Italia

Legambiente: a due anni dal sisma via solo il 40% delle macerie,…

  • Abbonati
  • Accedi
a due anni dal sisma nel centro italia

Legambiente: a due anni dal sisma via solo il 40% delle macerie, ricostruite 3 scuole su 21

A due anni dal terremoto che il 24 agosto del 2016 devastò Amatrice e il Centro Italia, la ricostruzione procede «ancora troppo a rilento». Con tante macerie ancora da rimuovere, solo 3 scuole ricostruite sulle 21 previste e oltre 230 case per gli sfollati ancora da consegnare. L’allarme arriva da Legambiente, che in un report fa il punto sulla ricostruzione e sulla messa in sicurezza del patrimonio culturale, tornando a denunciare i ritardi dovuti anche «alla mancanza di una pianificazione preventiva». E per questo propone al Governo l’istituzione di una struttura nazionale di coordinamento che collabori e aiuti gli enti locali.

Amatrice, viaggio nella zona rossa

Scuole, cantieri ancora aperti
Nonostante le tre ordinanze che prevedevano la riqualificazione o costruzione di 235 edifici scolastici nelle zone terremotate, a oggi siamo ben lontani dall’obiettivo. In particolare, Legambiente spiega che delle 21 scuole individuate con la prima ordinanza (la n.14 del 2017) e da realizzare entro l’anno scolastico 2017-2018, ne sono state ricostruite solo tre: la scuola per l’infanzia di Via Don Petruio a Fabriano, la Romolo Capranica ad Amatrice e la scuola di Crognaleto. Mentre sono stati avviati i lavori di edificazione delle scuole di Giano e Foligno in Umbria, dei Poli scolastici di Macerata e San Ginesio nelle Marche e della scuola di Accumuli nel Lazio.

Rimosso meno del 50% delle macerie pubbliche
Secondo i dati aggiornati a luglio 2018, su un totale stimato di 2.667.000 tonnellate di macerie pubbliche ne risultano rimosse 1.077.037 tonnellate (il 40%), di cui il 12% in Abruzzo, il 43% nelle Marche, il 39% nel Lazio e il 72% in Umbria. Ritardi dovuti soprattutto ai tempi necessari a far partire la macchina: Legambiente ricorda che a maggio 2017, a dieci mesi dal primo sisma, era stato raccolto solo il 4% di macerie. Ha pesato soprattutto la mancanza di pianificazione preventiva, visto che ci sono voluti mesi, dice il report, per individuare e autorizzare siti temporanei idonei a conferire le macerie. Ma anche il fatto che i tempi delle demolizioni e quelli della rimozione, affidati a soggetti diversi, molto spesso non sono coordinati. C’è anche il problema della gestione delle macerie prodotte dalle demolizioni che faranno i privati, di cui manca una stima, e la partita legata al recupero degli inerti. In Umbria solo il 20% delle 70 mila tonnellate di inerti finora è stato utilizzato dai comuni, mentre nelle Marche, nel Lazio e in Abruzzo le imprese a cui vengono conferiti gli inerti sono «a rischio saturazione».

Oltre 230 moduli abitativi da consegnare
Sono 231 le Sae, ovvero le Soluzioni abitative d’emergenza, che devono ancora essere consegnate ai sindaci di 10 comuni. Ma Legambiente ricorda che i moduli abitativi non consegnati alle famiglie potrebbero essere molti di più, visto che, come avverte la Protezione Civile, la consegna delle Sae al sindaco non vuole necessariamente significare l’automatica consegna alle famiglie.

Patrimonio culturale, è emergenza
Non ultima è la messa in sicurezza dei beni culturali recuperati nelle zone colpite dal sisma, rispetto alla quale il report parla di situazioni di «vera e propria emergenza». È il caso delle Marche, dove dei 13.211 beni mobili complessivamente recuperati, solo 1.563 si trovano in 2 depositi gestiti dal ministero dei Beni culturali. Uno è la Mole Vanvitelliana di Ancona, data in concessione gratuita al Mibact dal Comune di Ancona, che ospita 1.423 beni, l'altro è il Forte Malatesta di Ascoli Piceno, di proprietà del Demanio, dato in concessione al Comune di Ascoli Piceno, che ospita i restanti 140 beni. Gli altri 11.648 sono in vari luoghi di ricovero più o meno temporaneo.

© Riproduzione riservata