito Massimiliano Allegri non dà nessuna indicazione sulla formazione. Nella conferenza stampa alla vigilia della sfida contro la Lazio, non si fa altro che parlare ancora di Cristiano Ronaldo e dell’esordio del fuoriclasse portoghese all’Allianz Stadium. Cristiano Ronaldo ci sarà, e questa è l’unica concessione che regala il tecnico ai giornalisti, e al suo fianco dovrebbero esserci Douglas Costa, Dybala e Mandzukic. A centrocampo si potrebbe rivedere Matuidi, anche se al momento i favoriti sono Khedira e Pjanic. Allegri striglia la squadra, anche perché l’anno scorso la Lazio è costata parecchio cara: “È una squadra ben guidata con un giocatore di grande come Milinkovic-Savic che dà fisicità e tecnica. Giocano molto sulle ripartenze e non bisogna commettere gli errori dell’anno scorso”. Rispetto ad allora, però, Allegri avrà un Ronaldo in più: “Lui è un ragazzo che si mette sempre in discussione. È molto competitivo in tutte le cose che fa. Nessuno gli ha regalato niente: è un campionissimo che si è costruito con il lavoro e il sacrificio, è un ottimo esempio per tutti e alza l’asticella della competizione”. Ronaldo che a Chievo ha mancato solo il gol: “Ha tirato sei volte, dovevamo essere più attenti sulle ribattute”. Ecco, Chievo. Allegri non risparmia una frecciata ai suoi: “Era importante vincere ma non stravincere e siamo stati anche un po’ fortunati perché se fossimo andati sul 3-0 a metà del primo tempo avremmo rischiato di rilassarci e qui non c’è niente da ridere e scherzare. Quello che è successo sabato ci deve far rizzare le antenne. Abbiamo già preso due gol e dobbiamo trovare maggiore solidità. Quando loro tentavano di buttare la palla in area qualcosa non mi tornava”. Nessun riferimento alla telefonata tra Lotito e Inzaghi che ha scosso l’ambiente: “Non ho visto il video, ma posso dire che la Lazio è ben allenata da Simone Inzaghi, che è uno degli allenatori giovani più bravi e lo dicono i risultati, non io perché mi sta simpatico. Ha vinto la Supercoppa, fino a 20 minuti dalla fine della stagione era in Champions e la Lazio in Italia e in Europa ha fatto buoni risultati”. Il tecnico fissa quindi la quota scudetto a 88-90 punti e dà fiducia anche al nuovo Milan di Leonardo, Maldini e Gattuso: “Hanno fatto cambiamenti sia a livello societario che nella squadra, prendendo un giocatore come Higuain, oltre a Caldara, che è uno che fa gol e di cui il Milan aveva bisogno. Sicuramente ce lo ritroveremo lì a lottare”.