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Crollo ponte Morandi, la procura: no contrasti con amministrazione

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Crollo ponte Morandi, la procura: no contrasti con amministrazione

«Non c’è alcun contrasto con l’amministrazione. Anzi, c’è piena collaborazione tra noi e l’amministrazione. Non c'è alcun contrasto sulle attività che verranno svolte e anche rapidamente». Lo ha assicurato il procuratore capo di Genova Francesco Cozzi. Di «massima collaborazione istituzionale» ha parlato anche il presidente della Commissione ispettiva del Mit Alfredo Mortellaro lasciando gli uffici della procura dove la Commissione (rinnovata dopo la rimozione del provveditore alle opere pubbliche Roberto Ferrazza e l’ingegnere Antonio Brencich) ha incontrato i pm titolari dell’inchiesta sul crollo di Ponte Morandi che ha provocato la morte di 43 persone. «La serenità è la cosa più importante, certo clamore mediatico non ha aiutato» ha aggiunto Mortellaro.

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Vigili fuoco al lavoro per liberare greto Polcevera
Intanto è ripreso stamani nella zona del crollo del ponte Morandi il recupero dei reperti per liberare il greto del Polcevera. Il lavoro dei vigili del fuoco sta procedendo anche in base alle indicazioni della Procura, che è alla ricerca di qualsiasi materiale che possa essere utile agli accertamenti.

Cozzi: non ricevuto istanze dissequestro
«Al momento non abbiamo ricevuto alcuna istanza di dissequestro - ha sottolineato il procuratore Cozzi dopo l'incontro con i consulenti e i membri della nuova commissione ministeriale - sulla quale precisiamo che quando la pubblica amministrazione, in particolare il sindaco o il commissario, ci rappresenteranno una situazione di pericolo per l'incolumità, alla base di istanze di dissequestro parziale o totale, risponderemo positivamente». Le eventuali opere per l'abbattimento dei monconi del ponte «devono avvenire, possibilmente, compatibilmente con le esigenze di acquisizione e conservazione della prova - ha aggiunto Cozzi - e quindi con modalità il più possibile, se è possibile, atte a preservare in qualche modo parti che possono essere utili oggi o un domani per l'accertamento delle cause del crollo e eventuali responsabilità».

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Toti: imperdonabile perdere tempo in polemiche
La politica, dal canto suo, spinge ad agire in fretta. «Genova e la Liguria devono ripartire e questa deve essere la priorità per tutti. Hanno bisogno di tanti fatti, poche parole e nessuna polemica» ha sottolineato il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, commissario per l'emergenza post crollo del ponte Morandi, stamani via Facebook. «Ogni dibattito su come dovrà essere gestito in futuro il sistema delle concessioni, ogni azione che il Governo intenda intraprendere nei suoi rapporti con società Autostrade, compresa la procedura di revoca, ove questa andasse avanti, nonché ogni considerazione su possibili nazionalizzazioni (io resto contrario a questa ipotesi legata al passato), tutti questi sono senza dubbio legittimi temi di dibattito politico in Parlamento, ma - ha aggiunto Toti - non possono e non devono essere portati avanti sulla pelle dei genovesi, dei liguri e del primo sistema portuale del Paese».

Bucci: per nuovo ponte alta qualità e tempi brevi
«Dobbiamo trovare il modo per abbattere il ponte nel più breve tempo possibile e consentire alla commissione di inchiesta di avere a disposizione tutto quello che serve per fare il proprio lavoro. Dobbiamo raggiungere i due obiettivi contemporaneamente e questo si può fare» ha detto il sindaco di Genova Marco Bucci a margine della visita ai volontari di Anpas, presenti nell'area di Ponte Morandi. Il sindaco è stato molto chiaro sul chi dovrà fare la ricostruzione del ponte che dovrà essere costruito al più presto, senza badare a spese. «A me interessa che lo faccia chi è capace a farlo, con alta qualità e poco tempo - ha detto Bucci - Non mi interessa chi lo fa ma chiederò ufficialmente a nome della città altissima qualità e tempi brevi». «Tempi brevi - ha sottolineato - vuol dire che tra un anno potremmo vedere l'ossatura, se non addirittura il ponte fatto».

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